Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1832

Misure igieniche per le filande

La Congregazione di Sanità applica una serie di disposizioni di carattere igienico alle poche filande da seta rimaste nel territorio bolognese: vengono proibiti nuovi insediamenti all'interno della città, mentre gli opifici esistenti devono essere alloggiati ai piani alti dei fabbricati, perché vi sia sufficiente ventilazione e i gas sprigionati da sostanze animali in decomposizione possano essere dispersi da correnti d'aria.

Qualora non vi siano finestre a terra, i proprietari sono tenuti a installare ventilatori. Le acque puzzolenti, dove sono stati immersi i bozzoli, devono essere tenute in una botte e scaricate alla sera sulla sponda di un fiume vicino o in un luogo appartato, lontano dalle strade e dalle abitazioni. Le crisalidi vanno conservate in cassette verniciate all'interno e all'esterno, e coperte con "almeno quattro once di arena".

Sono permesse solo caldaie alimentate a vapore. Quelle a legna possono essere usate solo lontano dalla città. Gli operai delle filande devono avere una decente sistemazione in camere ventilate, con letti distanti almeno tre piedi uno dall'altro. Ogni fabbrica deve avere almeno due latrine chiuse, poste in un luogo ventilato e "difese con uscio a peso".

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Stefano Arieti, Società e sanità a Bologna nel XIX secolo, in: “Il carrobbio”, 25 (1999), p. 197-198