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1832

Il "libro nero dei compromessi" e il Tribunale speciale

Nel febbraio il cardinale Albani, commissario straordinario delle Legazioni, promuove la compilazione di un “libro nero” delle persone compromesse con i moti liberali del 1821 e del 1831. Istituisce inoltre un Tribunale straordinario temporaneo per i reati politici, di cui fanno parte giudici e militari.

Tra essi il capitano Stanislao Freddi, che farà uso di colonne mobili nelle provincie di Forlì e Ravenna per reprimere disordini e arrestare ladri e disertori.

La polizia segreta pontificia compilerà lunghi elenchi di militari e civili, coinvolgendo anche persone innocenti nel divieto di oltrepassare i confini dello stato.

Nelle liste finiranno 5.849 nomi e solo 40 dei 1.850 esuli rifugiati in Francia potranno tornare in Italia senza timore di ritorsioni.

Copie del "libro nero" verranno distribuite in tutti i posti di polizia, negli uffici dei passaporti e nelle stazioni di confine.

Tra le accuse registrate c'è anche l'appartenenza alle logge. La cospirazione che ha condotto al Governo delle Provincie Unite ha avuto in effetti una forte impronta massonica.

In due anni la polizia segreta pontificia raccoglierà a Bologna i nomi di 1829 persone di ispirazione liberale.

Nell'elenco figureranno nobili come Carlo Pepoli, schedato come uno tra i più attivi "nell’accaduta rivoluzione”, professori come Antonio Silvani e Francesco Orioli, professionisti riuniti in club organizzati e attivi.

Saranno nominati “circa ottanta medici, veterinari, farmacisti e studenti di medicina o di legge”. Non mancherà la presenza popolare, con rappresentanti di ogni mestiere, compresi dieci maestri di scuola. Tra i personaggi dello spettacolo saranno coinvolti attori come Gustavo Modena e Agamennone Zappoli.

Dalle indagini risulterà che alcune case, ad esempio quelle degli avvocati Zanolini e Vicini, di Paolo Costa e di Rodolfo Audinot, hanno ospitato attività sovversive.

La principessa Maria Hercolani, donna Marì, segnalata come “esaltatissima in ambedue le epoche”, sarà accusata di organizzare, nel suo palazzo di Strada Maggiore, “riunioni dei più esaltati liberali contrari al Governo” e di dare aiuto economico ai fuoriusciti bisognosi.

Gli zelanti tenteranno di allontanare i compromessi dalla Società del Casino, il circolo più esclusivo della città, di cui fanno parte molti liberali. Alcuni di essi chiederanno di essere iscritti, anche dopo essere stati esiliati, come soci corrispondenti.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Bologna massonica. Le radici, il consolidamento, la trasformazione, a cura di Giovanni Greco, Bologna, CLUEB, 2007, p. 144
  • Alessandro Boselli, Massoneria e sette segrete a Bologna nel Risorgimento, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, a cura di Giovanni Greco, 3. ed., Bologna, CLUEB, 2016, p. 97
  • Rodolfo Fantini, L'istruzione popolare a Bologna fino al 1860, Bologna, Zanichelli, 1971, p. 165
  • Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, pp. 60-63
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 79
  • Maria Chiara Mazzi, Quattro passi nei salotti di cultura nella Bologna del primo Ottocento, Bologna, in riga edizioni, 2019, pp. 29-35
  • Arturo Menghi Sartorio, Stanislao Freddi. Un carabiniere del Papa, Villa Verucchio, Pazzini, 2002, pp. 57-63
  • Aldino Monti, Pauperismo e demografia, conflitto e sicurezza: le condizioni sociali a Bologna nell'Ottocento (1815-1880), in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., Bologna in età contemporanea, tomo 1., 1796-1914, a cura di Aldo Berselli e Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 448
  • Storia della Università di Bologna, vol. 2., Luigi Simeoni, L'età moderna (1500-1888), Bologna, Zanichelli, 1947, p. 204
  • Marco Veglia, Dal mito alla storia. L'Università di Bologna dal 1860 al 1911, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 163

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