Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1832

Gli Apofasimeni e la Giovine Italia

Nei primi mesi del 1832 cominciano a circolare a Bologna i primi opuscoli della setta mazziniana “Giovine Italia”, fondata nell'agosto del 1831 a Marsiglia da Giuseppe Mazzini, mentre penetrano sempre più nei circoli intellettuali le idee progressiste di Saint-Simon e Buonarroti, provenienti dall'Europa.

Dopo il convegno massonico di Aarau del luglio 1823, Filippo Buonarroti, cospiratore inesauribile, ha fondato, con la collaborazione di Carlo Bianco di Saint-Jorioz, la società segreta degli Apofasìmeni. Preso atto dell'insuccesso dei moti carbonari del 1821, le Vendite sono state trasformate in nuclei organizzati in modo militare.

La setta è divisa in tende, centurie, castelli e campi, secondo il modello dell'esercito dell'antica Roma. Gli Apofasimeni, letteralmente "uomini dalla sentenza già scritta" o "condannati a morte", seguono con obbedienza assoluta gli ordini dei superiori. Hanno un nome di battaglia e sono sempre pronti al combattimento.

Ogni adepto deve essere "cittadino italiano, ardito e deciso a tutto, capace di servire la patria, intraprendente, costante, ardente amatore d'Italia e disposto a sacrificare vita e averi per renderla una, indipendente e libera sotto forma repubblicana".

Per un certo periodo anche Giuseppe Mazzini entra a far parte di questa associazione, da lui ritenuta ben guidata e molto affine alla Giovine Italia. A Bologna essa viene introdotta nel novembre-dicembre 1832 da Napoleone Masina (Napoleone dé Masini Pierattini, 1801-1860 ca) e si diffonde grazie all'operato di cospiratori come l'avvocato Giuseppe Galletti (1798-1873), nella cui abitazione si svolgono spesso le riunioni, Giuseppe Petroni (1812-1888), Augusto Aglebert (1810-1882), Felice Orsini (1819-1858) e Cesare Guidicini. Quasi tutti saranno arrestati nel 1834.

Anche la dottrina sansimoniana penetra in città grazie a Gabriello Rossi, medico bolognese, membro della società medico-chirurgica e professore di patologia e medicina legale, privato dell'insegnamento a Urbino e a lungo esiliato in Francia dopo i moti del 1831, durante i quali ha preso "parte principale a favore dei ribelli" e ha tenuto "continuo carteggio coi primari faziosi di Bologna".

La Giovine Italia di Mazzini è comunque destinata a prevalere sulle altre sette e a diventare “il centro dominante nel mondo dei cospiratori” (Marcelli). Buonarroti permetterà al conte Bianco di fondere gli Apofasimeni nella Giovane Italia. Lo stesso Bianco farà da tramite anche con la Giovane Carboneria dei “Veri Italiani”.

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Approfondimenti:

  • Aldo Berselli, Da Napoleone alla Grande Guerra, in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., tomo 1., Bologna, Bononia University Press, 2010, pp. 36-37
  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 295
  • Giulio Cavazza, Cospirazioni e moti risorgimentali dal 1831 al 1845 nei ricordi di Augusto Aglebert, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 152
  • Rodolfo Fantini, L'istruzione popolare a Bologna fino al 1860, Bologna, Zanichelli, 1971, p. 133 (G. Rossi)
  • Alberto M. Ghisalberti, Napoleone dé Masini e gli Apofasimeni, in: "Rassegna storica del Risorgimento", 1934, pp. 323-340
  • Giovanni Greco, Loggia Galvani coast to coast, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, a cura di Giovanni Greco, 3. ed., Bologna, CLUEB, 2016, pp. 127-132
  • Giovanni Greco, I massoni emiliano-romagnoli e la tradizione democratica, in: Atti del convegno "Massoneria e Risorgimento. Da Bologna per l'Italia", a cura di Marco Adorni, Giovanni Greco, Davide Monda, col patrocinio del Grande Oriente d'Italia, Bologna, P. E. Persiani, 2012, p. 36
  • Aldobrandino Malvezzi, Un precursore di riforme sociali dimenticato: Gabriello Rossi, in: "Strenna storica bolognese", 7 (1957), pp. 357-365
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 20
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., pp. 83-84
  • Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 72
  • Elena Musiani, Circoli e salotti femminili nell'Ottocento. Le donne bolognesi tra politica e sociabilità, Bologna, CLUEB, 2003, pp. 82-83
  • Elena Musiani, Scene di vita e rappresentazioni sociali in un carteggio tra amiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 200
  • Alberto Preti, Giornali, circoli, caffé: le idee di unità e di indipendenza a Bologna, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 3., p. 381
  • Angelo Varni, Gli anni difficili della Restaurazione, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 2., pp. 374-375