Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

Una pseudo-amnistia

Mentre la Francia, attraverso il suo ambasciatore a Roma Louis de Sainte-Aulaire, gli consiglia di promuovere riforme, papa Gregorio XVI, con un voltafaccia improvviso, il 5 aprile dichiara nulle la convenzione di Ancona e l'amnistia ivi pattuita, affermando che i suoi cardinali allora non erano pienamente liberi di trattare.

Una parte dei rivoltosi più in vista, che non riescono a sfuggire alle attenzioni della polizia pontificia, vengono rinchiusi nelle casematte del forte di San Leo.

Il 14 aprile un editto del cardinale Bernetti (1779-1852), pro-segretario di Stato, nomina due commissioni, una civile e l'altra militare, per giudicare coloro che hanno partecipato alle sollevazioni delle settimane precedenti.

Fra chi non potrà tornare in patria vi sono i membri del governo insurrezionale, i disertori dell'esercito pontificio e quelli che hanno pubblicato scritti contro il papato e la religione cattolica.

Gli altri potranno ottenere il perdono papale, presentandosi davanti alle commissioni giudicanti.

La pseudo-amnistia del cardinale Bernetti sarà criticata dalla maggioranza degli stati europei e accusata di “mancanza di elementi di misericordia e del perdono cristiano”.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Giuseppe Brini, Artigiani a Bologna. Cenni di storia e attualità, Bologna, Tamari, 1978, p. 76
  • Francesco Majani, Cose accadute nel tempo di mia vita, a cura di Angelo Varni, Venezia, Marsilio, 2003, p. 341
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 17
  • Jan Pachonski, Il generale Grabinski capo supremo dell'insurrezione bolognese del 1831, in: “Il carrobbio”, 4 (1978), pp. 358-359