Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

Partenza degli Austriaci

Il 5 luglio il Papa introduce alcune modeste riforme amministrative, con una legge molto simile a quella redatta dal cardinale Consalvi nel 1816. Essa ammette i laici alla partecipazione della cosa pubblica. Per i comuni, però, il governo si riserva il diritto di nominare i consiglieri e di approvare gli argomenti da trattare.

Dieci giorni dopo il Motu proprio papale, secondo gli accordi presi in precedenza, le truppe austriache lasciano le province occupate, conservando al di qua del Po i presidi di Ferrara e Comacchio.

Da Bologna gli Imperiali se ne vanno il 15 luglio e la città rimane nelle mani del pro Legato e della Guardia Civica, tra lo stupore della popolazione, come recita un sonetto composto per l'occasione:

Ognuno in questo memorabil dì
come un allocco per stupor restò
Veggendo ch'essi l'Armi ebber da chi
Circa tre mesi prima li disarmò

Bologna Forlì e Ravenna manifestano, comunque, un deciso rifiuto alle riforme contenute nell'editto del 5 luglio. In alcune parti esse richiamano "le istituzioni dei secoli barbari e gli odiosi privilegi per una classe di cittadini già troppo protetta".

Si inaugura il tempo “della Guardia Civica” o, dal punto di vista delle autorità pontificie, “dell'anarchia”, in cui “militari apparenti” (De Benedictis), ossia cittadini che difendono in armi richieste costituzionali, contrastano in ogni modo la politica papale di restaurazione.

Inizia l' “Era felice” annunciata dal cardinale Bernetti, fatta di leggi unilaterali e movimenti di truppe.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • L'aquila su San Petronio. Esercito austriaco e società bolognese, 1814-1859, a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, Bologna, Museo civico del Risorgimento, 199, p. 29
  • Pompeo Bertolazzi, Cronache risorgimentali. 1831-1849, a cura di Giovanni Guidi, Bologna, Costa, 1999, p. 19
  • Beatrice Borghi, Rolando Dondarini, Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria, Argelato, Minerva, 2011, p. 170
  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 294
  • Clemente Fedele, Francesco Mainoldi, Bologna e le sue poste, Bologna, F. Mainoldi, 1980, p. 226
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 18
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 80
  • Giovanni Natali, La rivoluzione del 1831 a Bologna e nelle Legazioni, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 29-30
  • Il Risorgimento a Bologna, a cura di Giuseppe Maria Mioni e Marco Poli, Bologna, Studio Costa, 2010, p. 16
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 30
  • Giampaolo Venturi, Il governo tra Chiesa e Stato, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 266