Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

La Vanguardia italiana conquista Ancona e si dirige a Roma

L'8 febbraio inizia da Pesaro, sotto la guida del colonnello faentino Giuseppe Sercognani (1780-1844), ex ufficiale napoleonico, la marcia verso Roma della Vanguardia dell'Armata Nazionale, formata in un primo tempo da soldati e ufficiali papalini di Pesaro e Fano e poi ingrossata da molti volontari dalle Romagne e dalle Marche (in particolare i reparti di Bertini da Forlì e di Montanari da Ravenna).

Il 12 febbraio la colonna prende la fortezza di San Leo alla prima intimazione di resa, liberando ventotto prigionieri politici, e pone l'assedio ad Ancona, trovando scarsa resistenza nelle truppe pontificie, che in parte disertano.

Dopo la conquista del capoluogo marchigiano il 17 febbraio, l'avanzata prosegue indisturbata lungo la via Flaminia verso l'Umbria meridionale.

A Rieti Sercognani è raggiunto dal conte Carlo Pepoli (1796-1881), inviato dal Governo Provvisorio come colonnello della Guardia Nazionale e commissario militare e civile. Intanto anche il marchese Alessandro Guidotti (1790-1848) marcia verso Roma alla testa di una colonna di volontari bolognesi e umbri.

La prima vera battaglia con l'esercito papalino è combattuta dagli insorti il 25 febbraio a Magliano Sabino, dove è stabilita una testa di ponte dotata di cannoni nei pressi del Tevere. Il 27 febbraio Sercognani fissa a Terni il suo quartier generale provvisorio.

L'8 marzo l'assalto a Rieti, difesa da poche centinaia di papalini guidati dal colonnello Domenico Bentivoglio, già comandante dei carabinieri a Bologna, non ha successo.

L'avanzata della Vanguardia è arrestata, più che dalla resistenza delle truppe nemiche, dal divieto del ministro della Guerra Armandi, che giudica una follia il tentativo di entrare a Roma, dove il Papa gode ancora di un grande appoggio popolare.

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Approfondimenti:

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