Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

Il tempo della Guardia Civica e Forese

Due cittadini partono il 18 luglio per Livorno con il compito di acquistare 1.500 fucili e 2.000 sciabole per la Guardia Civica bolognese.

Organizzata sugli schemi della Guardia Nazionale dei tempi napoleonici e addestrata da ex ufficiali del Regno italico, essa raduna nella provincia di Bologna circa 5.000 uomini, organizzati in battaglioni e reggimenti. Ha un corpo di artiglieri, uno squadrone a cavallo e la banda militare.

Pur avendo qualcosa di grottesco - uno stato maggiore sproporzionato, divise fuori moda, pochi mezzi - la Guardia Civica e Forese rappresenta un esercito popolare, un corpo di cittadini che, poiché garanti con le armi e in modo autonomo della pubblica sicurezza, possono partecipare attivamente ai processi di decisione politica e persino alla progettazione di una costituzione.

Per molti mesi i Civici rifiuteranno la coccarda del Papa e indosseranno quella tricolore, porteranno avanti istanze laiche e liberali. L'arrivo dei mille fucili, acquistati con i denari del governo (per essere probabilmente usati contro il governo), sarà festeggiato con una grande parata.

Mediante una pubblica sottoscrizione saranno inoltre fatti fondere alcuni cannoni, che spareranno simbolicamente il giorno di San Petronio, protettore di Bologna.

La Guardia Civica e Forese sarà abolita il 29 gennaio 1832, il giorno dell'arrivo in città del cardinale Albani alla testa delle truppe papaline. Nonostante le persecuzioni, le condanne al carcere e all'esilio, che segneranno i malinconici “anni gregoriani”, non andrà perduto il ricordo della milizia popolare.

La coccarda tricolore apparirà in cortei funebri, a carnevale, nei conviti, assieme alle canzoni del '31. Il ricordo dei famosi cannoni acquistati con la colletta susciterà orgoglio e non tutte le armi saranno consegnate, ma molte nascoste assieme alle vecchie divise napoleoniche, in attesa di tempi migliori.

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Approfondimenti:

  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 294
  • Charles Dédéyan, Stendhal et le passé de Bologne durant le Risorgimento, in: "L'Archiginnasio", 1971/1973, 66/68, v. 1, p. 83
  • Aldino Monti, Pauperismo e demografia, conflitto e sicurezza: le condizioni sociali a Bologna nell'Ottocento (1815-1880), in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., Bologna in età contemporanea, tomo 1., 1796-1914, a cura di Aldo Berselli e Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 447
  • Giovanni Natali, La rivoluzione del 1831 a Bologna e nelle Legazioni, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 30, 34-35
  • Ettore Stanzani, Corpo delle pattuglie cittadine, 1820-1961, Rocca San Casciano, Cappelli, 1962, p. 13
  • Gianluca Stanzani, Guardie nazionali e Guardie civiche, in: Mariagrazia Esposito, Gianluca Stanzani, Persicetani uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2011, p. 155
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 30
  • Angelo Varni, Gli anni difficili della Restaurazione, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 2., p. 374