Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

Il cardinale Oppizzoni nominato Legato a latere delle Quattro Legazioni

Il cardinale arcivescovo Carlo Oppizzoni è nominato da Roma Legato a latere delle Quattro Legazioni, con poteri eccezionali.

La sua azione si inserisce con prudenza nella lotta tra i reazionari e i liberali. Cerca di evitare le violenze e mitigare la repressione.

La sua interpretazione moderata del nuovo ordinamento giudiziario lo mette in contrasto con le gerarchie, in particolare con l'inflessibile cardinale Bernetti. Poche settimane dopo il suo insediamento sarà rimosso dall'incarico.

Alcuni lo considerano una "creatura di Napoleone". Secondo Stendhal egli ha capito che non c'è nelle legazioni una forza militare sufficiente per ristabilire l'ancien régime "con tutti i suoi abusi".

Ma molti nel capoluogo concordano con l'opinione del Papa, che abbia oltrepassato i suoi poteri, ad esempio abolendo i giudici di nomina pontificia chiamati assessori.

Dopo le dimissioni di Oppizzoni la legazione a latere, che a molti appare come uno stato nello stato, sarà abolita e il governo delle Legazioni sarà affidato a quattro Pro-legati. Di questi, tre saranno laici e solo - quello di Ferrara - un ecclesiastico. Prolegato della città e della provincia di Bologna sarà nominato il marchese Pietro Davia.

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Approfondimenti:

  • Giuseppe Battelli, Fra età moderna e contemporanea (secoli XIX e XX), in: ISCBO, Storia della chiesa di Bologna, a cura di Paolo Prodi e Lorenzo Paolini, Bergamo, Bolis, 1997, vol. 1., p. 297
  • Bologna ai tempi di Stendhal, mostra iconografica, Bologna, 13-20 maggio 1972, introduzione e catalogo di Giancarlo Roversi, in: "L'Archiginnasio", 66-68 (1971-1973), vol. 2., p. 825

  • Mariagrazia Esposito, Gianluca Stanzani, Persicetani uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2011, p. 46
  • Francesco Majani, Cose accadute nel tempo di mia vita, a cura di Angelo Varni, Venezia, Marsilio, 2003, p. 341
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 18 (Prolegato di Bologna: Camillo Grassi)
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 80
  • Giovanni Natali, La rivoluzione del 1831 a Bologna e nelle Legazioni, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 28-29
  • Piero Paci, Carlo Oppizzoni, in: "La Torre della Magione", 1 (2010), pp. [11-12]
  • Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, p. 224
  • Vincenzo Tizzani, Effemeridi romane, vol. 1., 1828-1860, a cura di Giuseppe M. Croce, Roma, Gangemi, 2015, p. 277
  • Giampaolo Venturi, Il governo tra Chiesa e Stato, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 266