Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1831

L'attore Gustavo Modena incita alla rivolta

La sera del 5 marzo va in scena al Teatro del Corso Il Conte Beniowsky, con Gustavo Modena (1803-1861) nei panni del protagonista.

Dal 1827 il giovane avvocato si è unito alla compagnia del padre Giacomo e già all'esordio ha meritato “immensi applausi dell'affollato uditorio”.

Durante la recita, mentre, come da copione, incita alla fuga i compagni esiliati in Siberia, si fa prendere la mano e pronuncia un'arringa di rivolta, con i toni usati dal padre nel lontano periodo giacobino:

"Qualunque primo grido di libertà è sacro alla causa dei popoli contro i Tiranni. Maledetto ed infame sia l'uomo che desta l'altro uomo alla vendetta degli umani diritti, e solo lo lascia nella lotta, e i rischi e la gloria non divide ... "

Subito dopo questo spettacolo lascerà il teatro e si dedicherà alla cospirazione, mentre la compagnia Modena sarà costretta a lasciare lo Stato Pontificio.

Dopo la sconfitta della rivoluzione, Gustavo Modena riparerà a Londra e nel 1839 reciterà la Divina Commedia come inno all'indipendenza italiana. Altre letture dantesche saranno ripetute in Italia negli anni seguenti.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Marina Calore, A scuola di teatro. Vicende di dilettanti bolognesi nel primo trentennio dell'Ottocento, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 175


In scena a Bologna. Il fondo Teatri e spettacoli nella Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, 1761-1864, 1882, inventario e indici a cura di Patrizia Busi, Bologna, Comune, 2004, p. 372 (data cit.: 26 febbraio 1831)


Massimo Marino, L'albero delle nuove scene, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 156


Risorgimento e teatro a Bologna 1800-1849, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Pàtron, 1998, pp. 40-42