Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1829

Giuditta Pasta: luci e ombre

Dopo vari tentativi infruttuosi, la Nobile Direzione degli Spettacoli riesce a scritturare, per la stagione d'autunno del Teatro Comunale,“l'unica, incomparabile” Giuditta Pasta (1797- 1865), grande cantante e attrice, reduce da trionfi all'estero.

Assieme a lei il contralto Clorinda Corradi Pantanelli (1804-1877), i tenori Reina e Genero, il basso-baritono Badiali e l'esordiente Elisa Orlandi.

Sono previste le opere di Rossini Otello ossia il Moro di Venezia, Semiramide e Tancredi, per dieci serate. Lo stesso compositore pesarese ha indirizzato un invito alla primadonna, sua favorita, perchè accettasse un cachet molto più modesto di quelli parigini.

La Pasta è considerata “la stella di prima grandezza del firmamento lirico italiano”. Tornata alle scene dopo un periodo di silenzio, tra il 1819 e il 1820 ha ottenuto un clamoroso successo in Francia e Inghilterra.

La sua voce, secondo Stendhal, suo fanatico ammiratore, pur dotata di grande estensione, non è “tutta dello stesso metallo” e il difetto si rivela a volte appariscente. Ma pur non perfetta sul piano vocale, la cantante ha una grande espressività e presenza scenica.

Arrivata a Bologna, declina gli inviti di Rossini e Sampieri, che la vogliono nelle loro abitazioni come ospite, e prende alloggio all'Albergo della Pace. La sua presenza in città richiama a teatro un pubblico notevole e i biglietti d'ingresso subiscono un grande aumento di prezzo.

La sera del 5 novembre, al debutto dell'Otello, la platea e il loggione sono stracolmi almeno cinque ore prima dell'inizio dello spettacolo.

L'attesa spasmodica viene però ripagata solo in parte dalla diva e presto si formano due partiti opposti, di ammiratori a tutti i costi e di critici severi.

Anche la rappresentazione della Semiramide, il 14 novembre, davanti a un'enorme folla, non è troppo felice, tanto che non mancano commenti sfavorevoli e persino scritte volgari, quali “La Pasta non si può digerire” o “Pasta frolla senza zucchero”.

La cantante ottiene una parziale rivincita il 24 novembre, quando concede due recite supplementari, interpretando il Tancredi, opera molto adatta a lei.

Quel giorno Rossini è in teatro e, chiamato "clamorosamente" alla ribalta dopo il primo atto, saluta quattro o cinque volte il pubblico.

Alla cavatina della Pasta seguono "strepitosi applausi". Ogni suo accento è accompagnato da "un sussurrante fremito di approvazione", che diviene ovazione dopo l'aria finale, quando la primadonna è richiamata più volte in proscenio.

Dopo questa acclamazione, finalmente a scena aperta, la Pasta tornerà nella sua Milano “commossa e soddisfatta”.

Ma prima i soci del Casino le offriranno una medaglia d'oro, a lei

nel magistero del canto
per giudicio d'Italia
nell'arte del gesto
per consenso di Francia
meravigliosa.

Cinque anni più tardi, oramai affermata a livello internazionale, la diva delizierà i bolognesi con le melodie della Norma di Bellini.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Giuditta Pasta nei panni di Tancredi - Casa Museo Rossini - Pesaro

Approfondimenti:

  • “L'Eco, giornale di scienze, lettere, arti, mode e teatri”, 9 novembre 1829, vol. 2., n. 134, p. 536, 11 novembre 1829, vol. 2., n. 135, p. 539, 23 novembre 1829, vol. 2., n. 140, p. 560, 30 novembre 1829, n. 143, p. 571, 2 dicembre 1829, n. 144, p. 575, 5 dicembre 1829, n. 145, p. 579
  • Vittorio Emiliani, Il furore e il silenzio. Vite di Gioachino Rossini, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 259, 310
  • In scena a Bologna. Il fondo Teatri e spettacoli nella Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, 1761-1864, 1882, inventario e indici a cura di Patrizia Busi, Bologna, Comune, 2004, p. 255
  • Un mondo di musica. Concerti alla Società del Casino nel primo Ottocento, a cura di Maria Chiara Mazzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2014, p. 171

  • Museo internazionale e biblioteca della musica. Guida al percorso espositivo, a cura di Lorenzo Bianconi e Paolo Isotta, 2. ed. riveduta e corretta, Bologna, Comune, 2006, p. 144
  • Adriano Orlandini, Malibran & C.: cantanti al Comunale e dintorni, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 71

  • Paola Sacerdoti, Giuditta Pasta (1798-1865), in: Italiane, a cura di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia, Roma, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2004, v. 1., pp. 149-151
  • Oreste Trebbi, Cronache del teatro comunale. Giuditta Pasta, in: "Strenna storica bolognese", 1928, pp. 63-72