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1826

Incontro di Leopardi con Teresa Carniani Malvezzi

L'incontro con Teresa Carniani (1785-1859), moglie di Francesco Malvezzi, donna coltissima (Vincenzo Monti le riconosce “maschio senno in bianca fronte impresso”) e animatrice di uno dei più importanti salotti letterari della città, regala a Giacomo Leopardi inedite emozioni: “Ha risuscitato il mio cuore dopo un sonno, anzi una morte completa, durata per tanti anni”, scrive il 30 maggio al fratello Carlo.

Una conoscenza che segna un nuovo periodo della sua vita: “Mi ha disingannato del disinganno, mi ha convinto che ci sono veramente al mondo dei piaceri che io credeva impossibili”.

Di origine fiorentina, di famiglia non nobile e di idee liberali, Teresa – che Leopardi conosce non più giovanissima, sulla quarantina, ma che possiede una grazia e uno spirito “che supplisce alla gioventù” - ha fatto profondi studi classici e si è messa in luce grazie ad alcune brillanti volgarizzazioni di Cicerone, tanto da meritare l'accesso ad istituzioni solitamente precluse alle donne, come la Regia Accademia di Torino.

Il suo salotto nel palazzo di via S. Donato è stato inaugurato dalla grecista Clotilde Tambroni e quindi frequentato dai migliori cultori di lettere, quali Filippo Schiassi, Dionigi Strocchi, Paolo Costa, Carlo Pepoli, Vincenzo Monti.

Il rapporto con Leopardi, dapprima improntato a una tenera amicizia, “un abbandono che è come un amore senza inquietudine”, con pianti sinceri e lodi che “restano tutte nell'anima”, si muta in seguito in una freddezza inattesa, che provocherà proteste e biasimi da parte del giovane poeta.

Teresa chiuderà il suo salotto nel 1840, afflitta da problemi di salute. Ormai però il suo cenacolo squisitamente letterario sarà fuori moda: in tutti gli ambienti conviviali bolognesi a queste date arderà il fuoco della passione civile e politica.

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Teresa Carniani Malvezzi amica dei Poeti - Fonte: Archivio di Stato (BO) -...

Approfondimenti:

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  • Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, illustrazioni di Giovanna Niro, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 152-154
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