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1826

Epistola di Giacomo Leopardi a Carlo Pepoli

Il 27 marzo, lunedì di Pasqua, Giacomo Leopardi (1798-1837) legge pubblicamente nella sede dell'Accademia dei Felsinei l' Epistola al conte Carlo Pepoli, dedicata al vice-presidente dell’Accademia e suo caro amico.

Questo affannoso e travagliato sonno
che noi vita nominiam, come sopporti
Pepoli mio?

Lo stesso Pepoli ricorderà l'argomento nel suo poemetto L'Eremo del 1828, scritto in morte di Livia Strocchi: “Si canta, come tornando oziose e vane tutte le cure poste dall’uomo a rinvenire la felicità, si può chiamare un vero ozio l’intera vita”.

La voce fioca del poeta e la distrazione dell'uditorio non fanno apprezzare pienamente il contenuto della lettera. Leopardi appare “di tetro umore ... con anima oltre modo sensibile, e mancante di certi necessari doni naturali atti a chiamare la generale attenzione”.

L'Accademia Felsinea è nata nel 1819 in seno alla Società del Casino, uno dei circoli più in voga della città, e ne gestisce gli incontri poetici con una certa autonomia, potendo aggregare anche persone non iscritte a quello.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Manoscritto dell Ritratto giovanile del conte Carlo Pepoli - Fonte: Wikipedia Ritratto di Giacomo Leopardi - Fonte: Museo didattico-artistico Giacomo...

Approfondimenti:

  • Fernando Bandini, Al conte Carlo Pepoli, in: Leopardi e Bologna, atti del Convegno di studi (...), a cura di Marco A. Bazzocchi, Firenze, L. S. Olschki, 1999, pp. 221-231
  • Marco A. Bazzocchi, Una città e Giacomo Leopardi, in: Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, p. 105
  • Silvia Benati, Un affresco politico-sociale: la Società del Casino (1809-1823), in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 116, nota 560 (C. Pepoli)
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, Bologna, Tamari, 1956, p. 236
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, 2. ed., Bologna, Tamari, 1957, p. 132, 244
  • Bologna visitata in bicicletta, a cura del del Monte Sole Bike Group, Ozzano Emilia, Arti Grafiche Reggiani, 1999, p. 134
  • Alberto Caprioli, Leopardi e Bologna. Nuovi documenti, in: Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, p. 76, 79
  • Giuseppe Lipparini, Leopardi a Bologna, in: "Strenna storica bolognese", 1928, pp. 58-59
  • Maria Chiara Mazzi, Quattro passi nei salotti di cultura nella Bologna del primo Ottocento, Bologna, in riga edizioni, 2019, p. 49
  • Pantaleo Palmieri, Fermo immagine. Leopardi a Bologna, marzo 1826, in: "Nautilus", 4 (2017), pp. 89-109
  • Pantaleo Palmieri, Leopardi: frequentazioni bolognesi, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 123-124
  • Passi di danza, passi di parata. Feste civili e patriottiche a Bologna 1796-1870, a cura di Claudia Collina e Mirtide Gavelli, Bologna, Editcomp, 1994, p. 34
  • Monica Proni, La Cronaca manoscritta di Francesco Rangone. Risvolti culturali e mondani a Bologna (1815-1830), in: “Il carrobbio”, 12 (1986), p. 279
  • Sandra Saccone, Carlo Pepoli e Giacomo Leopardi: un rapporto sotto il segno dell'ozio, in: Leopardi e Bologna, cit., pp. 247-257
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 130