Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1825

La manifattura di lana Pasquini

Per reggere la concorrenza dei tessuti tedeschi, introdotti clandestinamente dalla Germania, la ditta Luigi Pasquini quondam Giuseppe, manifattura di discreta entità (150-200 addetti), che riunisce in fabbrica tutte le fasi di lavorazione della lana, inizia nel 1825 ad importare macchine dalla Francia, ospitando insieme “esperti lavoranti” francesi, in grado di perfezionare i suoi prodotti fino a renderli simili a quelli “che provengono dalle fabbriche di Esteri Stati”.

Fondata nel 1823, la fabbrica di panni Pasquini è situata presso il canale Cavaticcio, in un'antico edificio di via del Porto, che, tra il 1586 e il 1773, ha ospitato l'Accademia degli Ardenti, detta anche Collegio del Porto.

Nonostante gli sforzi, le industrie laniere locali, come la Pasquini o la Matteuzzi, durante il dominio pontificio soffriranno duramente i bassi prezzi praticati dalla concorrenza straniera.

Ad eccezione della ditta Fabbri, le manifatture di lana e affini del bolognese falliranno tutte nel primo ventennio post-unitario, anche per la fragilità della domanda interna.

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Approfondimenti:

  • Bologna ai tempi di Stendhal, mostra iconografica, Bologna, 13-20 maggio 1972, introduzione e catalogo di Giancarlo Roversi, in: "L'Archiginnasio", 66-68 (1971-1973), vol. 2., p. 809

  • Comune di Bologna, Macchine, scuola, industria. Dal mestiere alla professionalità operaia, Bologna, Il mulino, 1980, pp. 148-149
  • Imparare la macchina. Industria e scuola tecnica a Bologna, a cura di Roberto Curti e Maura Grandi, Bologna, Compositori, 1998, p. 27
  • Paola Pacetti, Gli anni 1850-1860: fra innovazione e conservazione. L'attività manifatturiera a Bologna e Ferrara, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., pp. 214-218, 221