Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1825

Il Conservatorio di Santa Elisabetta

Nel 1819 Luigia Locatelli, vedova Gnudi, lascia al cardinale Oppizzoni un ex convento di terziarie francescane di sua proprietà, situato presso la cappella di Santa Elisabetta regina d'Ungheria.

Queste suore, chiamate Pizzochere e dedite all'educazione, furono traslocate nel 1805 nel monastero del Corpus Domini e poi soppresse nel 1810.

Nel loro locale in via Nosadella fu aperto un collegio per ragazze all'uso francese, conosciuto come Collegio Giuseppino, in onore della imperatrice Giuseppina, moglie di Napoleone.

Nel 1825 l'Arcivescovo vi apre un ospizio per ragazze e donne abbandonate, “così povere da correre il rischio di fuorviare per inesorabile bisogno”.

L'istituto accoglie gratuitamente una cinquantina di ragazze “derelitte o orfane”, che qui vengono "alimentate, istruite nella religione e né lavori femminili", per potere un giorno guadagnarsi da vivere onestamente.

Nel 1864 il Conservatorio passerà sotto l'amministrazione dei Pii Istituti educativi e nel 1890 andrà a costituire, assieme alle Scuole della Provvidenza, l'Istituto Margherita di Savoia.

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Conservatorio di S. Elisabetta - via Nosadella (BO) Conservatorio di S. Elisabetta - via Nosadella (BO) Conservatorio di S. Elisabetta - via Nosadella (BO)

Approfondimenti:

  • Serafino Biffi, Sui riformatori pei giovani, in: “Memorie del Reale Istituto lombardo di scienze e lettere. Classe di lettere e scienze morali e politiche”, 11 (1870), p. 149
  • La città della carità. Guida alle istituzioni assistenziali di Bologna dal XII al XX secolo, a cura di M. Carboni, M. Fornasari, M. Poli, Bologna, Costa, 1999, p. 63
  • Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, p. 280