Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1824

Il principe Baciocchi apre il suo palazzo

Per il carnevale del 1824 Felice Baciocchi (1762-1841), principe di Lucca e Piombino, da poco vedovo di Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone ed ex granduchessa di Toscana, apre per la prima volta il suo grande palazzo, acquistato nel 1822 dalla famiglia Ranuzzi e "abbellito con quanto le arti tutte somministrano di più pregevole all'occhio".

Alcuni dei migliori artisti neoclassici sono stati chiamati a decorarlo e ad "accomodare le stanze" con ornati e bassorilievi.

Tra essi Felice Giani (1775-1823), autore di "possenti e brillanti eroi della mitologia", incapsulati in "mandorle preziosissime" (Borgogelli), Antonio Basoli (1774-1843), Luigi Cini (1766-1844), Giovan Battista Sangiorgi (1784-1877), decoratore del salone del ballo, l'ambiente più ammirato del palazzo, e Gaetano Bertolani (1758-1856).

I lavori sono diretti dall'architetto Filippo Antolini (1787-1858), che, tra l'altro, per ampliare la visuale del palazzo, fa abbattere la chiesa di S. Bartolomeo delle Vigne.

Il ricevimento d'esordio svela la ricchezza e la generosità degli arredi, che si addicono veramente a un principe: nulla si è risparmiato per rendere il palazzo "veramente magnifico".

Tra le dotazioni vi è una grande biblioteca con oltre 7.000 volumi, alcuni dei quali particolarmente rari e molti in lingua francese: si tratta di una collezione dovuta soprattutto alla passione bibliografica del principe Felice.

Nel corso del 1824 palazzo Baciocchi sarà al centro di feste e ricevimenti grandiosi, in occasione del matrimonio della figlia Elisa Napoleona.

Rispettoso dell'ospitalità accordatagli da papa Pio VII, nonostante il legame con la famiglia di Bonaparte il principe non farà mai apertamente politica. Lui e il suo palazzo diventeranno il simbolo della nobiltà ripristinata, "fatta più di ricchezza ostentata e distribuita che di certezza di illustri natali". (Varni)

Pur rimanendo “l'anfitrione cordiale, il principe benefico, l'amico affettuoso di molti”, negli ultimi anni la tragica morte del figlio Federico rallenterà la sua mondanità.

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Approfondimenti:

  • Luca Baccolini, I luoghi e i racconti più strani di Bologna. Alla scoperta della "dotta" lungo un viaggio nei suoi luoghi simbolo, Roma, Newton Compton, 2019, pp. 191-193
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, Bologna, Tamari, 1956, pp. 195-199
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, 2. ed., Bologna, Tamari, 1957, pp. 201-205
  • Bologna visitata in bicicletta, a cura del del Monte Sole Bike Group, Ozzano Emilia, Arti Grafiche Reggiani, 1999, p. 119
  • Alessandra Borgogelli, Paolo Stivani, La pittura nell'Ottocento, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 3., pp. 281-282
  • Marina Calore, Bologna a teatro. L'Ottocento, Bologna, Guidicini e Rosa, 1982, p. 55, nota 12
  • Carlo Colitta, Elisa Bonaparte e Felice Baciocchi a Bologna, in: "Strenna storica bolognese", 23 (1973), pp. 79-100
  • Tiziano Costa, Grande libro dei personaggi di Bologna. 420 storie, Bologna, Costa, 2019, p. 30
  • Tiziano Costa, Le grandi famiglie di Bologna. Palazzi, personaggi e storie, Bologna, Costa, 2007, p. 254
  • Carlo Degli Esposti, San Procolo. Il santo, la chiesa, la parrocchia, Bologna, Parrocchia di S. Procolo, 1983, pp. 164-166
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  • Patrizia Farinelli, Ricco come un Baciocchi. Gli anni bolognesi del principe Felice Baciocchi, in: Dal Manzanarre... al Reno. La famiglia di Napoleone e i contemporanei a Bologna, a cura di Valeriana Lucia Cedrola e Paola Infantino, Bologna, Il Chiostro dei Celestini, Archivio di Stato, 2018, pp. 61-76
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