Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1823

Rinasce la Società Medica Chirurgica

Il 10 luglio, nella Sala Anatomica dell'Istituto clinico dell'Università, situata nella soppressa chiesa di Sant'Ignazio (poi sede dell'Accademia di Belle Arti), si tiene la prima riunione della rinata Società Medico-Chirurgica di Bologna, promossa dal dott. Vincenzo Cavallini con l'assistenza del prof. Francesco Orioli (1785-1856).

L'associazione, fondata nel 1802 da due giovani medici bolognesi, Gaetano Gandolfi e Matteo Venturoli, e approvata dal governo napoleonico nel 1805, ha sospeso la propria attività autonoma nel 1811, essendo confluita nell'Istituto Nazionale di Lettere Scienze ed Arti.

Costituita per promuovere un confronto sulle conquiste della scienza medica, concentrerà la sua attenzione e la sua attività sulle sempre più precarie condizioni igienico-sanitarie della città.

I soci italiani saranno tenuti a versare una quota sociale annuale, mentre i soci stranieri pagheranno la loro iscrizione in pubblicazioni e libri, al fine di promuovere l'aggiornamento scientifico e lo scambio internazionale.

Nella seduta del 16 agosto 1824 sarà deciso che tutti i professori della Facoltà di Medicina diventino "censori", cioè garanti del lavoro scientifico della Società.

Più avanti essa ammetterà, oltre ai medici, anche i farmacisti, i veterinari e i cultori delle scienze naturali e biologiche. Nel 1827 sarà aperto in via Veterinaria (poi via Acri) un gabinetto di lettura per la consultazione di periodici scientifici. Nel 1828 la Società si assumerà l'onere della vaccinazione contro il vaiolo in occasione di una grave epidemia.

Destinato a diventare uno degli istituti medici italiani più autorevoli, il sodalizio bolognese vedrà impegnati alcuni dei migliori professori dell'Università: oltre all'Orioli, Giacomo Tommasini, Antonio Alessandrini, Francesco Mondini e Luigi Rodati.

Tommasini ed Orioli sono tra i più fervidi propugnatori della Nuova Dottrina Medica Italiana (N.D.M.I.), che contesta i metodi empirici adottati finora e propone un approccio più sperimentale.

Il parmense Giacomo Tommasini (1768-1846), medico browniano e professore di clinica medica, è stato uno dei primi soci corrispondenti della Società Medica bolognese. Dal 1815 detiene la cattedra di Clinica Medica all'Università.

Le sue lezioni sono particolarmente apprezzate dagli studenti. Pubblicherà soprattutto scritti sulla “flogosi” o infiammazione, esempi di prosa scientifica dotata di notevoli qualità letterarie.

Secondo alcune spie del governo è in contatto con una società segreta di studenti, prima massonica poi carbonara, presente all'Università, e ha partecipato nel 1820-21 a un piano di rivolta in Romagna.

Francesco Orioli (1785-1856) è uno scienziato dagli interessi multiformi: oltre che alla medicina e alla fisica, si dedica all'archeologia.

E' un sostenitore della dottrina di Franz Anton Mesmer sull'esistenza di un fluido vitale, in grado di collegare, in forma non razionale, gli esseri viventi. Di idee liberali, avrà parte attiva nei moti del 1831.

 

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Stefano Arieti, Un'istituzione al servizio della sanità cittadina: la società medica chirurgica di Bologna nel XIX secolo, in: “Il carrobbio”, 28 (2002), p. 176
  • Stefano Arieti, Societas Medica Chirurgica Bononiensis, Bologna, Clueb, 2011, pp. 14-15, 19
  • Silvia Benati, Un affresco politico-sociale: la Società del Casino (1809-1823), in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 126, nota 720 (G. Tommasini)
  • Giuseppe Bosi, Archivio patrio di antiche e moderne rimembranze felsinee, rist. anast., Sala Bolognese, A.Forni, 1975, vol. 2., p. 153
  • Andrea Campana, Prosa e poesia dal triennio giacobino al governo provvisorio, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 141-142
  • Fulvio Cantoni, Primi passi dell'azione liberale in Bologna (1818-1824), in: “Il Comune di Bologna”, 7 (1932), p. 71
  • Cenno storico sulla istituzione della Societa medico-chirurgica di Bologna, Bologna, dai tipi del Nobili e Comp., 1830
  • Saverio Ferrari, Gli empori del letterato. Un itinerario tra conservazione, produzione e commercio del libro a Bologna nel triennio 1825-1827, in: Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, p. 194
  • Francesco Orioli e la rivoluzione del 1831, a cura di Franco Manaresi, Bologna, Analisi, 1990, p. 8
  • Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, p. 74
  • Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 71 (F. Orioli)
  • Arabella Riccò, Francesco Orioli, in: Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, pp. 291-292
  • Arabella Riccò, Giacomo Tommasini, in: Giacomo Leopardi e Bologna, cit., pp. 295-296
  • Sergio Sabbatani, Stefano Arieti, Il vaiolo a Bologna. Dagli anni della Restaurazione ai primi del Novecento. Ruolo della Società medica chirurgica di Bologna nel promuovere la vaccinazione, in: Il vaiolo e la vaccinazione in Italia, a cura di Antonio Tagarelli, Anna Piro, Walter Pasini, S.l., ISN Istituto di Scienze neurologiche -WHO Collaborating Centre for Travel Medicine, 2004, vol. 3., p. 1189-1191
  • Storia della Università di Bologna, vol. 2., Luigi Simeoni, L'età moderna (1500-1888), Bologna, Zanichelli, 1947, p. 191
  • Maria Gioia Tavoni, Tipografi, editori, lettura, in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., tomo 1., Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 745