Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1821

La "Nuova Dottrina Medica Italiana" di Giacomo Tommasini

Il dott. Giacomo Tommasini (1768-1846), dal 1815 docente di Clinica medica all'Università di Bologna, inaugura assieme al prof. Rasori un tentativo di rinnovamento della scienza medica attraverso la dottrina dell'eccitabilità e del controstimolo, teoria che susciterà grandi discussioni e polemiche in Italia e all'estero.

Per il professore parmense - le cui idee prendono spunto dalla dottrina sensistica di Locke e Condillac - "la vita è un moto o un eccitamento forzato" che i corpi organici subiscono da "esteriori potenze": gli eccitamenti esterni sono chiamati "stimoli".

"Eccitabilità" è la capacità di ricevere stimoli, mentre i "controstimoli" sono i mezzi con cui il medico può accrescere "l'eccitamento difettivo" o diminuire quello "trasmodante", esagerato, in modo da raggiungere un eccitamento medio, che costituisce lo stato di salute.

La dottrina vitalistica è presentata da Tommasini il 23 gennaio 1821 alla Società medico-chirurgica di Londra con una relazione dal titolo De congruentia et discrepantia inter anglicam et italicam medendi rationem.

Essa riporta le sue correzioni alla originaria teoria della eccitabilità del medico scozzese John Brown (1735-1788), già espresse nell'opuscolo Della Nuova Dottrina Medica Italiana, edito a Bologna nel 1817.

La dottrina della vita del Tommasini sarà duramente contestata dal medico cesenate Maurizio Bufalini (1787-1875), già allievo e supplente di Antonio Testa a Bologna e, in seguito, grande clinico all'Università di Firenze.

Le idee del professore parmense, amico di Leopardi, avranno comunque una notevole valenza politica. Ad esempio egli subordinerà i progressi dell'arte medica al contatto reciproco degli studiosi, alla libertà a loro concessa “di discutere, confrontarsi, scrivere, pubblicare, viaggiare, riunirsi in un'Italia ancora politicamente frammentata” (Veglia).

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Stefano Arieti, Un'istituzione al servizio della sanità cittadina: la società medica chirurgica di Bologna nel XIX secolo, in: “Il carrobbio”, 28 (2002), p. 176
  • Carlo Calcaterra, Alma Mater Studiorum. L'Università di Bologna nella storia della cultura e della civiltà, Bologna, Zanichelli, 1948, pp. 290-293
  • Andrea Campana, Prosa e poesia dal triennio giacobino al governo provvisorio, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, p. 141
  • François Gasnault, La cattedra, l'altare, la nazione. Carriere universitarie nell'Ateneo di Bologna, 1803-1859, Bologna, CLUEB, 2001, pp. 106-107 (M. Bufalini), 228-230 (G. Tommasini)
  • Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, p. 74
  • Mario Maragi, Il brownismo in Italia e la dottrina medica di Giacomo Tommasini (1768-1846) clinico a Bologna e a Parma, in: "Strenna storica bolognese", 41 (1991), pp. 189-198
  • Daniele Menozzi, L'età napoleonica e la Restaurazione, in: L'Università a Bologna. Maestri, studenti e luoghi dal XVI al XX secolo, a cura di Gian Paolo Brizzi, Lino Marini, Paolo Pombeni, Bologna, Cassa di Risparmio (...), 1988, p. 33
  • Arabella Riccò, Giacomo Tommasini, in: Giacomo Leopardi e Bologna, cit., pp. 295-297
  • La Scuola medica di Bologna: ottocento anni di storia, 19 settembre 2008, Bologna, Società Medica Chirurgica, 2009, p. 48
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, pp. 103-104 (M. Bufalini)
  • Marco Veglia, Dal mito alla storia. L'Università di Bologna dal 1860 al 1911, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 162, 164