Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1821

Gli Imperiali verso Napoli

Inizia il passaggio per Bologna delle truppe imperiali dirette a Napoli, dove il re Ferdinando I ha sconfessato la costituzione dapprima concessa e ha chiesto l'intervento della Santa Alleanza.

L'armata del generale Frimont e le batterie in assetto di guerra formano una lunga colonna di 15.000 uomini, impegnati in tappe di trasferimento di venti-trenta chilometri al giorno.

I fanti hanno divise abbastanza logore e scarpe rattoppate. Avanzano adagio al suono dei tamburi compagnie composite di boemi, croati, ungheresi e slavi.

I soldati in sosta sono ospitati alla Badia, mentre l'ex convento di San Gervasio è utilizzato per i trasporti. I portici di San Luca e della Certosa sono trasformati in stalle per i cavalli, mentre il prato di San Francesco e la Montagnola diventano grandi bivacchi.

Gli ufficiali sono ospitati nelle case private, spesso malvolentieri e con grave disagio. Le caserme di San Domenico e del Corpus Domini servono per i reparti stanziati in città.

E' istituito infatti un presidio militare austriaco con il compito di tenere i collegamenti, curare i rapporti col potere civile e reprimere eventuali cospirazioni.

Alcune chiese sconsacrate, come San Tommaso, San Barbaziano e lo Spirito Santo saranno adibite a magazzini militari, così come l'ex Ospedale degli Abbandonati.

Altri spazi per usi militari saranno il prato dell'Annunziata per le manovre della cavalleria e il prato dei Crociali, fuori porta San Felice, per le esercitazione della fanteria.

Per sette anni Bologna sarà un importante posto tappa per l'esercito imperiale. I battaglioni austriaci, provenienti da Padova o da Mantova, convergeranno sulla città per dirigersi poi in Toscana per la strada di Filigare, attraverso Loiano e Barberino. Il presidio del posto tappa sarà smantellato solo nel 1827.

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Approfondimenti:

  • L'aquila su San Petronio. Esercito austriaco e società bolognese, 1814-1859, a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, Bologna, Museo civico del Risorgimento, 1995, p. 14, 18, 20, 29, 34
  • Atlante storico delle città italiane, diretto da Francesca Bocchi e da Enrico Guidoni, Emilia-Romagna, vol. 2., Bologna, tomo 4., Dall'età dei lumi agli anni Trenta, (secoli XVIII-XX), a cura di Giovanni Greco, Alberto Preti, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Grafis, 1998, 37
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 12
  • Giovanni Natali, La restaurazione a Bologna e nelle legazioni (1815-1831), in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, p. 22
  • Jan Pachonski, Il generale Grabinski capo supremo dell'insurrezione bolognese del 1831, in: “Il carrobbio”, 4 (1978), pp. 344-345
  • Palazzo Ranuzzi Baciocchi sede della Corte d'Appello e della Procura Generale della Repubblica, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1994, p. 145
  • Giuseppe Pittano, Carla Xella, I giorni di Bologna e dell'Emilia-Romagna, Bologna, Cappelli, 1978, p. 37
  • Fiorenza Tarozzi, Struttura urbana e struttura sociale nella Bologna quarantottesca. Bolognesi e Austriaci. Un confronto-scontro, in: Il 1848, la rivoluzione in città, atti del Convegno di studi, Bologna, 7 dicembre 1998, a cura di Angelo Varni, Bologna, Costa, 2000, p. 85