Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

argomenti

1821

Bologna è tranquilla. Il Legato si accorda con i liberali

Nel corso dei moti carbonari di Napoli e del Piemonte, ispirati soprattutto dal ceto militare, la polizia pontificia è in particolare apprensione per le Romagne, pronte ad insorgere, e dove esistono piani per la formazione di corpi militari di volontari.

Di uno di questi dovrebbe prendere il comando il marchese Alessandro Guidotti, ex ufficiale napoleonico, che viene attentamente sorvegliato e costretto per qualche tempo a lasciare Bologna.

Nell'estate del 1821 l'ordine è compromesso in molte città e paesi della Romagna e a Bologna, dove "anche i sassi sono imbevuti delle idee nuove" e sono presenti "molte sette, e molto ardite".

Preoccupa il continuo incitamento alla rivolta da parte dei cospiratori delle Legazioni: un "tal Zoli pittore" è segnalato come corrispondente con le vendite napoletane.

Ma in città non avvengono tumulti di sorta. Qui è ancora dominante il mito napoleonico e si guarda alla Francia, non a Napoli o Torino, per un possibile rivolgimento politico. Le poche unità militari presenti non esprimono, tranne alcune eccezioni, idee liberali.

Per Francesco Rangone “Bologna è tranquilla” e “non sembra disposta a nulla”, pare aver perso “l'antica energia”. Ha successo l'azione accorta del Legato Spina, che entra in contatto con i capi liberali moderati, quali i conti Bianchetti e Agucchi e il principe Hercolani, che si dimostrano pronti ad offrire "zelantemente" la loro collaborazione.

Un agente del principe Hercolani, Carlo Roberti, è inviato in Romagna, a Faenza e Forlì, per dissuadere i carbonari dal "fare pazzie" e la stessa azione moderatrice compie il Cadorino, antico massone benvisto e stimato dai carbonari.

A Bologna il prof. Francesco Orioli, considerato "una delle stelle polari degli allievi dell'Università", si adopera a trattenere gli studenti da manifestazioni di ostilità.

In sostanza il Legato riesce “a conficcare un cuneo nell'organizzazione settaria”, a staccare “i più temperati dagli esaltati”, separando i seguaci di Zuboli da quelli di Hercolani e convincendo questi ultimi a temporeggiare.

Al ritorno a Bologna dell'armata imperiale del generale Frimont, dopo la repressione dei moti di Napoli, i cittadini l'accolgono in festa e si mostrano entusiasti delle esibizioni delle bande militari.

Fonti della notizia:

consulta

Approfondimenti:

  • Atlante storico delle città italiane, diretto da Francesca Bocchi e da Enrico Guidoni, Emilia-Romagna, vol. 2., Bologna, tomo 4., Dall'età dei Lumi agli anni Trenta (secoli XVIII-XX), a cura di Giovanni Greco, Alberto Preti, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Grafis, 1998, p. 35
  • Aldo Berselli, Bologna dalla Restaurazione al 1831, in: Leopardi e Bologna, atti del Convegno di studi (...), a cura di Marco A. Bazzocchi, Firenze, L. S. Olschki, 1999, pp. 8-9
  • Fulvio Cantoni, Primi passi dell'azione liberale in Bologna (1818-1824), in: “Il Comune di Bologna”, 7 (1932), p. 85, 8 (1932), pp. 53-54
  • Francesco Orioli e la rivoluzione del 1831, a cura di Franco Manaresi, Bologna, Analisi, 1990, p. 8, 10
  • Aldino Monti, Pauperismo e demografia, conflitto e sicurezza: le condizioni sociali a Bologna nell'Ottocento (1815-1880), in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., Bologna in età contemporanea, tomo 1., 1796-1914, a cura di Aldo Berselli e Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 441
  • Elena Musiani, Scene di vita e rappresentazioni sociali in un carteggio tra amiche, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 199
  • Jan Pachonski, Il generale Grabinski capo supremo dell'insurrezione bolognese del 1831, in: “Il carrobbio”, 4 (1978), pp. 344-345
  • Ugo Pesci, I bolognesi nelle guerre nazionali, a cura della Federazione fra le Società militari della città e Provincia di Bologna, Bologna, Zanichelli, 1906, p. 21
  • Angelo Varni, Gli anni difficili della Restaurazione, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 2., p. 367