Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1820

Felice Giani dipinge in casa Martinetti

Per la terza volta il pittore Felice Giani (1758-1823), “dalla grafia appassionata e focosa”, dipinge in casa Martinetti.

Dal 1805, quando è intervenuto in palazzo Aldini, l'artista faentino, che il critico Roberto Longhi definirà come “caporale di una napoleonica scapigliatura”, ha decorato numerosi palazzi appartenenti alle famiglie più in vista: Martinetti e Marescotti nel 1807, Marescalchi nel 1810, Bianchetti nel 1810-16.

Nel 1822 dipingerà nei palazzi Ranuzzi e Baciocchi. La sua incessante e problematica ricerca stilistica, la sua tendenza all'ironia e al grottesco, costituiscono spesso una "deliberata insubordinazione alla normalità neoclassica" (Grandi).

A Bologna e in Romagna si svolge in questi anni, sul versante artistico e letterario, la tarda stagione neoclassica. Le pareti dei palazzi si riempiono di episodi omerici e virgiliani o di memorie della storia greca e romana.

Il vocabolario artistico è essenziale nella forma (le figure sono ridotte a puro contorno), nella scelta di soggetti forti, emblematici, e nelle tecniche pittoriche, con la messa a punto di procedimenti arcaici e non illusori (Caprioli).

In letteratura si moltiplicano le traduzioni dei tragici, Teresa Carniani Malvezzi volgarizza i Frammenti della Repubblica di Cicerone e i neoclassici sono impegnati nella traduzione italiana dei poemi di Omero e di tutta la poesia greca.

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Palazzo Laderchi - Faerza (RA) - F. Giani Palazzo Laderchi - Faerza (RA) - F. Giani Palazzo Ruini (BO) - F. Giani Palazzo Ruini (BO) - F. Giani Palazzo Milzetti - Faenza (RA) - F. Giani Palazzo Milzetti - Faenza (RA) - F. Giani

Approfondimenti:

  • Silvia Benati, Un affresco politico-sociale: la Società del Casino (1809-1823), in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 101, nota 338
  • Alberto Caprioli, Leopardi e Bologna. Nuovi documenti, in: Giacomo Leopardi e Bologna: libri, immagini e documenti, a cura di Cristina Bersani e Valeria Roncuzzi Roversi-Monaco, Bologna, Pàtron, 2001, pp. 30-31
  • Giorgio Galeazzi, Palazzo Bianchetti (già Tartagni) in strada Maggiore, in: "Strenna storica bolognese", 66 (2016), pp. 224-227
  • Renzo Grandi, Pittura e scultura nell'Ottocento, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., pp. 1206-1208
  • Anna Maria Matteucci, Architettura e decorazioni in Bologna all'epoca di Stendhal, in: "L'Archiginnasio", 66-68 (1971-1973), vol. 2., pp. 734-735

  • Anna Maria Matteucci, I decoratori di formazione bolognese tra Settecento e Ottocento. Da Mauro Tesi ad Antonio Basoli, Milano, Electa, 2002, pp. 378-380, 497-498 (F. Giani)
  • Anna Ottani Cavina, Faenza, fragilità di un sogno. La pittura da Felice Giani a Tommaso Minardi, in: L'età neoclassica a Faenza, 1780-1820, Bologna, Alfa, 1979, pp. LX-LXI
  • Anna Ottani Cavina, Felice Giani (1758-1823), in: L'età neoclassica a Faenza ... cit., p. 4
  • Eugenio Riccomini, L'arte a Bologna. Dalle origini ai giorni nostri, Bologna, Editoriale Bologna, 2003, p. 312