Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1820

A un passo dall'insurrezione

Il capo-cospiratore della carboneria bolognese è Luigi Zuboli (o Zubboli, 1783-1866), “possidente e appaltatore delli detenuti e condannati”.

Originario di Ravenna, si è stabilito a Bologna con la famiglia nell'ottobre 1817. La sua opera di convinzione sembra dare i suoi frutti nell'estate del 1820.

Alcuni suoi amici, tra i quali lo studente forlivese Leandro Zamboni, Pietro Raboni, considerato dalla polizia “un pessimo soggetto”, e l'ex massone Cesare Crozier, economo della contabilità di Legazione, acconsentono di presentarsi al Legato per chiedere la costituzione, in un'azione concomitante a quella dei carbonari romagnoli a Forlì.

Si giunge forse a un passo dall'insurrezione, ma Zubboli incontra a Bologna una forte ostilità nel “partito dei più illustri”, che nel frattempo si è molto rafforzato e che lo considera un delirante, incapace di vedere gli ostacoli insuperabili che si frappongono all'azione.

In settembre lo stesso principe Hercolani cercherà di convincere i romagnoli a non commettere imprudenze e “a starsene quieti”, dichiarando di avere importanti contatti con la Francia e il Piemonte da attivare a tempo debito, per ottenere il “politico mutamento” da tutti desiderato.

In stretta relazione con altri cospiratori romagnoli, come i fratelli Maroncelli, Zuboli - massone di grado Rosa Croce - è invece convinto, come altri compagni, che lo Stato Pontificio debba passare sotto l'Austria.

Senza aver ottenuto grandi risultati, tornerà a Forlì, sua abituale dimora, nel 1821. Sarà arrestato il 1° maggio 1822 e sosterrà dodici processi senza cedimenti e confessioni, nonostante tante carte compromettenti.

George Gordon Byron, ospite dai conti Guiccioli a Ravenna e spesso coinvolto nelle "merende" - le riunioni segrete - dei Cacciatori Americani, testimonierà, nelle sue memorie, la delusione dei patrioti romagnoli, costretti nell'ottobre del 1820 a rinunciare all'insurrezione, perchè "piantati in asso" dai bolognesi.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Roberto Balzani, Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi, Argelato, Minerva, 2016, p. 118
  • Silvia Benati, Un affresco politico-sociale: la Società del Casino (1809-1823), in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, pp. 50-51
  • Fulvio Cantoni, Primi passi dell'azione liberale in Bologna (1818-1824), in: “Il Comune di Bologna”, 7 (1932), pp. 73-74
  • Angelo Varni, Gli anni difficili della Restaurazione, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 2., p. 366