Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1814

Cornelia Rossi Martinetti animatrice di un salotto di fama europea

Ugo Foscolo intrattiene una fitta corrispondenza con la contessa Cornelia Rossi Martinetti (1781-1867), conosciuta a Milano alla corte del Beauharnais e frequentata a Bologna nel 1813. Con lei ha tentato un approccio amoroso, ma è stato respinto. Tra i due è rimasta solo una tenera amicizia.

Di origine lughese, donna piena di fascino, Cornelia nel 1802 ha sposato l’ingegnere ticinese Giovanni Battista Martinetti (1764-1830), a capo della commissione delle acque e strade e ricco possidente, oltre che progettista della Montagnola, del teatro Contavalli e di Villa Aldini.

Questi ha fatto costruire per lei nel centro di Bologna una dimora destinata a passare alla storia: in via San Vitale ha trasformato un antico convento benedettino in un sontuoso palazzo e l’orto nel “primo giardino in stile paesaggistico inglese della città” (Boriani), con statue, fontane, colonne classiche, che risponde al desiderio illuministico di ritorno a una natura selvaggia e piena di sorprese.

Dal giardino si accede a una grotta ornata di stalattiti, definita dal Foscolo "l'armonioso speco", che un tempo era la cripta romanica della chiesa dei SS. Vitale e Agricola. Questo luogo è per tutti "l'orto delle Esperidi, il giardino di Calipso, il tempio della Venere bruna".

Cornelia è una donna colta e ama ospitare artisti e scrittori, alcuni dei quali si invaghiscono di lei: da Monti a Leopardi, da Canova a Byron, da Stendhal a Foscolo, appunto.

Il suo salotto è famoso in Europa. Secondo Stendhal, che ricorda una "divina serata" trascorsa nella sua casa, in lei sono riunite insieme "la bellezza più rara, la più eccelsa anima e l'ingegno più brillante", tanto che "farebbe scalpore anche a Parigi".

Si dice che Canova, frustrato da un suo rifiuto (o dalla incapacità di coglierne l'ineffabile fascino), abbia fatto a pezzi la sua effige modellata in creta.

Foscolo, che nelle Grazie la ritrae come Polinnia, la musa della lirica, la giudicherà "la donna più pericolosa" da lui mai conosciuta, mentre Leopardi la segnalerà all'editore Stella come unica donna bolognese degna di essere inserita tra le "veramente insigni delle maggiori nazioni europee".

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Tomba di Cornelia Rossi Martinetti - Cimitero della Certosa (BO) Monumento funerario di Gio Battista Martinetti - Cimitero della Certosa (BO) Casa Martinetti - via S. Vitale (BO) Casa Martinetti - via S. Vitale (BO) - ingresso Lapide all Resti del convento di San Giacomo nell Resti del convento di San Giacomo nell Resti del convento di San Giacomo nell Resti del convento di San Giacomo nell L L La cripta della chiesa dei SS. Vitale e Agricola riportata alle originali...

Approfondimenti:

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  • Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, illustrazioni di Giovanna Niro, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 148-150
  • Serena Bersani, Forse non tutti sanno che a Bologna... Curiosità, storie inedite, misteri, aneddoti storici e luoghi sconusciuti della città delle due torri, Roma, Newton Compton, 2016, pp. 231-236
  • Umberto Beseghi, Introduzione alle chiese di Bologna, 2. ed., Bologna, Tamari, 1955, pp. 184-186 (cripta dei SS Vitale e Agricola)
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, 2. ed., Bologna, Tamari, 1957, pp. 312-313
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