Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1796

Napoleone rinuncia al diritto di conquista, ma non alla contribuzione

Il generale Bonaparte, tornato a Bologna il 1° luglio, rinuncia al diritto di conquista della provincia, “donandole l'antica libertà”. Descrive al Direttorio la città emiliana come piena di opportunità e "senz'altro matura per un governo indipendente".

Egli pensa ad essa come a "una repubblica aristo-democratica di cruciale valore strategico", governata da ceti moderati (Monti).

La sera del 2 luglio parte comunque verso Mantova, sotto gli sguardi perplessi della popolazione bolognese, una lunga carovana di carri con tutta la seta e la canapa presenti nel Monte di Pietà, assieme al contante e alle verghe d'oro e d'argento ricevute dai Francesi “per contribuzione”.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Bologna nell'Ottocento, a cura di Giancarlo Roversi, Roma, Editalia, 1992, p. 11
  • Tommaso de' Buoi, Diario delle cose principali accadute nella città di Bologna dall'anno 1796 fino all'anno 1821, a cura di Silvia Benati, Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 18
  • Giuseppe Guidicini, Diario bolognese. Dall'anno 1796 al 1818, Bologna, Forni, 1976, vol. 1., pp. 16-17
  • Aldino Monti, Bologna di fine Settecento: il piccolo stato dalla sovranità pontificia alla sovranità napoleonica. Alcune puntualizzazioni, in: Università e formazione dei ceti dirigenti. Per Gian Paolo Brizzi, pellegrino dei saperi, a cura di Giancarlo Angelozzi, Maria Teresa Guerrini, Giuseppe Olmi, Bologna, Bononia University Press, 2015, p. 401