Mappa degli scrittori a Bologna tra 800 e 900

Casa di cura Villa Verde

Sono a Bologna fra medici e medicine; non sto bene.

(De Pisis)

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Ex casa di cura Villa Verde - via San Mamolo (BO)

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Ex casa di cura Villa Verde - via San Mamolo (BO)

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La casa di cura Villa Verde in una cartolina d'epoca

Scrittori

Un bel complesso in stile liberty in via San Mamolo, a poche centinaia di metri dai viali di circonvallazione, ospitò dall'inizio del '900 la casa di cura per malattie nervose "Villa Verde". Fu la clinica del prof. Augusto Murri, luminare della scienza medica.

Nel secondo dopoguerra fu, assieme a Villa Toniolo, una delle strutture sanitarie private più conosciute a Bologna. Difficoltà di bilancio e costi eccessivi per la messa a norma imposero alcuni anni dopo la cessazione dell'attività. Il successivo periodo di abbandono portò alla sparizione di molti infissi di pregio e decorazioni antiche. Nel 2013, dopo il cambio di destinazione d'uso, in luogo della clinica sono stati realizzati alcuni alloggi di lusso.


 

De Pisis: la malattia più dolorosa

La tormentata vita di De Pisis volge ormai al declino. Vi sono state le prime manifestazioni della malattia (Lui la chiama "la più dolorosa malattia che si conosca"). Alla fine del 1948 l'artista è a Bologna di passaggio per l'inaugurazione di una mostra. Un improvviso collasso nervoso lo costringe a un ricovero a Villa Verde.

All'inizio egli appare come rassegnato e vive la permanenza in clinica come una pausa benefica: "La casa di cura - scrive - è molto 'noiosa', ma è forse necessario per noi che ci siamo spesi tanto nella vita, di riposare di tanto in tanto".

I medici tentano invano varie terapie: il declino e l'invecchiamento precoce appaiono inarrestabili. Il malato soffre di una grave depressione, di insonnia, ha continue emicranie. Non mangia, le mani gli tremano.

Arrivato al limite della tensione immaginativa, ne è stato travolto: ha chiesto troppo a sé, alla vita che per lui si è sempre identificata con la pittura (N. Naldini)

A Villa Verde provano a curarlo con l'elettroshock. Ora lui non è affatto contento del ricovero. Vuole assolutamente uscire. I medici passano da una ipotesi a un'altra, ma non riescono a individuare le cause della malattia. Due mesi di cure non ottengono alcun risultato. Anche un nuovo trattamento con l'insulina, che dovrebbe calmare l'ansia e alleviare la depressione, non provoca miglioramenti.

La cugina Maria Clotilde, che in questo periodo lo segue affettuosamente, indica al fratello Pietro una probabile diagnosi del suo male: "Gigi è affetto da una forma grave di arterio-sclerosi, una forma da vecchio, pur essendo ancora giovane".

Nel marzo 1949 si decide di trasferirlo nella clinica universitaria per le malattie nervose, dove opera il prof. Mario Gozzano, famoso neurologo. In questo periodo solo pochi amici riescono a vederlo. Tra essi Giorgio Morandi, Giuseppe Raimondi e Giovanni Comisso. Ma anche loro sono visti come nemici e persecutori dal malato, quando le crisi lo assalgono. Comisso dice di aver sentito notizie inquietanti sul suo conto: a Villa Verde qualcuno lo aveva trovato chiuso in uno scantinato destinato ai polli.

Nonostante abbia ormai abbandonato ogni attività - non riesce più a mantenere gli impegni con Longanesi per le sue Memorie e con Vallecchi per le Poesie, non riesce più a leggere - ogni tanto De Pisis esce dalla clinica col cavalletto e la cassetta dei colori e va a dipingere sotto i portici e nelle piazze di Bologna: via Santa Caterina, piazza Malpighi, piazza Galvani ... Una piccola folla di curiosi si ferma a guardarlo.

Torna in ospedale alla sera e affronta la lunga notte insonne. Al mattino una puntura gli insulina lo fa dormire pesantemente; dopo poche ore una puntura di glucosio lo risveglia. Dalla clinica scrive all'amico Bonuglia: "In questi giorni ho fatto qualcosa pas mal e sto bene (per modo di dire!)".

In giugno sembra che le cure abbiano ottenuto qualche effetto. L'artista appare ristabilito. Viene prelevato dalla clinica e accompagnato dalla nipote Bona a Saint-Vincent. Qui l'aria di montagna sembra far bene ai suoi nervi. Ma presto sopraggiungono altre crisi. Si prospetta un nuovo ricovero nella clinica "Villa Fiorita" a Brugherio, Milano. La fine non è lontana.


Bibliografia

Giovanni Comisso, Mio sodalizio con De Pisis, Milano, Garzanti, 1954, p. 160


De Pisis, Ferrara, Palazzo Massari, Museo d'arte moderna e contemporanea "Filippo de Pisis", 29 settembre 1996-19 gennaio 1997, mostra e catalogo a cura di Andrea Buzzoni, Ferrara, Ferrara arte, 1996, p. 128


De Pisis a Milano, a cura di Claudia Gian Ferrari, Milano, Mazzotta, 1991, p. 236


Nico Naldini, De Pisis. Vita solitaria di un poeta pittore, Torino, Einaudi, 1991, pp. 269-275


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