Mappa degli scrittori a Bologna tra 800 e 900

GaetanoArcangeli

Gaetano Arcangeli

1910-1970

 

Nativamente riservato e quasi lontano dal reale, immerso in quel suo mondo intimo e trasognato proprio dei poeti autentici, intento a scoprire il mistero dell'essere, a rincorrere lirici fantasmi, a calarsi nelle memorie dell'adolescenza.

Gaetano Arcangeli nasce a Bologna il 19 aprile 1910 in una delle maggiori famiglie intellettuali bolognesi del Novecento. Il fratello Nino è musicista, la sorella Bianca pittrice, Francesco scrittore e noto critico d’arte. I fratelli vivranno quasi sempre assieme: “microcosmo compatto e quasi inespugnabile”.

Tra Tanuccio e Momi il rapporto è speciale: un pò più grande, il primo aiuta il secondo "a capire l'arte e a penetrare gli incanti della poesia". Insieme visitano le mostre d'arte e leggono l'amato Pascoli. Francesco definirà in seguito il fratello poeta "maestro della mia sensibilità".

Gaetano esordisce nel 1939 con Dal Vivere, opera mista di prosa e poesia. In Solo se ombra, del 1951, la sua lirica sembra adeguarsi all’ermetismo dominante. A Ungaretti questo libro appare "calmo di grazia e di luce, nutrito di memoria, fatto per durare nelle memorie". Il suo lavoro più importante è L’Appennino, del 1958, ripreso alcuni anni dopo con il titolo L’Appennino e nuove poesie. È autore anche di due opere di narrativa: I passi notturni (1959) e L’anima del mare (1968).

Collabora alle riviste "Paragone", "L'Approdo", "La Rassegna italiana" ed è elzevirista per il "Resto del Carlino". Per la sua opera poetica e narrativa ottiene vari riconoscimenti, tra i quali i premi "San Pellegrino", "Taranto", "Ausonia", "D'Annunzio". Nel 1971 apparirà postuma l’antologia delle Poesie, che comprende Canzonetta all’Italia, del 1969.

Spirito indipendente, refrattario sia ai cenacoli culturali che alle poetiche conclamate, sul finire della prima metà del secolo Arcangeli rappresenta una voce solitaria, controcorrente, teneramente allusiva, come quelle ceramiche morandiane che, nella loro dimessa quotidianità, conservano la patina delle memorie e del tempo (M.L. Bramante Tinarelli)

Non si allontana quasi mai da Bologna, dove svolge soprattutto l’attività di insegnante di italiano e latino al Liceo classico Galvani. Muore l’8 settembre 1970.

I libri, i documenti e le lettere che testimoniano dell’attività dei fratelli Arcangeli, tra essi il carteggio tra Gaetano e il poeta Attilio Bertolucci, saranno donati dalla sorella Bianca alla biblioteca dell’Archiginnasio.

Bibliografia

Bianca Arcangeli, La Bologna degli Arcangeli, in: Bologna. Discorso sulla città, fotografie di Gianni Sandoni, Bologna, Cappelli, 1986, pp. 158-172


Gaetano Arcangeli. Dal vivere, a cura di Bianca Arcangeli, Marco Antonio Bazzocchi, Enzo Colombo, con un saggio introduttivo di Ezio Raimondi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992


Andrea Battistini, L'ambiente letterario dal secondo dopoguerra, in: Bologna Novecento. Un secolo di vita della città, a cura di Maria Letizia Bramante Tinarelli, Castelmaggiore, FOR, 1998, pp. 62-63


Maria Letizia Bramante Tinarelli, L'ambiente letterario del primo cinquantennio, in: Bologna Novecento, cit., p. 60


Giornata di studi in ricordo di Francesco Arcangeli, a cura di Guido Salvatori, Bologna, Scuola di Specializzazione in storia dell'arte dell'Università di Bologna, Editrice Compositori, 2005, p. 31


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