Mappa degli scrittori a Bologna tra 800 e 900

CarolinaCoronedi Berti

Carolina Coronedi Berti

1820-1911

Nasce a Bologna nel 1820. Il suo vero nome è Carlotta Coronedi. Della sua vita si sa molto poco. Sposa Leonida Berti, ha quattro figli. Con lui si trasferisce a Camerino e quindi a Ferrara. Si dedica allo studio della storia e delle tradizioni popolari, che sarà in grado di indagare minuziosamente e con sguardo acuto. E' tra i personaggi più importanti della cultura del suo tempo: erudita, scrittrice, filologa, socia della Commissione per i testi di lingua.

La sua produzione letteraria è circoscritta al periodo compreso tra il 1869 e il 1877. L'opera principale è il ponderoso Vocabolario bolognese italiano, che si propone il difficile compito di raccogliere tutte le espressioni volgari, compresi i proverbi e i modi di dire, della lingua locale.

Nel 1864 esso è giudicato da una commissione della Deputazione di Storia Patria, composta dal Rocchi, dal Fabi e da Giosuè Carducci ed è poi pubblicato a dispense tra il 1869 e il 1874, preceduto da un preambolo storico e da un capitolo grammaticale.

Dalla studiosa è definito una fatica "nata in mezzo alle cure della famiglia" e sostenuta da "quel fermo volere di cui se ne dubita la donna esser capace". Sarà in seguito stampato in due volumi dal Monti e avrà numerose edizioni successive anche nel ‘900, a testimonianza della sua permanente importanza e utilità.

In contatto con il noto filologo e studioso del costume Giuseppe Pitrè, uno dei massimi etnologi italiani, Carolina gli dedica una lettera su Alcuni usi popolari bolognesi, pubblicata nel 1872 sulla "Rivista Europea", alla quale nel 1875 seguono, sulla stessa rivista, gli Appunti di botanica bolognese.

L'anno precedente era uscito il suo saggio Usi nuziali del contado bolognese, lavoro rilevante per la conoscenza delle usanze delle campagne, mentre nel 1877 escono sulla "Rivista di letteratura popolare" i suoi Appunti di medicina popolare bolognese.

Negli anni 1874-75 sul settimanale "Il Propugnatore" sono pubblicate a puntate numerose favole, che la Coronedi Berti trae dalla cultura dialettale locale, "dalla bocca del volgo e dé nostri contadini", e che sono poi raccolte nel volume Novelle popolari bolognesi. Nella prefazione la scrittrice è definita "non già una di quelle fortunate ciarliere che si acquistano fama con vanità letterarie, ma bensì attese a severi studi in profitto e vantaggio delle nostre lettere". La raccolta sarà in seguito notevolmente arricchita dall'autrice e pubblicata nel 1883 col nuovo titolo di Favole bolognesi e una simpatica dedica alla nipotina:

Questa edizione che è per noi bolognesi la dedico a te, mia cara Giulietta, che sei la più piccola dé miei nipoti che parlino e intendano il nostro dialetto, con ciò spero di farti cosa gradita. E allora che avrai fatto i tuoi compiti della scuola, là sul far della notte pregherai la tua buona mamma a leggertene qualcuna e gioverà a farti passare un'ora e a conciliarti il sonno. Va bene così? Sei contenta? Goditi dunque di questo poco che ti offre la tua zia.

Nel 1897, risultando da tempo irreperibile a Bologna, l'Ufficio Anagrafe cancella Carolina Coronedi Berti dai propri registri. Secondo alcune fonti essa è deceduta il 13 giugno 1882. Per altri muore nel 1911 a 91 anni. Il Comune le intitolerà una strada.

Bibliografia

  • At vói cuntèr na fóla. Carolina Coronedi Berti e la cultura del suo tempo, a cura di Andrea Battistini, Bologna, CLUEB, 2012
  • Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, Roma, Newton Compton, 2012, pp.177-178
  • Carducci e Bologna, a cura di Gina Fasoli, Mario Saccenti, Bologna, Cassa di risparmio in Bologna, 1985, p.172
  • Tiziano Costa, Donne da prima pagina nel passato di Bologna, Bologna, Costa, 2017, pp. 132-133
  • Donne celebri dell'Emilia-Romagna e del Montefeltro. Dal Medioevo all'Ottocento, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1993, pp. 156-158
  • Favole bolognesi, a cura di Carolina Coronedi Berti, rist. anast., Sala Bolognese, A. Forni, 1981

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