Mappa degli scrittori a Bologna tra 800 e 900

AntonioFiacchi

Antonio Fiacchi

1842-1907

 

Quando lo conobbi io era ancora giovane: piccolo di statura, vestiva con molta proprietà, aveva mani abitualmente calzati di angusti guanti di pelle, i capelli e la barbetta bionda accuratamente ravviati, con un elegante, sottile bastone tra le mani; di bei modi, freddurista inesauribile, scettico per eccellenza, innamorato del teatro e degli artisti, intelligentissimo e colto.

(A. Testoni)

Antonio Fiacchi nasce nel 1842. E' impiegato alla Direzione dei Telegrafi di Stato. La notorietà, circoscritta soprattutto alla città di Bologna, gli deriva dalla sua attività parallela di critico teatrale, commediografo, giornalista e scrittore.

Nel 1864 all'Arena del Sole la Compagnia Romana mette in scena un suo monologo, Al dsgrazi ad Carlen al barbir, uno dei primi tentativi di teatro in vernacolo. Incoraggiato dal successo, appronta poco dopo una nuova commedia in due atti, Gaitan al fachen, ambientata durante la rivolta popolare dell'8 agosto 1848, che commuove ed entusiasma il pubblico dell'Arena.

Non ha lo stesso successo la sua commedia in quattro parti Al ciacher, con "scene originali bolognesi", che viene rappresentata nel 1871 al Teatro Contavalli dalla compagnia dialettale diretta da Adriano Pagani. Altre sue commedie: L'è un nasser e Droghe, cotoni e altri generi.

Nel 1874, in un freddo e buio locale di via Garofalo fonda, con Alarico Lambertini, il periodico artistico-teatrale "Il piccolo Faust", organo dell'agenzia teatrale Lambertini, che nel 1913 si unirà ad "Arte Drammatica" e sarà pubblicato fino al 1929.

Fa parte dell'Accademia Filodrammatica Albergati, che nel 1876 prende in affitto per nove anni il teatro Contavalli.

Nel 1880 con Giannetto Bacchi, Oreste Cenacchi e Alfredo Testoni fonda, ad un tavolo del Caffè dei Cacciatori, il periodico umoristico "Ehi!, ch'al scusa". Per ammissione dello stesso Testoni, il grande successo del periodico, in cui si firma come Sumarein del ruscarol o Sgner Pirein, si deve alla sua vena umoristica.

Il tranquillo, ingenuo vecchietto irresisstibilmente conquista la città: si attende l'uscita di "Ehi! ch'al scusa" come una festa; si leggono e rileggono, a sera, la famiglia riunita attorno al focolare, le avventure, gli sfoghi, le "materioline" del povero sgnér Pirein, che nessuna disavventura ammaestra, che nessun infortunio disincanta. (F. Cristofori)

Per il carnevale del 1888 Fiacchi organizza una memorabile edizione del tradizionale Festival di piazza VIII Agosto. Viene costruito il Castello d'Ongia ed Tocc, un villaggio lieto, un "immenso baraccone" con "posti di rifornimento vettovaglie, caffè, lotterie, giochi di picco e depositi di stelle filanti e coriandoli". Sul palcoscenico si alternano lottatori e dicitori di zirudelle. L'attore Cesare Magagnoli, nelle vesti del suo Sgner Pirein, impersona il sindaco della singolare città.

Nell'occasione del carnevale, il giornale umoristico "Ehi! ch'al scusa", di cui è direttore, si abbellisce notevolmente e diventa "Ehi! ch'al scusa all'Esposizione". Viene stampato per 23 numeri, fino al 1° dicembre 1888, in otto pagine, con litografie a colori firmate da Augusto Majani (Nasica) al suo esordio come illustratore.

Nel 1892, presso l'editore Bertero di Roma, è pubblicata la sua raccolta di aneddoti Bologna d'una volta. Ricordi di giovinezza narrati dal sgner Pirein alla sò Ergia.
Il Sgner Pirein Sbolenfi è il personaggio che gli darà maggior fama. Si tratta del tipico popolano bolognese, antiquato e semplice, "macchietta ancora un tantino convenzionale, ma già argutamente espressiva di una rassegnata e ironizzante mediocrità borghesuccia" (L. Federzoni). Per Testoni è

un tipo originale di petroniano tre volte buono, ingenuo, educato, scrupolosamente onesto, compassato, senza fiele, ottimista all'eccesso, antiquato tanto nel vestire che nel modo di pensare, simpatica creatura di una razza che è ormai passata.

Le sue lettere e "divacazioni" sono pubblicate in numerosi giornali cittadini, ad esempio sul settimanale umoristico "E' permesso?" di Cesare Moscata, apparso proprio quell'anno, e conosceranno una fortunata edizione presso Zanichelli, con il titolo El sgner Pirein. Scritti scelti, editi ed inediti, a cura di Oreste Trebbi e con la prefazione di Lorenzo Stecchetti.

Nel 1898 il suo Sgner Pirein è eletto presidente onorario dell'Accademia della Lira, che tiene la sua seduta inaugurale al Caffè del Pavaglione. Si tratta di una scuola senza maestri alla quale si viene affiliati partecipando ad una delle sue misere cene, dal prezzo inferiore ad una lira, che si tengono in una delle tante trattorie bolognesi. E' "la più vacua e futile associazione che la paciosa mente dei più paciosi bolognesi abbia mai saputo inventare".

In quell'anno Carlo Gaspare Sarti fonda il giornaletto umoristico "Bologna che dorme", al quale partecipano, sotto i più strani pseudonimi, tutti i più noti scrittori bolognesi. Da Roma, dove si è trasferito come funzionario alle poste, Fiacchi manda alcune "divacazioni" filosofiche del sgner Pirein, tra le sue cose migliori.

Muore a Roma il 21 maggio del 1907.

Bibliografia

Oreste Cenacchi (Chiunque), Vecchia Bologna. Echi e memorie, con prefazione di Giulio De Frenzi, Bologna, Zanichelli, 1926, p. XII


Tiziano Costa, Grande libro dei personaggi di Bologna. 420 storie, Bologna, Costa, 2019, p. 88


Franco Cristofori, Antonio Fiacchi a cinquant'anni dalla morte, in: "Strenna della Fameja bulgneisa", 1958, pp. 73-78


Dizionario dei bolognesi, a cura di Giancarlo Bernabei, Bologna, Santarini, 1989, vol. 1., p. 243


Luigi Federzoni, Bologna carducciana, Bologna, L. Cappelli, 1961, p. 17


Arrigo Lucchini, Cronache del teatro dialettale bolognese dalle origini ai nostri giorni, nuova ed. a cura di Davide Amadei, Bologna, Pendragon, 2006


Le strade di Bologna. Una guida alfabetica alla storia, ai segreti, all'arte, al folclore (ecc.), a cura di Fabio e Filippo Raffaelli e Athos Vianelli, Roma, Newton periodici, 1988-1989, vol. 2., pp. 293-294


 

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