Rolandino de' Passeggeri

Autoritratto (ipotetico)

 


Chiedete a qualsiasi notaio se conosce il nome di
Rolandino de' Passaggeri.
Sono infatti il padre dell'arte sua,
di cui ho scritto una Summa che continuò ad essere usata
in tutta Europa
sino a tutto il secolo XVII.
Con essa portai a perfezione il diritto civile,
lo strumento su cui era cresciuta l'economia di scambio
e la forza stessa di Bologna.
Fui anima politica del Comune del Popolo,
che seppe affermare la propria indipendenza
sia dal potere ecclesiastico che da quello imperiale.
Io fui a redigere gli Ordinamenti Sacrati e Sacratissimi
che fissano la supremazia del popolo e del ceto medio
sopra i notabili della città;
fui io cacciare i ghibellini di Lambertazzi e a menar vanto
di Re Enzo imprigionato.
Fui io, parimenti, a costruire l'originale del falso documento che
fonda lo Studium per mano dell'Imperator Teodosio,
consentendo che Bologna e solo Bologna avesse l'Università,
col suo sapere e sua ricchezza.
Io, per me, non ho voluto mai potere:
e la mia unica ricchezza è l'arca ove riposo.

Museo del IX Centenario


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