Rappresaglia tedesca a Sarsina
"Ogni paese dove si possa provare che vi sono banditi, o dove sono stati commessi attentati contro soldati tedeschi o italiani, oppure atti di sabotaggio diretti a danneggiare o distruggere materiale, sarà interamente bruciato" e "gli abitanti maschi del paese, aventi un minimo di 18 anni, saranno tutti fucilati". (gen. A. Kesselring)
Il 24 settembre i tedeschi abbandonano Sarsina dopo aver fatto saltare i ponti della zona (Legaccio, Romagnano e Chiusa), molto importanti per le operazioni militari nella valle del Savio.
Restando in zona continuano a colpire il centro con l’artiglieria. Il 26 settembre bombardano con i mortai gli uomini che riassettano le strade per favorire l’avanzata degli Alleati. Sei persone rimangono uccise e sette ferite.
Il 27 settembre un gruppo di partigiani entra a Sarsina e si installa nella ex casa del fascio. Lo stesso giorno giunge indisturbata anche una pattuglia di tedeschi, che si scontra con i "ribelli", lasciando a terra due feriti. I partigiani ricevono poco dopo l'ordine di lasciare il paese, che rimane così indifeso.
Il 28 settembre decine di soldati della 114a Jager Division rioccupano Sarsina e scatenano una durissima rappresaglia contro la popolazione.
Incendiano alcune case e piazzano mitragliatrici nelle vie principali, sparando a chiunque tenti la fuga. Chiudono donne e bambini dentro la cattedrale, quindi concentrano circa ottanta uomini nella piazza principale e li avviano incolonnati verso Sorbano.
In località San Martino sedici prigionieri vengono allineati sul ciglio della strada e falciati con la mitraglia. Cinque si salvano fuggendo. Nove cadaveri vengono fatti rotolare nella scarpata.
Nel dopoguerra il fascicolo delle indagini effettuate dalla Special Investigations Branch sui responsabili dell’eccidio verrà occultato nel famigerato “armadio della vergogna” presso il Tribunale militare di Roma.
- Vladimiro Flamigni, Massimo Scarani, Sarsina 28 settembre 1944. La rappresaglia tedesca nei documenti dello Special Investigation Branch, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2009
- Mimmo Franzinelli, Le stragi nascoste. L’armadio della vergogna: impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascisti, 1943-2001, Milano, Mondadori, 2002, p. 367
- Orlando Piraccini, Sarsina e la strage, in: "IBC", 17 (2009), p. 3
- La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna. Per un atlante delle stragi naziste in Italia, a cura di Luciano Casali e Dianella Gagliani, Napoli-Roma, L'ancora, 2008, p. 202
- Romagna 1944-45. Le immagini dei fotografi di guerra inglesi dall'Appennino al Po, Bologna, CLUEB, stampa 1983, p. 117
- Gabriele Ronchetti, La linea gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia, Fidenza, Mattioli 1885, 2009, pp. 80-81
- Sarsina (FC)