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Dalla Cronologia

Accadde oggi, 16 giugno.

immagine di Renato Zangheri confermato sindaco
16 giugno 1975
Renato Zangheri confermato sindaco
Renato Zangheri (1925-2015) è confermato sindaco di Bologna nelle elezioni amministrative di giugno. Anche Guido Fanti (1925-2012) è di nuovo eletto presidente della Regione Emilia-Romagna. In città il PCI si conferma primo partito con il 49% dei voti e 31 seggi in Consiglio. Sul piano nazionale il Partito comunista registra una grande avanzata, salendo al 33,4%. Le sinistre conquistano grandi città, come Roma, Torino e Napoli.
immagine di La Camst
16 giugno 1945
La Camst
All'indomani della Liberazione, tra le rovine della stazione ferroviaria bombardata, sorge la Cooperativa Albergo Mensa Spettacolo e Turismo (Camst). I primi servizi sono effettuati, su un vagone abbandonato, per l'unico binario in funzione. Al posto dei bicchieri sono usate bottigliette tagliate e smerigliate. Si distribuiscono cestini con pasti caldi per 35 lire. Nel 1947, all'inaugurazione del nuovo buffet in stazione, il cui esercizio appare strategico per lo sviluppo dell'azienda, Camst avrà già aperto diversi punti di ristorazione in luoghi frequentati di Bologna: dalla mensa collettiva comunale, al bar del teatro comunale e dei Giardini Margherita. Più avanti creerà il primo ristorante self-service italiano in via Ugo Bassi, il popolare Bass'Otto. Dagli anni Sessanta l'attività si estenderà nell'ambito della ristorazione collettiva, con la fornitura di pasti confezionati ad aziende e comunità.
immagine di La biblioteca dei ragazzi ai Giardini Margherita
16 giugno 1954
La biblioteca dei ragazzi ai Giardini Margherita
Nella palazzina in stile liberty dei giardini Margherita è inaugurata la biblioteca comunale dei ragazzi. L'idea, partita dalla Soprintendenza bibliografica, è stata prontamente accolta dall'Amministrazione comunale, che ha messo a disposizione i locali, e dalla Direzione Generale delle Accademie e Biblioteche, che ha offerto le scaffalature metalliche. La dotazione iniziale è di circa 2.800 volumi, parte dei quali donati dall'associazione femminile Soroptimist Club e parte dall'Ufficio Assistenza scolastica del Comune. Inserita nel cuore dei giardini pubblici, la biblioteca è affiancata da un centro ricreativo, dotato di giochi da tavolo e televisione. Nel 1960 sarà installata sul tetto una specola del Gruppo Astrofili del Centro Giovanile Giardini Margherita. La biblioteca dei ragazzi sarà chiusa nel 1977, per riaprire alcuni anni più tardi presso la Villa Aldrovandi Mazzacorati in via Toscana. La palazzina dei Giardini ospiterà, da allora una scuola materna.
immagine di Scudetto alla Climamio Fortitudo. Ritorno in serie A della Virtus
16 giugno 2005
Scudetto alla Climamio Fortitudo. Ritorno in serie A della Virtus
La Fortitudo Bologna, sponsorizzata Climamio, vince il campionato di basket di serie A1, battendo in trasferta l'Armani Jeans Milano per 67-65 e portandosi sul 3-1 nella serie finale. La partita è decisa da un tiro da tre punti di Rubén Douglas, scoccato proprio al suono della sirena e convalidato dagli arbitri grazie alla prova televisiva. Nella stessa stagione la Virtus ritorna nella massima serie, dopo il "purgatorio" nelle serie minori dovuto al fallimento societario.
immagine di Lo "Stabat Mater" di Rossini all'Archiginnasio
18 marzo 1842
Lo "Stabat Mater" di Rossini all'Archiginnasio
  • @ Piazza Galvani, 1, 40124 Bologna BO
Nell'Aula dei Legisti dell'Archiginnasio si esegue il 18 marzo lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, diretto da Gaetano Donizetti. L'opera ha avuto grande successo a Parigi nel gennaio 1842 e il maestro pesarese ha accettato di eseguire la prima italiana a Bologna, purché il ricavato servisse a fondare "almeno le prime basi" di una cassa di pensione per cantanti e musicisti bolognesi "specialmente bisognosi" (la futura Istituzione Rossini). Per l'occasione è raccolta un'orchestra di 63 elementi, in parte professionisti, in parte giovani studenti o aristocratici dilettanti. Stessa composizione ha il coro, di 87 elementi. Tra i solisti, vagliati da Rossini personalmente, spiccano i nomi del soprano Clara Novello (1818-1908), insuperabile interprete delle opere di Donizetti, e del famoso tenore Nicola Ivanoff (1810-1880). Vi sono anche dilettanti di talento, quali la contessa Clementina degli Antoni e il conte Pompeo Belgioioso. Per non creare disturbo durante le prove, circondate da grande riserbo, è deviato persino il traffico delle carrozze. La sera della prima, alla quale assistono anche il cardinale legato Spinola e l'Arcivescovo Oppizzoni, Rossini si assenta, dopo aver presentato il maestro Donizetti e i cantanti. Interverrà solo alla terza e ultima esecuzione, accolto da “festosissime acclamazioni”. Apparirà allora particolarmente emozionato: abbraccerà e bacerà il direttore e piangerà a dirotto, tra le grida assordanti del pubblico. Dopo questo importante evento musicale, l'aula dell'Archiginnasio sarà conosciuta per sempre come la Sala dello Stabat Mater. Una replica dell'opera si terrà a palazzo Hercolani, sede di un frequentato salotto letterario animato dalla principessa Maria Laura Malvezzi (Donna Marì). Il successo dello Stabat Mater accellererà le trattative di Rossini e del Comune di Bologna per avere Donizetti come direttore del Liceo musicale, avviate fin dal 1841. Al maestro bergamasco verrà offerta anche la direzione di tutte le manifestazioni cittadine e uno stipendio maggiore di quello in precedenza concordato con Mercadante. Il marchese Pizzardi gli offrirà un "delizioso appartamento" nel suo palazzo. Nonostante gli accorati appelli di Rossini - "Non m'abbandonare Donizetti! Attendo come una innamorata la tua decisione" - il tentativo non andrà a buon fine.
immagine di Alessandro Corticelli col Battaglione universitario a Curtatone e Montanara
29 maggio 1848
Alessandro Corticelli col Battaglione universitario a Curtatone e Montanara
Il 29 maggio gli Austriaci tentano l'aggiramento dell'esercito piemontese tra i paesi di Curtatone e Montanara. La resistenza delle postazioni italiane avanzate, benchè sopraffatte dai nemici, consente l'organizzazione dei Piemontesi, che in seguito batteranno le truppe di Radetzky a Goito. Tra i partecipanti alla battaglia, con il grado di Maggiore, c'è il bolognese Alessandro Corticelli (1802-1873), laureato in medicina all'Alma Mater e in seguito professore di fisiologia e patologia a Urbino e a Siena. A Curtatone comanda i Volontari senesi del Battaglione universitario - 4 professori e 55 studenti, tra i quali il figlio Riccardo - che combattono eroicamente. Negli anni successivi Corticelli insegnerà igiene e medicina legale all'Università di Pisa. Sarà Deputato del Regno d’Italia per la IX Legislatura. Verrà ricordato come “uomo dottissimo, della cui erudizione al pari che della bontà e nobiltà dell'animo, rimarrà viva ognora e lodata la memoria”.
immagine di I soldati francesi acquartierati in città
26 giugno 1796
I soldati francesi acquartierati in città
L'accampamento francese, che era dal 19 giugno ai Crociali fuori Porta Maggiore, viene trasferito in città. La fanteria occupa il convento di San Giacomo, la cavalleria il prato dell'Annunziata e il convento di San Domenico. La piazza maggiore deve essere lasciata libera per le truppe francesi. Le ortolane e gli altri venditori sono collocati nella strada di fianco a San Petronio. In occasione della fiera dei bozzoli del Pavaglione saranno nuovamente trasferiti in piazza Calderini.
immagine di Terzo scudetto per il Bologna FC. Inizia un periodo d'oro
10 maggio 1936
Terzo scudetto per il Bologna FC. Inizia un periodo d'oro
Con la conquista del campionato 1935-36 inizia per il Bologna calcio un periodo d'oro, che porterà altri tre scudetti (nel 1937, 1939, 1941) e la vittoria nel Trofeo dell'Esposizione di Parigi nel 1937. Si dice che il Bologna è “lo squadrone che tremare il mondo fa”. In questi anni, sotto la presidenza dell'imprenditore reggiano Renato Dall'Ara, si affermano giocatori come Eraldo Monzeglio (1906-1981), Michele Andreolo (1912-1981), Dino Fiorini (1915-1944), Carlo Reguzzoni (1908-1996), Rafael (Faele) Sansone (1910-1994). Vanno verso il culmine della loro carriera fuoriclasse come il portiere Mario Gianni (1902-1967), detto “Gatto magico”, il terzino Felice Gasperi e il centravanti “Anzlen” (Angiolino) Schiavio (1905-1990). Altri campioni diventano beniamini del pubblico bolognese, come l'uruguaiano Ettore Puricelli (1916-2001), detto "testina d'oro" o la mezzala Amedeo Biavati (1915-1979), l'inventore del "passo doppio", un movimento che consente di sbilanciare gli avversari. Dal febbraio 1935 la squadra bolognese è guidata dal tecnico ungherese Arpad Weisz, succeduto al connazionale Kovacs.
immagine di Francesco Cavicchi
Francesco Cavicchi
Francesco “Checco” Cavicchi nacque nel 1928 a Pieve di Cento. Rimase sempre legato alle sue origini contadine. Fu allenato sul ring da Leone Blasi, ex pugile e apprezzato allenatore, nella storica palestra di via Maggia della Società Sempre Avanti!.
immagine di Gioco del Pallone o Sferisterio
Gioco del Pallone o Sferisterio
  • @ Sferisterio della Montagnola
Su progetto dell'architetto Giuseppe Tubertini venne costruita, sul lato orientale della Montagnola, un'arena per il Gioco del Pallone, inaugurata il 15 marzo 1821.
immagine di Mauro Checcoli
Mauro Checcoli
Mauro Checcoli iniziò a praticare l’equitazione all’età di 11 anni  presso il G.E.S.E. (Gruppo Emiliano Sport Equestri) di via della Battaglia. Da giovane provò anche altri sport, come la scherma e l’atletica. Giocò anche nella serie A di pallacanestro con la Motomorini.
immagine di Ondina Valla
Ondina Valla
Ondina Valla fu una grande protagonista dell'atletica italiana tra le due guerre mondiali. Il suo vero nome era Trebisonda: il padre aveva a Bologna nel vicolo omonimo la sua officina meccanica. Nacque nel 1916, prima femmina dopo quattro fratelli maschi, nel rione operaio di Santa Viola. A undici anni, durante una Coppa Bologna di atletica, fu notata da un tecnico della Virtus e la società, divenuta poi Virtus Bologna Sportiva, l'accolse tra le sue file. Assieme a Claudia Testoni, amica e rivale per tutta la sua carriera, dominò le gare di velocità e i salti.
immagine di Ex convento di San Francesco
Ex convento di San Francesco
  • @ San Francesco
Dell'edificio, restaurato nel 1926, rimangono varie parti e un chiostro del 1460. Il portico esterno, compiuto nel 1646, conserva lunette raffiguranti Episodi della vita di Sant'Antonio da Padova di A. Tiarini, A. M. Colonna, G. M. Tamburini, P. Desani, F. Gessi, E. Ruggeri e di altri pittori seicenteschi. Al centro della piazza è la colonna dell'Immacolata progettata da F. Dotti, con statue in rame di Giovanni Tedeschi (1638), forse su disegno del Reni.
immagine di Casa torre dei Catalani
Casa torre dei Catalani
  • @ Torre dei Catalani
Tipico esempio di casa-torre del XIII secolo, fu di proprietà della famiglia Castellani, detta anche dei Catalani. Conserva i fori di imposta dei mensoloni che sorreggevano le parti lignee a sbalzo. La porta con ghiera in selenite introduceva ad un fondaco. Il coronamento ha un motivo decorativo con mattoni posti a spina di pesce.
immagine di Casa Montignani
Casa Montignani
  • @ Montignani
L'edificio fu ammodernato verso il 1760 per conto di Ferdinando Montignani, mercante di droghe. La scala, ad unica rampa, culmina con una statua di Diana di Filippo Scandellari. Nel cortile sono visibili resti delle precedenti costruzioni cinquecentesche.
immagine di Casa Campeggi
Casa Campeggi
  • @ Campeggi
Antica casa medievale di proprietà della famiglia Campeggi dal XIII secolo. Nel portico di facciata si conservano bei capitelli d'arenaria d'epoca rinascimentale. Nel cortile è presente un unico capitello in stile gotico testimonianza della primitiva "fabbrica". Al piano nobile si trovano una stanza con un grande soffitto ligneo a cassettoni e un fregio ad affresco con decorazioni della prima metà del Seicento, e una sala ovale d'epoca neoclassica con paesaggi di gusto arcadico.
immagine di Caffè dei Servi
Caffè dei Servi
  • @ Strada Maggiore, 39
Perdona , o Mago, all'anima che vola dietro a quei sogni, onde, ai gran dì, in Bologna ...con te, con Schicchi, a notte piena, viaveleggiavamo verso spiagge arcane,Pieni di lauri e luce ed armonia. (S. Ferrari, Il Mago, 1884)
immagine di Filippo De Pisis
Filippo De Pisis
Una specie di San Luigi Gonzaga, di giovanile Sant'Antonio, buono da stare con i bambini e gli innocenti. Poiché, anche nella sua sbrigliatezza, fatta di rossore e di compunzione, qualcosa come un odore di sagrestia, e il profumo dei gigli marciti ai piedi dell'altare, passava dentro il disegno, la siluetta di un poetino d'avanguardia, in cui amava di presentarsi.(G. Raimondi) Studente a Bologna Anche prima di venire a studiare all'Università - si iscrive nel novembre 1915 - De Pisis conosce bene Bologna, città natale della madre. Sulle sue colline trascorre lunghe estati ospite nelle ville di famiglia. Nel 1911 - ha appena quindici anni - è a Villa Donini a Longara, vicino a Calderara di Reno, dai parenti della madre. E' tutto occupato in studi di entomologia, va a caccia di farfalle, raccoglie piante per un erbario, che più tardi donerà all'Università di Padova. Ha a disposizione una biblioteca per le sue assidue letture; ricalca figurini di moda e si interessa agli affreschi che decorano la villa, opera di Alessandro Guardassoni, il migliore pittore bolognese a metà dell'800. Nell'estate del 1912 è con la sorella e i cugini a Villa Padovani all'Osservanza. Continuano gli interessi scientifici e letterari. Scrive novelle, piccoli saggi, che raccoglie in grossi "zibaldoni". Imposta una sorta di diario letterario leopardiano. L'anno seguente è di nuovo a Longara. Nel 1914, anno della licenza liceale, passa l'estate a Villa Bortolomasi, presso Bologna. Studia intensamente i pittori ferraresi "con interesse erudito". Nel 1915 è ospite a Villa Pallavicini alla Croara, sulle colline di gesso, che affiancano la valle del Savena. Occupa una cameretta al terzo piano del palazzo settecentesco, "attorniato di cipressi e con tre campane di bronzo sul tetto". Su un grande tavolone di noce sparge le sue esercitazioni erudite e le prime prove letterarie, che risentono del "venticello futurista". E' comunque ancora soprattutto la poesia crepuscolare che lo interessa di più. Durante questa estate scrive la maggior parte delle prose che formano il suo primo libretto, I canti della Croara, che verrà stampato, a spese della sua famiglia, nel marzo 1916, con una affettuosa prefazione di Corrado Govoni. Tre delle poesie in esso contenute saranno pubblicate su "La Riviera Ligure" di Mario Novaro. Subito dopo il primo, vede la luce un secondo libretto, Emporio, contenente "preziose e decadenti prose liriche" (Naldini). A Bologna va a salutare Maria Pascoli, sorella del poeta, da lui profondamente amato. Nell'autunno del 1915 va a Venezia per la visita militare ed è riformato per nevrastenia. Nel 1916 viene a Bologna per frequentare l'Università. Cerca subito di legarsi all'ambiente artistico e letterario della città, frequenta ritrovi come il Caffè di San Pietro e il Caffè della Barchetta. Conosce Giuseppe Raimondi, al quale lo legherà una duratura amicizia, Giovanni Cavicchioli, Umberto Saba, Dino Campana, Giuseppe Ravegnani. Passa l'estate a Cesenatico, dove rinsalda l'amicizia con Marino Moretti e frequenta Alfredo Panzini, che lo accompagna nelle passeggiate in bicicletta. A Bologna riempie ora per ora quaderni e diari con annotazioni su ciò che lo colpisce per la strada o ciò che gli capita, oppure motivi per le sue prime novelle. Le sue pagine sono un intrico di calligrafia, è "come a mettere gli occhi, e le mani in un pollaio ...". Durante il soggiorno universitario in città scrive Vaghe stelle dell'Orsa, il Diario di Bologna (1916-1918) e le Lettere al fratello Leone. Nei mesi successivi le sue frequentazioni letterarie si allargano: legge gli autori francesi in voga, corrisponde con Tzara, con i vociani Soffici e Papini e con il compositore futurista Balilla Pratella. Al caffè o nel negozio di Raimondi in piazza Santo Stefano conosce Giorgio Morandi, per la cui opera manifesterà sempre grande ammirazione e stima. Comincia a collaborare con racconti e disegni con la rivista "La Brigata" di Binazzi e Meriano, e con "La Raccolta" di Raimondi e Bacchelli. De Pisis giungeva puntuale ogni sera al caffè con i suoi fogli ancora freschi d'inchiostro, e mormorava, fra il timido e il convinto: "Ho scritto per te una cosa, molto bella, che piacerebbe a De Chirico". Naturalmente non piaceva a Bacchelli, che fingeva di non vederla, quando gliela passavo, prima di mandarla in tipografia. (G. Raimondi) Questo periodo è segnato dalla conoscenza, nella sua Ferrara, della pittura di De Chirico, Savinio e Carrà. Vuole diventare il parallelo letterario degli artisti metafisici. Scrive il racconto metafisico Mercoledì 14 novembre 1917, che pubblica l'anno successivo presso la Tipografia Paolo Neri di Bologna. Oltre che a scrivere, comincia a disegnare molto, incuriosito soprattutto da figure efebiche e statuarie: la ricerca sul corpo umano sarà costante nella sua carriera di pittore. Nell'ultimo periodo bolognese si fa più serrata la frequentazione del gruppo rondista raccolto attorno a Raimondi e Bacchelli: conosce meglio Morandi, che pian piano supera le prime diffidenze verso di lui come poeta e come pittore. Conosce Vincenzo Cardarelli, di passaggio in città. Con il raggiungimento della laurea nel 1920 - tesi su Giovanni Pascoli - si aprono per l'inquieto De Pisis nuove prospettive e nuovi traguardi: andrà a Roma, poi a Parigi ... I contatti col capoluogo emiliano e con gli amici bolognesi (Raimondi, Morandi, Arcangeli) non saranno però mai interrotti. La vita in breve Nasce a Ferrara nel 1896 da nobile famiglia. Inizia a disegnare intorno al 1904 sotto la guida del pittore ferrarese Odoardo Domenichini. Nel 1906 si trasferisce con la famiglia in Palazzo Calcagnini, dove allestisce vari rifugi, pieni di strani oggetti, di bibelot. Nel 1913 si iscrive al liceo, dove ha per compagno Italo Balbo. In questo periodo è più impegnato con l'entomologia e la scrittura, mentre il disegno e la pittura sono interessi marginali. Durante un soggiorno a Venezia, in osservazione in un ospedale psichiatrico, studia grandi artisti come Giorgione, Tintoretto, Tiepolo ed esegue schizzi di giovani ricoverati. Nel 1916 a Ferrara conosce De Chirico, Savinio e Carrà, presenti in città per il servizio militare e assorbe avidamente la lezione metafisica. La sua ammirazione sconfinata è malamente ricambiata dai fratelli De Chirico che, all'inizio, lo considerano un rompiscatole e uno spostato. Dopo il periodo di studi universitari a Bologna, nel 1920 si stabilisce a Roma. Qui conosce Giovanni Comisso e inizia con lui un'amicizia destinata ad approfondirsi nel tempo. Frequenta gli ambienti cultuali più avanzati della città, come il Caffè Greco e l'Aragno, dove si riuniscono gli esponenti della "Ronda". Conosce gli artisti futuristi, il fondatore di "Valori plastici" Mario Broglio, il pittore Spadini; tiene conferenze, scrive prose. Si considera ancora più letterato che pittore. Nel 1923 insegna materie letterarie ad Assisi, studia gli affreschi della basilica, dipinge nella campagna circostante. Conosce il poeta Le Cardonnel, amico di Rimbaud e Verlaine, col quale traduce Orazio, scrive una raccolta di poesie erotiche. Il principe Massimo gli mette a disposizione a Roma un grande studio, che chiamerà la "gabbia d'oro". Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove riallaccia i rapporti con De Chirico e Savinio. La città lo conquista subito ed esercita un'influenza profonda sulla sua opera pittorica. Rimane lontano da ogni movimento d'avanguardia e assimila invece la moderna pittura francese - da Delacroix agli impressionisti - in modo personale, attraverso l'esperienza della metafisica. La sua esecuzione diviene via via più rapida, i colori vivi, chiari, risaltano su sfondi appena accennati. Il suo particolare neo impressionismo riscuote grande successo tra il pubblico francese: Quelques poissons, quelques fleurs lui suffisent puor dire avec une sorte d'ingenuité eblonie ou de désinvolture élegante, ironique, des choses juste, neuves, captivantes. (P. Fierens) Montale definisce il suo stile una "pittura a zampa di mosca". Nel 1928 espone nella capitale francese nella rassegna dedicata a "Les artistes italiens de Paris" e a Venezia nella sala ordinata da Paresce sulla scuola di Parigi. Il successo di critica e di mercato della sua opera non cesserà più. Nel 1931 è presente con cinque dipinti alla Quadriennale romana e l'anno seguente invia diciassette opere alla Biennale veneziana. Nel 1933 si trasferisce per qualche tempo a Londra, dove frequenta la National Gallery. Espone con successo a Londra, Roma, Parigi. Da tempo trascorre le sue estati in Cadore con la madre. Continua a scrivere saggi e pubblicare articoli su periodici come "Meridiano" e "Emporium". Nel 1938 frequenta a Parigi Umberto Saba. Nel 1939 torna definitivamente in Italia. Si sposta tra varie città (Vicenza, Bologna, Roma), per stabilirsi infine a Milano, in una camera dell'Hotel Vittoria, in cui riceve artisti e letterati. Nel 1942 è minacciato di confino come "perturbatore della morale". Si trasferisce a Venezia, dove compera il palazzetto San Bastian. La Biennale gli dedica nel 1948 una mostra personale. Negli ultimi anni è spesso ricoverato in cliniche per malattie mentali (Villa Fiorita a Brugherio, Villa Maggio in Valsassina, Bologna), ma continua a dipingere paesaggi e nature morte. Muore a Milano nel 1956, ospite nella casa del fratello Francesco.
immagine di Giorgio Bassani
Giorgio Bassani
Studente a Bologna Giorgio Bassani nasce a Bologna in viale XII Giugno, da una famiglia ebraica benestante. Pochi mesi dopo la nascita va a vivere a Ferrara, dove frequenta le scuole e si diploma con buoni voti al Liceo "Ariosto". Nel 1934 si iscrive a Lettere all'Università di Bologna. Grazie a Francesco Arcangeli inizia a frequentare le lezioni di storia dell'arte di Roberto Longhi, che si rivela un maestro fondamentale. Il rimando tra letteratura e arte sarà una costante della sue opere narrative. Attorno al maestro di Alba si forma, tra i colleghi universitari, un gruppo di amici accomunati da interessi letterari: oltre ai ferraresi Lanfranco Caretti e Franco Giovanelli, vi sono Francesco Arcangeli, Attilio Bertolucci e Antonio Rinaldi. Alcuni di essi sono ammessi alle famose "esercitazioni" - sedute di riconoscimento e attribuzione di dipinti e affreschi - svolte dal professore con pochi intimi, in parallelo alle lezioni. Assieme frequentano la bottega di Giuseppe Raimondi, in piazza Santo Stefano e lo studio di Giorgio Morandi in via Fondazza. Il costante confronto con questi protagonisti della vita culturale bolognese, lo aiutano a definire il suo stile e la sua poetica. Appare nel 1935 sul "Corriere padano" il suo primo racconto, III classe, sugli studenti pendolari tra Ferrara e Bologna. Il tema del viaggio in treno sarà un leitmotiv nella sua futura produzione letteraria. Altri temi sono legati all'immaginario pittorico: riproduzioni da De Pisis e Morandi ricorrono sulle copertine dei suoi libri. La mediazione artistica, assieme alla memoria, diviene una componente essenziale della sua visione della realtà. Le poesie del periodo universitario, basate sull'insistenza attorno a pochi elementi costanti, sono accostabili alle nature morte di Morandi. A Bologna conosce Carlo Ludovico Ragghianti, critico d'arte lucchese e esponente antifascista del Partito d'Azione, che lo avvia all'impegno politico nella Resistenza. Benché desideri laurearsi con Longhi, per motivi pratici preferisce fare una tesi su Niccolò Tommaseo con il prof. Calcaterra. Nel 1940 pubblica Una città di pianura, con lo pseudonimo di Giacomo Marchi. Ad Arcangeli confessa la sua fatica a trovare uno stile adatto a descrivere le persone intimamente. Vorrebbe farlo con pochi dialoghi, attraverso elementi razionali: luci, ombre, oggetti, silenzi ... A me piacerebbe di costruire partendo finalmente da una posizione completamente oggettiva; esser capace di costruire con freddezza, armoniosamente. Ah, poter scrivere un racconto ordinato e organizzato come un saggio critico. Vita e opere A Ferrara, durante la seconda guerra mondiale, Giorgio Bassani insegna italiano e storia agli studenti ebrei espulsi dopo le leggi razziali e svolge un'intensa attività politica clandestina come membro del Partito d'Azione. Nel 1943 è arrestato come antifascista. All'uscita dal carcere sposa Valeria Sinigallia e lascia la sua città, rifugiandosi a Firenze e poi a Roma. Nella capitale trascorre il resto della vita. Dopo la pubblicazione dei primi versi e racconti, è invitato a collaborare alla rivista letteraria "Botteghe Oscure". Nel 1953 esce La passeggiata prima di cena, nel 1955 Gli ultimi anni di Clelia Trotti. Nello stesso anno diventa redattore di "Paragone", la rivista di Anna Banti e del suo maestro Roberto Longhi. Ha qui occasione di frequentare e stringere una duratura amicizia con Pier Paolo Pasolini. Entrambi non si riconoscono nel neorealismo, non riconoscono la soggezione della letteratura alla politica. Democrazia nella cultura è per loro "accrescimento di conoscenza per il fine della libertà" (Siciliano). Nel 1955 entra in contatto con il gruppo della rivista "Officina", promossa dal poeta di Casarsa assieme ad altri amici bolognesi. Lo stesso anno fonda l'associazione "Italia Nostra". Nel 1956 pubblica Cinque storie ferraresi, con cui vince il Premio Strega. Inizia a scrivere sceneggiature di film per Mario Soldati, Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti, Luigi Zampa. Per dieci anni, dal 1957, insegna storia del teatro all'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico". Nel 1958 pubblica Gli occhiali d'oro. E' direttore editoriale alla Feltrinelli e in questa veste promuove capolavori sconosciuti quali Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e Il dottor Živago di Boris Pasternak. Lascia l'incarico nel 1963 per un dissidio con l'editore sulla pubblicazione del libro di Arbasino Fratelli d'Italia. Nel 1960 escono Una notte del '43 e Le storie ferraresi, suoi capolavori narrativi. Continua a collaborare a vari giornali e riviste e a scrivere sceneggiature. Nel 1962 ottiene il suo massimo successo editoriale con il romanzo Il giardino dei Finzi-Contini, in cui ricostruisce il mondo della ricca borghesia ebraica ferrarese durante il fascismo. Da esso è tratto un fortunato film diretto da Vittorio De Sica, che ottiene l'Oscar, ma è da lui sconfessato. Nel 1964 esce Dietro la porta. Diventa per un anno vicepresidente della RAI e presidente di Italia Nostra. Si allontana dal Partito Socialista per aderire ai repubblicani dell'amico La Malfa. Iniziano nel 1967 i suoi soggiorni estivi a Maratea, dove ambienta le poesie delle raccolte Epitaffio (1974) e In gran segreto (1978). Pubblica L'airone (1968), L'odore del fieno (1972), Dentro le mura (1973) e Il romanzo di Ferrara (1974). Nell'ultimo periodo della sua vita, dopo la separazione coniugale, convive con l'americana Portia Prebys. Muore a Roma nel 2000 a seguito una lunga malattia, che ne mina il fisico e la mente. È sepolto, per sua volontà, nel cimitero ebraico di Ferrara.
immagine di Henry James
Henry James
Ore bolognesi Henry James dedica a Bologna "tre buone giornate" del suo viaggio in Italia, nell'ottobre del 1869. Per lui è una città che "merita", così ricca "d'ogni sorta di doni", di "un'infinità di belle chiese e palazzi, a cominciare dalla "possente" piazza pubblica, nella quale il Medioevo e il Rinascimento si affacciano assieme. La presenza dei portici, che la rendono "oscura", suscita un paragone con la Parigi di rue de Rivoli. Come per molti altri turisti colti, anche per James il fulcro principale di interesse è la Pinacoteca, "organo" della Scuola bolognese di pittura: Guido, Domenichino, i Carracci ... Egli non manca tuttavia di sottolineare l'accademismo dell'ambiente artistico locale, che vive solo di regole e memorie. Lo spazio maggiore dei suoi ricordi è dedicato al fortuito incontro con due feste, svolte in contemporanea, "in un clima di reciproca diffidenza e disprezzo": la festa civile dello Statuto e quella religiosa degli Addobbi. E' dal combinarsi dei due eventi, dal mescolarsi di soldati a cavallo con preti e "verginali fanciulle", che scaturisce la scena movimentata e colorata, che lo impressiona, tanto da fargli dire: Fu quella la prima volta che una festa italiana offrì veramente al mio sguardo quel piacevole ardore e quei particolari romantici promessi dalle canzoni e dalla storia. Un tardo e un po' stanco romanticismo, sufficiente però a mettere in secondo piano, come una noiosa parentesi, la visita ai tesori della Pinacoteca. La vita in breve Nasce a New York nel 1843, nipote di un imprenditore irlandese, che ha fatto fortuna in America e figlio di un grande teologo e filosofo. Si iscrive senza successo ad Harvard, facoltà di legge. Un incidente, che gli procura una lesione alla schiena, gli risparmia l'arruolamento e la partecipazione alla guerra civile. La sua vita è dedicata alla letteratura e a continui viaggi e spostamenti tra gli Stati Uniti e l'Europa. Soggiorna per lunghi periodi in Francia, Inghilterra e Italia, facendo conoscenza con importanti scrittori e intellettuali, quali Maupassant, Daudet, Flaubert, Turghenev, Zola. Le opere teatrali non hanno fortuna. La sua scrittura introspettiva non si adatta alle scene. Gli sono più congeniali racconti e romanzi, alcuni dei quali - Daisy Miller, Ritratto di signora - sono veri capolavori. Compito dello scrittore è, per lui, offrire una visione soggettiva del mondo: da qui l'uso del monologo interiore e di vari tipi di narrazione psicologica, che anticipano il romanzo moderno. Dal 1876 si trasferisce definitivamente in Inghilterra. Non vorrà lasciare documentazione della sua vita privata e distruggerà le sue lettere. Uscirà però un epistolario, che descrive i suoi ultimi anni, in cui appare afflitto da acciacchi - come il Fuoco di Sant'Antonio - e dalla solitudine. Muore a Londra nel 1916.
immagine di Ebrei a Bologna
Ebrei a Bologna
Il Giorno della Memoria non è una commemorazione, ma un’occasione di  promozione culturale e didattica per le nuove generazioni, perché mai più si ripetano in Italia persecuzioni contro gli ebrei, come avvenne in passato e in particolare dopo le leggi razziali del 1938.
immagine di Bologna nella guerra 1943-1945
Bologna nella guerra 1943-1945
Bologna è stata una delle città europee che hanno maggiormente sofferto gli effetti dell'occupazione e della repressione nazifascista, come dei bombardamenti aerei, delle privazioni e della fame legate alla guerra. Per parecchi mesi il fronte della linea Gotica ha stazionato a pochi chilometri dall'abitato: enorme fu allora il timore che la città fosse coinvolta in nuovi bombardamenti e combattimenti casa per casa. Intanto, dopo la battaglia di Porta Lame, si acuì la repressione antipartigiana, si consumarono eccidi nascosti: a Sabbiuno, a San Ruffillo ...
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Augusto Majani Nasica
Augusto Majani (1867-1959) fu pittore, disegnatore, cartellonista, illustratore, umorista tra i più apprezzati della Belle Epoque. Fu inoltre per trent'anni professore dell'Accademia di Belle Arti, dove ebbe come allievi Giorgio Morandi e Bruno Saetti.
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I cinema ritrovati
È arrivato il momento che tutti i cinefili aspettano con trepidazione: Il Cinema Ritrovato, festival quasi trentennale in programma a Bologna dal 28 giugno al 5 luglio. Come sempre, la Cineteca ha fatto le cose in grande: dal 25 al 28 giugno si è tenuto un convegno internazionale su Charlie Chaplin e, a seguire, ha inaugurato il festival vero e proprio, con un ricco programma consultabile qui e richiedibile anche in Salaborsa, all'infopoint della rassegna allestito all'ingresso fino al 4 luglio.
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Francesco Mattioli
Nasce il 28 maggio 1973 a Bologna. Frequentato La Nuova Scuola Eloisa, dove poi insegna. Fa il suo esordio nel 1997 con la miniserie scritta con Otto Gabos San Pietro edita da Phoenix. Realizza in seguito per la Black Velvet un episodio di Frontiera. Nel 2003 esce per la Mondadori La Furia di Eymerich con la sceneggiatura di Valerio Evangelisti, rieditato nel 2007. Nel 2008 pubblica per Tunue edizioni insiema a Luana Vergari con la prefazione di Valerio Evangelisti il Graphic novel A volto coperto. Attualmente collabora per la rivista "Carmilla" e, con il fratello Emiliano, ha dato vita al Mirabolante Almanacco dei fratelli Mattioli, pubblicato dalla Black Velvet Editrice. È anche illustratore e realizzatore di videogiochi. Sito ufficiale Fratelli Mattioli http://www.fratellimattioli.it   Giochi da tavolo e di ruolo Micro Mutants: Evolution di Francesco Nepitello e Marco Maggi (Nexus 2007) Rattle Snake di Roberto Di Meglio (Nexus 2007) Micro Monsters di Francesco Nepitello e Marco Maggi (Ares Games 2012) Sails of Glory di Andrea Mainini e Andrea Angiolino (Ares Games 2014) disegni aggiuntivi per La Battaglia dei Cinque Eserciti di Roberto Di Meglio, Marco Maggi e Francesco Nepitello (Ares Games 2014) Dino Race di Roberto Grasso (Ares Games 2014) mappa The World of Magnamund in collaborazione con Joe Dever, Vincent Lazzari e Florent Haro (Mantikore Verlag 2013 Cubicle 7 di prossima pubblicazione) mappe The Maps of Magnamund Collection (set I-IV) in collaborazione con Joe Dever, Vincent Lazzari e Florent Haro (Cubicle 7, di prossima pubblicazione). Nell'ottobre del 2017 partecipa nuovamente alla rassegna Disognando dedicata dalla biblioteca Sala borsa, al fumetto e alle arti correlate, presentando insieme a Mauro Corradini un nuovo capitolo del videogioco Lupo Solitario. http://www.fratellimattioli.it/    
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Palazzo Bolognini-Isolani
  • @ via Santo Stefano, 16, Bologna
Fu costruito tra il 1451 e il 1455 da Pagno di Lapo Portigiani per la famiglia senatoria dei Bolognini, mercanti di seta. Le cinquanta nicchie sotto il cornicione della facciata contengono teste e vasi di cotto. Negli archi delle finestre vi sono busti di maggiore dimensione. I capitelli del portico sono in marmo e riccamente decorati. Il palazzo ospitò papa Giulio II. Fu acquistato nell'800 dai conti Isolani, che ne curarono il restauro. > Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, p. 167
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Case Beccadelli e Bovi
  • @ via Santo Stefano, 15, Bologna
Complesso di case risalenti ai secoli XIII-XIV, appartenute alle famiglie Beccadelli e poi Bovi. Si tratta probabilmente del primo insediamento medievale del rione. Offrono esempi di stile gotico originale, ben conservato. Sulla facciata della casa al civico 17 si nota il monogramma di San Bernardino da Siena, famoso predicatore domenicano (IHS Iesus Hominum Salvator). Nell'800 l'immobile ospitava l'Albergo La Pace e nel '900 lo studio fotografico Villani. Il complesso fu restaurato nel 1904 da Alfonso Rubbiani per conto del Comitato per Bologna Storica e Artistica. > Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, pp. 166-167
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Portico della Morte
  • @ via Musei, 8, Bologna
Il portico della Morte prende il nome dal vicino Ospedale, ora sede del Museo civico archeologico. I membri della Compagnia della Morte si prendevano cura dei malati gravi e incurabili ed erano anche i “confortatori” dei condannati a morte. Dal 1931 ha sede sotto il portico della Morte la libreria Nanni, frequentata anche dal giovane Pier Paolo Pasolini. Qui già dal 1825 c’era una libreria antiquaria e nel XVIII secolo era attiva la stamperia della Colomba. > Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, p. 67