bologna online

Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.

Dalla Cronologia

Accadde oggi, 29 ottobre.

immagine di Mussolini a Bologna
29 ottobre 1923
Mussolini a Bologna
Benito Mussolini è in città nella mattinata del 29 ottobre, nell'ambito delle celebrazioni del primo anniversario della Marcia su Roma. E' accolto alla stazione da numerose schiere di Fasci e Sindacati. Poi il corteo delle auto si avvia verso il centro, tra le squadre allineate in via Indipendenza, via Rizzoli e via Zamboni. Vestito in borghese, con la bombetta in testa e l'impermeabile sulla camicia nera, il duce si alza più volte per salutare la folla esultante, stando in piedi sull'auto decappottabile guidata personalmente da Leandro Arpinati, capo dei fascisti bolognesi. Prima di recarsi al Teatro Comunale, dove sarà accolto dalle autorità cittadine e ascolterà il discorso del sottosegretario Acerbo, Mussolini si reca a San Ruffillo per scoprire una lapide in onore Oscar Paoletti e Giancarlo Nannini, due giovani "martiri" fascisti, caduti nei giorni della Marcia su Roma. Nel pomeriggio il Duce visita l'Istituto Ortopedico Rizzoli, ricevuto dal Presidente prof. Giovanni Pini e dal prof. Vittorio Putti, responsabile medico. Qui si intrattiene soprattutto con i numerosi mutilati ricoverati. In occasione della visita, un muratore disoccupato, Marino Tiraboschi, gli dedica questa poesia: O gran Benito che la nostra bella Itagliahai salvato da un grande fallimentonessuno certamente al mondo si sbagliase al cuore ti innalza un monumento. Tu hai disperso tutta la canagliadei lennini che avevvano la bandiera rossa al vento:che hanno mangiato persino la fratagliadei bovi e delle vacche in un momento. Splende di nuovo d'Itaglia la stellaperché con coraggio e fede che mancavaha giuntato dell'oglio alla fiammellacosì la patria nostra si salvava. Sia gloria a te che hai fatto l'Itaglia belladandogli il posto che in Europa ci aspettava.
immagine di Il Circolo Ippico Bolognese
29 ottobre 1939
Il Circolo Ippico Bolognese
“Era un alto e lungo capannone di sezione semicircolare e di colore prevalentemente nero, dove i figli di papà della Bologna bene, in compagnia di membri della GIL, venivano agghindati da cavallerizzi, a praticare lo sport equestre o, come dicevamo noi, a darsi all’ippica”. (F. Prestopino)  In via Siepelunga, all'angolo con via Santa Barbara, dove prima sorgeva una villa con parco e scuderia denominata “La Pasquina”, è inaugurato, in occasione dell’anniversario di fondazione della GIL, il Circolo ippico della Società Bolognese di Equitazione (SAISEB). Chiamato anche “il Maneggio”, è una sorta di grande hangar per dirigibili in cemento armato, lungo cinquanta metri e largo trenta, che consente l'attività ippica al coperto. Il progetto di Piero Bottoni (1903-1973) e Mario Alberto Pucci (1902-1979) è considerato un esempio eccezionale di architettura razionalista. Purtroppo l'ardita struttura, utilizzata durante la guerra anche come posto di pronto soccorso, sarà distrutta dai bombardamenti alleati negli ultimi mesi del 1944 e non più ricostruita. Bottoni non avrà miglior fortuna a Bologna come urbanista. Autore di numerosi progetti negli anni Trenta, da quello per la sistemazione della Fiera a quello per via Roma, fino al Piano regolatore del 1938, non vedrà realizzato nulla, anche per l'arditezza delle soluzioni proposte. La direzione dei lavori del Centro Ippico è stata curata dall'ing. Mario Agnoli. Si è trattato del suo ultimo incarico professionale prima della partenza come militare volontario per la Grecia. Al suo rientro, nel settembre 1943, sarà nominato prima Commissario Prefettizio e poi Podestà di Bologna fino alla Liberazione.
immagine di L'Ufficio Notizie per le famiglie dei militari al fronte
29 ottobre 1915
L'Ufficio Notizie per le famiglie dei militari al fronte
L'Ufficio per Notizie alle famiglie dei militari di Terra e di Mare è eretto in Ente Giuridico con Decreto Prefettizio del 29 ottobre 1915.  E' una iniziativa benemerita, originata in Francia e promossa per la prima volta in Italia da alcune donne bolognesi, tra le quali la contessa Lina Bianconcini Cavazza (1862-1942), che ricoprirà il ruolo di presidente generale. Il servizio, sostenuto dal Comune, dalla Camera di Commercio e dalla Cassa di Risparmio, ha il compito di "rendere meno ingombranti i rapporti epistolari fra le famiglie e i richiamati, di trasmettere le notizie tanto desiderate ai partenti e a quelli che restano, e di dare tutte le altre indicazioni, che possono servire a rendere meno assillante lo stato d'animo dei famigliari in confronto ai combattenti lontani". La sede centrale sarà nel Palazzo delle Poste di Bologna, con sezioni in tutte le città italiane capoluogo di Distretto militare.  Nel corso del conflitto mondiale, servendosi dell'opera di 350 volontari, l’Ufficio Notizie compilerà un enorme archivio con milioni di voci, comprese circa 14.000 schede relative ai caduti e ai dispersi provenienti dai comuni della provincia di Bologna (2.310 saranno i caduti e 203 i dispersi dalla città). Il materiale raccolto sarà poi pubblicato nel 1927. La Sezione del VI Corpo d’Armata opererà in Piazza Calderini 4 sotto la presidenza di Vittoria Garabelli. Avrà il compito di “raccogliere e comunicare alle famiglie le notizie dei militari ammalati, feriti, morti, dispersi o prigionieri” del Distretto di Bologna.  Comunicherà, inoltre, in tutta Italia notizie sui militari ricoverati negli ospedali bolognesi e si occuperà, per mezzo di “dame visitatrici”, dell’assistenza morale ai militari degenti. Durante la guerra Bologna ospiterà anche l'Ufficio di concentrazione militare, dipendente dal Comando supremo, che attuerà la censura sulla corrispondenza e smisterà i pacchi per i soldati al fronte.
immagine di Nino Bertocchi e i pittori di Monzuno
29 ottobre 1956
Nino Bertocchi e i pittori di Monzuno
Nel cimitero di Monzuno è inaugurata la tomba monumentale di Nino Bertocchi (1900-1956), scomparso il 23 giugno, opera dell'arch. Melchiorre Bega (1898-1976). La sovrasta una Deposizione dell'amico Giacomo Manzù (1908-1991), che sarà purtroppo trafugata alcuni anni più tardi. Bertocchi è stato pittore, insegnante dell'Accademia di Bologna, autorevole e temuto critico d'arte. Nell'autunno del 1946 ha organizzato in Palazzo Re Enzo un'importante mostra antologica di Luigi Bertelli (1858-1920), contribuendo a rivalutarne la fortuna critica. Nel 1943, durante la guerra, assieme alle sorelle Colliva, Renata, sua moglie, e Lea (1901-1975), anch'essa apprezzata pittrice e insegnante d'arte, è sfollato nella Villa dell'Ospitale, un antico ostello per pellegrini a circa un chilometro da Monzuno. Nel dopoguerra la villa ha continuato ad essere luogo estivo di lavoro per entrambi i pittori. Anche dopo la morte di Nino, Monzuno sarà meta di numerosi artisti: tra i più noti Nino Corrado Corazza (1897-1975), Giacomo Manzù, Ferruccio Giacomelli (1897-1987), Ilario Rossi (1911-1994), Mario Nanni (1922-2019), Mario Giovannetti (1932- ), Giuseppe Gagliardi (1902-2005).
immagine di Mostra a cielo aperto di Roger Olmos
1 aprile 2017
Mostra a cielo aperto di Roger Olmos
Logos Edizioni e Cheap Street Poster Art organizzano in via dell'Abbadia una mostra a cielo aperto di illustrazioni del disegnatore catalano Roger Olmos (1975- ). I disegni sono tratti dal libro Amigos, una storia ambientata in un mondo di sogno, che parla di rispetto e coesistenza pacifica tra uomini e animali. L'autore, segnalatosi già nel 1999 alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna e, in seguito, vincitore di numerosi premi internazionali, porta avanti qui la sua battaglia per la scelta vegana, iniziata nelle opere precedenti. Anche nel 2016 Olmos è stato protagonista, assieme all'artista cileno Claudio Romo, di una mostra speciale di Cheap Poster Art in via Indipendenza.
immagine di Il percorso sotterraneo dell'Aposa
settembre 2000
Il percorso sotterraneo dell'Aposa
E' inaugurato il percorso sotterraneo del torrente Aposa, aperto ai visitatori grazie all'impegno della Fondazione del Monte, che ha finanziato la sistemazione delle scale di accesso in piazza Minghetti e piazza San Martino. L'itinerario, di circa un chilometro, attraversa il centro storico all'altezza delle Due Torri. Tra le opere visibili vi sono un antico ponte romano e i resti della prima cerchia di mura di selenite. Lungo il cammino si incontrano inoltre numerosi archi di sostegno risalenti al periodo medievale e i condotti di chiaviche e canalette laterali, che facevano parte del sistema idraulico e fognario della città.
immagine di Le casseforti Toldi
1839
Le casseforti Toldi
Dopo aver rilevato una bottega di chincaglieria in via Spaderie, Vincenzo Toldi inizia la produzione di casseforti. Rilevate in seguito dai figli, le Officine Toldi fabbricheranno sistemi di sicurezza per banche, assicurazioni, uffici doganali. Nel 1886 la sede produttiva si trasferirà in via Mascarella, mantenendo quella centrale come magazzino. A fine secolo la ditta arriverà ad impiegare una sessantina fra impiegati e operai.
immagine di Chiude la libreria Veronese
1 agosto 2012
Chiude la libreria Veronese
  • @ Via de' Foscherari, 19, 40124 Bologna BO
Chiude la libreria Veronese, uno dei fiori all'occhiello del Quadrilatero, il vecchio cuore commerciale cittadino alle spalle di piazza Maggiore. Era la più antica libreria antiquaria di Bologna, avviata da Francesco Veronese nel 1888, in occasione dell'VIII Centenario dell'Università. Dapprima ambulante, dal 1918 si era stabilita nei locali di via Foscherari. Era specializzata nella vendita di libri rari e di pregio e di stampe antiche.
immagine di Quartiere Ina Casa Cavedone
Quartiere Ina Casa Cavedone
  • @ Ina Casa Cavedone
Tra il 1957 e il 1960 furono costruiti 7 dei 19 edifici previsti nel progetto del gruppo di architetti composto da Leonardo Benevolo, Calzolari, Carini, Danielli, Gorio e Vittorini. L'uso dei materiali della tradizione bolognese e il disegno dell'antica casa a corte viene re-interpretato e coniugato con innovativi elementi architettonici, come lo svuotamento degli angoli interni della corte, dove lo spazio comunitario è raccolto e diviene un interessante esempio di ricerca neorealista.
immagine di Torre degli Asinelli
Torre degli Asinelli
  • @ degli Asinelli
Innalzata forse alla fine del XI secolo e portata all'altezza attuale nel XII secolo, è la torre più alta della città (m. 97); nel XIII secolo appartenne alla famiglia Asinelli. La rocchetta che ne circonda la base venne costruita nel 1488 per ospitarvi i soldati di guardia; fu in seguito occupata da botteghe di battirame. Sul lato di ponente c'è un bassorilievo in arenaria con San Michele Arcangelo di G. B. Gnudi (1727).
immagine di Palazzo Malvasia
Palazzo Malvasia
  • @ Malvasia
In origine dei Fantuzzi, passò poi nel 1535 ai Malvasia che costruirono la facciata, nei modi del Formigine, rispettando il portico quattrocentesco. L'elegante scala tortile fu realizzata da Gian Carlo Sicinio Bibiena (1750 c.) e decorata con statue in stucco di Sisifo e Minerva eseguite da Filippo Scandellari.
immagine di Basilica di San Petronio
Basilica di San Petronio
  • @ Basilica di San Petronio
Costruita per volontà comunale a partire dal 1390, su disegno di Antonio di Vincenzo. Il portale centrale è opera di Jacopo della Quercia (1425-38); le lunette di quelle laterali sono di A. Lombardi (Resurrezione, 1525) e di A. Aspertini (Cristo deposto, 1526). Nell'interno si conservano dipinti di Giovanni da Modena (1410-15), L. Costa (1492), A. Aspertini (1519), Parmigianino (1529), L. Pasinelli (1672-86), V. M. Bigari (1736-52), G. Gandolfi (1779). Sul pavimento si trova una grande meridiana tracciata da Gian Domenico Cassini nel 1655.
immagine di Osteria dei Poeti
Osteria dei Poeti
  • @ via de' Poeti, 1/b
Prendemmo l'abitudine di incontrarci tutti i giorni nella saletta interna della buia osteria bolognese un tempo frequentata dal Carducci, che come si sa era proclive al bere, un luogo dove Spatola, come un principe del Rinascimento teneva corte, ricevendo benevolmente i giovani poeti che venivano a fargli omaggio e tra loro ricordo Patrizia Vicinelli, Gregorio Scalise, e, perché no?, Francesco Guccini che, a suon di chitarra, ci deliziava con le sue prime canzoni. (G. Celli)
immagine di Casa - Via Battisti
Casa - Via Battisti
  • @ via Cesare Battisti, 10
Io frequentavo spesso la bella casa dei Jahier, in via Cesare Battisti, 10. Lo scrittore, che di fronte al fascismo aveva scelto il silenzio e il sorriso, modificava periodicamente la disposizione dei quadri alle pareti delle sue stanze, dove spiccavano i disegni e i dipinti “dedicati” di Ardengo Soffici e di altri noti pittori fiorentini.(R. Renzi)
immagine di Società del Casino
Società del Casino
  • @ via Santo Stefano, 9
Questo affannoso e travagliato sonno Che noi vita nomiam, come sopporti, Pepoli mio? di che speranze il core Vai sostentando? in che pensieri, in quanto O gioconde o moleste opre dispensi L'ozio che ti lasciàr gli avi remoti, Grave retaggio e faticoso? È tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell'oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all'intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar... (G. Leopardi, Al Conte Carlo Pepoli)
immagine di Agamennone Zappoli
Agamennone Zappoli
Nasce il 5 aprile 1810 da Settimio Zappoli a Marianna Fabri. Mentre è impegnato negli studi di giurisprudenza, scoppia la rivoluzione del 1831, alla quale prende "parte attivissima", arringando i cittadini in teatro e nelle piazze. Fa pratica nello studio dell'avvocato Giuseppe Galletti, ma dopo il tirocinio gli sono impediti gli esami di libero esercizio: Il libro dei compromessi politici afferma che egli "si è mostrato attaccatissimo sia in fatti che in parole al Governo liberale". La sua carriera è troncata in partenza. E' costretto quindi a cercare una nuova fonte di sussistenza. Avendo una speciale inclinazione per l'arte drammatica - ha fatto parte, assieme ad Augusto Aglebert, della Accademia dei Concordi, la migliore società di attori dilettanti a Bologna - pubblica nel 1832 un ambizioso e molto apprezzato Saggio sull'arte del recitare, in 18 capitoli, che tratta ogni aspetto del lavoro per il teatro. Nel 1833 è redattore del periodico "Annali Teatrali", che esce ogni sabato in otto pagine e si occupa di cronaca teatrale, avendo però come riferimento soprattutto il teatro Contavalli. Insegue una condizione più stabile e quindi, nel 1835, si impiega come poeta in una compagnia comica. Nei teatri arringa la folla, avvolto in un drappo tricolore. Gli viene negato l'ingresso a Padova, in territorio occupato dagli Austriaci. Si aggrega allora, nel 1836, alla Società Drammatica Trenti, diretta a Roma, ma nella capitale pontificia infuria il colera, i teatri vengono chiusi e sono proibiti i pubblici divertimenti. Torna quindi a Bologna, ma la polizia perquisisce la sua casa ed è rigidamente sorvegliato per aver scritto un'opera, dal titolo Scene storiche di Bologna, "tutta piena di sentimenti patriottici e di parole severe contro la Corte di Roma". Il pericolo che incombe su di sé e la sua famiglia lo induce nel 1842 a espatriare e a prendere domicilio in Toscana. Qui stringe buone relazioni con gli uomini di lettere e compone il suo primo lavoro drammatico, Dante, messo poi in scena con successo. Incoraggiato da questo tentativo, pubblica vari drammi ispirati alla storia bolognese, quali Il Bentivoglio e Virginia Galluzzi, le commedie di invenzione La Gratitudine, Episodio delle guerre di Fiandra, I Poveri e i Ricchi, la tragedia Ottone, il dramma Salvator Rosa. Pur non essendo capolavori assoluti di letteratura, questi lavori saranno a lungo applauditi e ripetuti sulle scene di varie città italiane. Rimane a Firenze fino al 1845, trascorrendo alcuni anni tranquilli, dedicati allo studio e alla pace domestica. I moti in Romagna, però, riaccendono in lui la fiamma dell'amor patrio. Viene imprigionato, processato e condannato all'esilio. Va in Corsica, poi in Francia, a Marsiglia, dove tenta di sopravvivere insegnando la lingua italiana. Nel 1846 l'amnistia di Pio IX gli consente di tornare ancora una volta a Bologna, accolto "con vive dimostrazioni di giubilo, di stima e di affetto". Trova impiego come distributore presso la biblioteca dell'Archiginnasio e diviene quindi Revisore Teatrale. Nell'agosto del 1848 partecipa alla resistenza della città contro gli Austriaci. Fa affiggere un proclama che riconosce il ruolo della "plebe generosa" nella battaglia della Montagnola e chiede ai ricchi una "distribuzione di denaro" per chi ha salvato i loro palazzi "dal sacco e dagl'incendi" a prezzo del proprio sangue. Dall'episodio dell'8 Agosto trae un dramma dal titolo La Memorabile Vittoria dell'8 agosto 1848 nella Montagnola, ovvero il Trionfo del Popolo Bolognese contro i barbari tedeschi, che potrebbe a "ragione chiamarsi improvvisato perché scritto nello spazio di 24 ore". La commedia, che riporta fedelmente gli avvenimenti, è messa in scena il 28 agosto all'Arena del Sole dalla Drammatica Compagnia Etrusca. Dal 25 novembre 1848 esce per pochi numeri il giornale politico "La Costituente" da lui redatto, che auspica la convocazione nella capitale di un'assemblea destinata a formulare e approvare una nuova costituzione liberale.Viene eletto Presidente del Circolo Popolare e in questa veste si prodiga a frenare i disordini della plebe bolognese, esponendosi personalmente. Col ritorno degli Austriaci è di nuovo imprigionato, ma liberato poco dopo, per essere di nuovo arrestato il 15 febbraio 1850 per ordine di mons. Bedini, Commissario Straordinario delle Quattro Legazioni. È carcerato nella rocca di Imola e quindi a San Leo. Dopo un ulteriore trasferimento a Rimini è avviato il processo a suo carico, che termina con una condanna a 20 anni da scontarsi nella fortezza di Ancona. Per motivi di salute la pena è commutata in 20 anni di esilio. Raggiunge quindi il Piemonte, dove per breve tempo spera di riprendersi. Ma ormai la sua salute è compromessa e muore a Nervi il 22 gennaio 1853. Poco prima di morire detta il suo epitaffio funebre: Copre questa pietra Agamennone Zappoli bolognese - dottore in ambo le leggi - non seppe che fosse odio - non fece male ad alcuno - amò l'Italia sovra a tutto - e per tutta la vita tutto per essa sacrificò - giacque vittima - della clericale romana vendetta.
immagine di Bologna stazione centrale
Bologna stazione centrale
L’attuale fabbricato della stazione centrale di Bologna fu inaugurato nel lontano 1876, opera in stile neo-rinascimentale dell’ingegnere milanese Gaetano Ratti. A quel tempo Bologna era ormai il nodo ferroviario più importante d’Italia: diverse linee congiungevano le regioni del nord ed era già in funzione la ferrovia Porrettana, opera ardita dell’ingegnere francese Jean Louis Protche, che raggiungeva la Toscana attraverso gli Appennini.
immagine di Basket City
Basket City
C’è una cosa sola che spezza in due Bologna come il derby del basket: la via Emilia. Una linea retta che taglia in due la città in modo netto, come un’arancia.
immagine di Belle Époque
Belle Époque
Gli anni a cavallo tra Otto e Novecento costituiscono un periodo di grandi trasformazioni per Bologna: con l'abbattimento delle mura e la costruzione della centralissima via Rizzoli si comincia a realizzare il Piano Regolatore del 1889; si edificano nuovi quartieri periferici, si introducono moderni servizi quali i tram, l'acqua potabile nelle case, la luce elettrica ...
immagine di Le Caserme Rosse
Le Caserme Rosse
Il lager di transito e smistamento delle Caserme Rosse entrò in funzione il 7 ottobre 1943. Era un complesso di bassi edifici in aperta campagna, nella periferia di Corticella, utilizzati come scuola per ufficiali della Sanità. Tra i primi ad esservi raccolti furono i carabinieri di stanza a Roma, che il 25 luglio 1943 avevano arrestato Mussolini per ordine del re.
immagine di Alessandro Poli
Alessandro Poli
Nasce a Bologna nel 1965, dove a tutt’oggi vive, lavorando, ormai da anni, nell’ambito pubblicitario in veste di visualizer di story board per diverse agenzie. I suoi studi di grafica pubblicitaria lo hanno portato verso questo mestiere, ma la passione per il fumetto lo spinge a coltivare l’arte della narrazione per immagini, ampliando la sua esperienza acquisita attraverso gli story board. Dopo aver pubblicato alcuni disegni sul catalogo della manifestazione Falconara Comics, viene notato da Mauro Marcheselli, curatore di Dylan Dog, che lo inserisce nello staff dell’Indagatore dell’Incubo. Mentre realizza il suo primo albo, nel 2004 gli viene affidata l’opportunità di aiutare a definire graficamente Demian, il personaggio creato da Pasquale Ruju che esordisce in edicola nel 2006, di cui diventa il copertinista, curando il prologo e l’epilogo della serie. Anche la successiva opera di Ruju, Cassidy, in edicola dal 2010, lo vede realizzare gli studi del personaggio e le sue copertine. L’ultima realizzazione grafica dell’autore riguarda un personaggio creato da Bruno Enna per la Sergio Bonelli Editore di nome Saguaro. Uscita prevista fine maggio 2012. Attualmente continua a collaborare per la Sergio Bonelli Editore nello staf di Tex. Nel 2016 la nuova veste editoriale di Dylan Dog con la direzione di Barbara Baraldi esce nella collana  Dylan Dog – I colori della paura con una storia breve Il bottone di madreperla impreziosita dalla copertina inedita di Alessandro Poli. L’autore vive a Bologna.   https://www.cristinaportolano.com/intervista-al-disegnatore-bolognese-alessandro-poli/        
immagine di Francesco Guerrini
Francesco Guerrini
Nasce il 2 aprile 1958 a Bologna, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Lavora per qualche anno in uno studio grafico e nel settore pubblicitario, finché non diventa allievo di Giovanbattista Carpi. Nel 1990 disegna la sua prima storia Disney con protagonista Paperino, Paperino ed il minerale venuto da lontano, sceneggiatura di Carlo Panaro, che verrà poi pubblicata su “Topolino”. Realizza anche le illustrazioni per le favole dell'amico mons. Giovanni Catti, che compongono il libro Borgo Favola. Orso grigio racconta, EDB, Bologna 1994. Sotto la supervisione di Ezio Sisto e Simone Stenti, realizza quattro storie di PKNA-Paperinik new adventures, con le sceneggiature di Artibani & Stenti, Cordara e Faraci. Collabora come insegnante al Corso di fumetto realizzato dall’ “Associazione Giardini Margherita” e partecipa a numerosi incontri realizzati nelle scuole elementari. Nel 2005 riceve a Rapallo il The Scrooge McDuck Goose Egg Nugget Award. Sempre nel 2005, a “Lucca Comics & Games”, è tra i disegnatori della storia Ciccio e il compleanno sottosopra di Radice-Savini-Vitaliano, riconosciuta come "The world’s longest continuous cartoon strip" dal "Guinness dei Primati". Nel 2009, per le Edizioni Paoline disegna le strisce a fumetti di “Kino il Talpino”, sulla testata del Giornalino. Nel 2012 interviene graficamente insieme ad altri disegnatori nella storia di "Topolino" Dracula, di Bram Topker, pubblicato in due puntate con la sceneggiatura di Bruno Enna. Nel 2015 realizza il character design dei personaggi della collana Jurassic World-Alla scoperta dei dinosauri, un progetto diretto da Marco Tamagnini, che ha per protagonista l'archeologo avventuriero Dr. Steve Hunter. Nello stesso anno collabora con suoi disegni alla storia poetica Zio Paperone e il vecchio debito, scritta da Alessandro Mainardi. Continua la sua attività didattica rivolta alle scuole primarie e secondarie dell’hinterland bolognese e non solo. Ha collaborato con l’ass. Arcipelago di Napoli sui progetti sociali con un fumetto a tema del recupero scolastico e con vari work-shop per le manifestazioni di “Un Paese Incantato” a Campodimele (LT). E’ stato Character Designer anche per lo Studio RAM di Bologna. Recentemente partecipa a diverse fiere del fumetto tra cui quella di Brescia e di Forlì nel 2023 di cui è stato l’ospite principale. Ha inoltre partecipato alla fiera Collezionando di Lucca alla due giorni a marzo 2024  Vive e lavora a Bologna.
immagine di Lo Sconosciuto
Lo Sconosciuto
Creato da Magnus nel 1975 e pubblicato prima per le Edizioni del Vascello e dal 1982 sulle pagine di “Orient Express” dell’editore e autore bolognese Luigi Bernardi, Lo Sconosciuto è un ex ufficiale della Legione straniera dal passato misterioso, vissuto tra l’Indocina e l’Algeria, partecipando a guerre e guerriglie di ogni tipo che lo segneranno per sempre e lo spingeranno a fuggire, da una parte all’altra del mondo, per trovare un luogo dove riposare e non commettere più errori.
immagine di Link Project
Link Project
  • @ via Fioravanti, 14, Bologna
Il Link è stato un centro sociale, un laboratorio musicale e multimediale, il locale alternativo più famoso di Bologna e molto più di questo. Il progetto è durato dal 1994 al 2001 nella vecchia fabbrica di via Fioravanti ed è rinato in seguito come Link Associated all'interno del CAAB a Santa Caterina di Quarto, fuori porta San Donato. Le quattro sale della struttura erano dedicate alla programmazione musicale dance, a concerti, live act, performance teatrali, proiezioni e installazioni audiovisive. Nelle piste da ballo erano proposti generi musicali diversi, "a velocità variabile": dall' R&B al drum 'n' bass, dalla techno alla house. Fonte: vari siti Internet per sapere di più ...  > Link project, Netmage. Piccola enciclopedia dell'immaginario tecnologico. Media, arte, comunicazione, Milano, Oscar Mondadori, 2000
immagine di Flavio Delbono
Flavio Delbono
Flavio Delbono è nato a Sabbioneta (Mantova) nel 1959. Il padre Aldo è vigile urbano e prima fabbro e sindacalista della CISL, la madre Luigia è ricamatrice.Dopo il liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio a Parma, dove si laurea nel 1982.
immagine di Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre 1943. Si è laureata in Scienze Politiche all'Università La Sapienza e dal 1972 è entrata nell'amministrazione del ministero dell'Interno.
immagine di Walter Vitali
Walter Vitali
Walter Vitali è nato a Minerbio, in provincia di Bologna, il 30 settembre 1952. È  laureato in Filosofia all'Università di Bologna con una tesi sull'organizzazione delle federazioni di Bologna e Imola del PCI dal 1945 al 1986.
immagine di Matteo Lepore
Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980. Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna. Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.