La cella di Galvani nella chiesa del Corpus Domini
Il 4 dicembre, nel 75° anniversario della morte, è inaugurato, nella chiesa del Corpus Domini, il sarcofago che raccoglie le spoglie mortali dello scienziato Luigi Galvani (1734-1798) e della moglie Lucia Galeazzi (1743-1790).
Esso viene sistemato in una apposita cella, decretata dal Municipio e ricavata nella seconda cappella della chiesa.
I resti dei coniugi Galvani, già sepolti in uno dei chiostri del monastero, sono stati esaminati nel gennaio 1873 dall'illustre chirurgo Francesco Rizzoli. Erano dentro due casse sovrapposte e le ossa risultavano “confusamente accumulate” sul fondo della cassa inferiore. Perciò si è deciso di lasciarle insieme.
La cella è stata decorata dal pittore Luigi Samoggia (1811-1904), artista insigne, considerato "il più eccellente decoratore della città". I suoi chiaroscuri a tempera vengono spesso scambiati per autentici bassorilievi.
Tra le sue opere principali a Bologna vi sono le decorazioni della Sala della Provincia in Palazzo d'Accursio - quella con il quadro di Irnerio dipinto da Luigi Serra (1846-1888) - e le decorazioni in molte chiese: San Giuliano, S.M della Carità, SS. Giuseppe e Ignazio, San Salvatore, San Giorgio e altre.
Ha dipinto inoltre alcune sale di Palazzo Pizzardi, che ospitano gli uffici dell’amministrazione ferroviaria, e la sala del Liceo musicale "G. Rossini". Nella sua carrierà collaborerà con i migliori pittori di figura, quali Alessandro Guardassoni (1819-1888) e Luigi Busi (1837-1884).
- Cella Galvani
- via Tagliapietre (BO)
- Francesco Bagnoli, Guida illustrata di Bologna, con 105 fotoincisioni nel testo, 2. ed., Bologna, G. e E. Zeboli, stampa 1933, pp. 84-85
- Ugo Flandoli, Una donna italiana del XVIII secolo, in: "L'Arcadia", 3 (1891), pp. 716-722
- Augusto Romagnoli (A.C.R.), La storia delle arti del disegno, studiata nei monumenti che si conservano in Bologna e nei suburbi. Nuova guida artistica, Bologna, Tip. Gamberini e Parmeggiani, 1888, p. 128 (L. Samoggia)
- Antonio Zanolini, Biografia di Gioachino Rossini, in Bologna, presso Nicola Zanichelli, 1875 , p. 165