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Dalla Cronologia
Accadde oggi, 20 settembre.

Il monumento al Popolano in piazza dell'VIII Agosto
Il 20 settembre, anniversario della presa di Porta Pia, è inaugurato alla Montagnola il monumento che ricorda i caduti della “gloriosa giornata” dell'8 agosto 1848.
Per la sua realizzazione, nel 1895 fu costituito un apposito Comitato, che indisse un primo concorso, vinto da Carlo Monari (1831-1918).
Il suo progetto - un obelisco, avente alla base un leone ferito - fu tuttavia respinto dal consiglio comunale, perché ricordava più una sconfitta che una vittoria.
Anche il luogo del monumento fu motivo di lunghe discussioni e addirittura del primo referendum popolare nella storia della città. Venne infine scelto lo spazio antistante il giardino dalla piazza del mercato.
Qui nel 1757 il senatore Filippo Aldrovandi aveva fatto mettere sette grandi sedili di pietra, chiamati il canapé, che potevano accogliere quasi duecento persone. L'insieme era conosciuto come al pà ed caval, il ferro di cavallo.
Dopo un nuovo concorso, al quale hanno partecipato nove artisti, è stato scelto il Popolano di Pasquale Rizzoli (1871-1853). Prima della realizzazione, il Comitato ha chiesto comunque allo scultore "qualche acconcia modificazione".
Nella versione definitiva è rappresentato un giovane a torso nudo - ha servito da modello un certo Benedetti, soprannominato al Putèl - che alza una bandiera strappata al nemico.
Accanto a lui sta un soldato austriaco morto, con il corpo riverso sul piedistallo coperto dei resti della battaglia. Un leone scolpito sul basamento simboleggia forza e libertà.
L'inaugurazione del monumento è stata in un primo tempo fissata per la mattina dell'8 agosto 1903. Erano già stati affissi i manifesti, quando si è saputo che alla manifestazione avrebbero partecipato anche le Associazioni Cattoliche, pur non invitate.
Per protesta l'Unione socialista ha promosso una contro-manifestazione per il pomeriggio, con l'adesione delle Società operaie. Il Municipio è stato quindi indotto a chiedere al Comitato promotore di rinviare l'inaugurazione.
Alla cerimonia del 20 settembre partecipa, con proprie bandiere, anche la Loggia massonica "VIII Agosto", che nel pomeriggio inaugura un nuovo Tempio in via Cesare Bianchetti.
Il monumento sarà molto discusso. Sembra che qualche buontempone vedendolo abbia esclamato: "Oh Dio, am s'è strazè la sfoja!" (Dio, mi si è stracciata la sfoglia!), dove la sfoglia è la bandiera e l'asta il matterello in mano a una improbabile zdoura.
Si attirerà inoltre le inevitabili frecciate dell'ing. Ceri, apparse sulla sua "Striglia": "Popolano strappante bandiera da nemico in terra morto e già imputridito cadavere ... Falso, falsissimo quel simboleggiato popolano ...".
Nonostante le critiche, l'opera di Rizzoli diventerà un moderno e riconosciuto simbolo di Bologna.
Durante la seconda guerra mondiale lo scultore, ormai molto vecchio, temerà la distruzione del “so ragaslaz” (il suo ragazzaccio), oltre che dalle bombe alleate, anche da parte dei Tedeschi, che avrebbero potuto riconoscerlo come gesto di ribellione al loro dominio.

Attacco partigiano alla polveriera di Villa Contri
I partigiani delle SAP di Casalecchio organizzano un assalto al deposito di munizioni di villa Contri, utilizzato dalla Direzione di Artiglieria per il caricamento dei proiettili e il recupero dei bossoli utilizzati al fronte.
L'azione è effettuata assieme alla squadra Temporale della 7a GAP "Gianni", che mette a disposizione gli automezzi e alcuni suoi uomini.
La Polveriera è situata in un forte dell'antico campo trincerato di Bologna, nei pressi di via della Barca e vi sono depositati ingenti quantitativi di esplosivo.
Dopo un primo attacco andato a vuoto i gappisti Dante Drusiani (Tempesta) e Vincenzo Toffano (Terremoto), riescono a far saltare il deposito con una incursione temeraria.
Le esplosioni si susseguono per tutta la notte e il giorno successivo. Schegge e frammenti vengono sbalzati fino alla palazzina del Malcantone in via Battindarno.
Un camion carico di esplosivi, fucili e munizioni trafugato dalla polveriera - e nascosto in un rifugio antiaereo alla periferia di Casalecchio - verrà recuperato dai partigiani in un secondo tempo non senza grande pericolo e portato in una base a Corticella.
Ideatore e organizzatore dell'impresa, già tentata invano alcuni mesi prima, è Ildebrando Brighetti (Brando), responsabile militare della Gap per la zona bazzanese.

Il cimitero dei Polacchi
Il cimitero dei soldati del 2° Corpo polacco, caduti dall'inizio dell'offensiva che ha portato alla liberazione di Bologna, viene consegnato il 20 settembre alle autorità militari.
Si trova nei pressi del fiume Savena, al confine tra Bologna e San Lazzaro. Vi sono sepolti 1.418 militari, tra i quali 91 ufficiali.
Architettato e decorato tra il '46 e il '48 da Michele Paszyn, artista polacco residente in Italia, il cimitero riceverà nel 1952 la visita del cardinal Lercaro.
Nel 1970 sarà la volta del primate di Polonia card. Wyszynski, assieme al vescovo di Cracovia Karol Wojtyla. Quest'ultimo vi tornerà trionfalmente, come papa Giovanni Paolo II, nel 1982.
Accanto a quello dei soldati polacchi sorge un altro piccolo cimitero militare dedicato a 184 caduti provenienti da vari paesi del Commonwealth. E' uno dei 37 cimiteri che in Italia ospitano i circa 42.000 caduti delle nazioni vincolate alla corona britannica.

Raid contro extracomunitari e Sinti. Cortei di protesta
Nella notte tra il 19 e il 20 settembre alcune auto parcheggiate nei pressi della scuola Romagnoli in disuso, utilizzate come rifugio da cittadini extracomunitari, vengono assalite con lanci di bottiglie incendiarie. Si sfiora una strage.
Il 22 settembre alcune migliaia di cittadini stranieri sfilano per protesta in corteo per le vie del centro.
In dicembre avvengono gli episodi di intolleranza più gravi: il 10 è compiuto un raid a colpi d'arma da fuoco contro il campo nomadi di Santa Caterina di Quarto con 9 feriti. Il 22 due lavavetri marocchini vengono feriti a Borgo Panigale a colpi di pistola.
Il 23 dicembre due cittadini italiani di origine Sinti, Tatino Bellinati di 27 anni e Patrizia della Santina di 34, sono uccisi a colpi di fucile mitragliatore da membri della Banda della Uno bianca nel campo nomadi di via Gobetti. Altre due persone, tra le quali una bimba di 4 anni, rimangono seriamente ferite.

La Regia Scuola Normale Femminile
- @ Via S. Isaia 35, 40123 Bologna (BO)
Un decreto di Carlo Farini istituisce, a carico dello stato, la Regia Scuola Normale Femminile per “allieve maestre”, con annesso convitto finanziato dal Comune.
E' molto sentita l'esigenza di strappare le fanciulle all'insegnamento privato. Già nel dicembre 1860 si svolgono i primi esami di ammissione e nel gennaio 1861 iniziano le lezioni, in locali situati in via Barberia. Requisito di ammissione è solo un saggio di lettura e di scrittura sotto dettatura.
Una sede più adatta alla scuola e al convitto sarà trovata alcuni mesi più tardi nei locali dell'ex conservatorio dei SS. Gioacchino e Anna in via Sant'Isaia.
Per almeno quaranta anni la Scuola Normale, intitolata a Laura Bassi (1711-1778), sfornerà alla provincia maestre preparate e assunte quasi subito nel comune di provenienza.
La città si garantirà personale specializzato e controllato dalla formazione e dall'assunzione. Alla scuola normale femminile governativa si affiancherà quella maschile, in funzione dal 1861 e a carico della Provincia.

Due giovani renitenti fucilati a Pian di Balestra
Due giovani renitenti, Paolo Pasqui e Dino Zenzocchi, nascosti nel borgo di Cà Santoni, nei pressi di Pian del Voglio, vengono catturati dalla Guardia Nazionale Repubblicana e fucilati davanti alla casa della Guardia Forestale a Pian di Balestra.
Il brutale assassinio, voluto dal reggente di San Benedetto Val di Sambro per “dare una lezione severa ai renitenti”, suscita grande impressione tra gli abitanti delle valli del Sambro e del Setta.
Il 29 luglio due militi della GNR di Pian del Voglio, Primo e Osvaldo Balestri, sospettati di aver denunciato i due giovani, saranno giustiziati dai partigiani della Brigata Stella Rossa.
Il reggente verrà rintracciato dopo la guerra nel convento dell'Osservanza, sotto la protezione dei frati, che si giustificheranno dicendo di aver fatto lo stesso in favore dei partigiani, durante l'occupazione nazifascista.

Cantiere 2 Agosto
L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna propone una maratona di storie delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, affidandone la regia all’attore teatrale e regista Matteo Belli.
Per dodici ore, in vari punti della città, cittadini e turisti ascoltano le storie toccanti di uomini e donne, bambini e anziani, coinvolti nel più terribile massacro di civili del dopoguerra in Italia.
Di questo infame delitto, capitolo della "strategia della tensione", che ha insanguinato il paese negli anni Settanta-Ottanta, non si sono mai accertati i mandanti.

Il Piccolo Credito Romagnolo a Palazzo Ludovisi
- @ Via Guglielmo Oberdan, 9, Bologna (BO
Su iniziativa del conte Giovanni Acquaderni (1839-1922) nasce il Piccolo Credito Romagnolo, finalizzato a sostenere le opere cattoliche.
I soci sono 358 e la sede è in via Cavaliera (poi Oberdan) nell'antico Palazzo Ludovisi, risalente al XIV secolo e ristrutturato tra il 1770 e il 1781 su progetto di Gian Giacomo Dotti.
L’8 maggio 1905 il palazzo verrà acquistato e in parte ristrutturato sotto la direzione dell’ing. L. Reggiani. Per le decorazioni dell’ingresso e del salone in stile liberty fu incaricato lo scultore Gaetano Samoggia (1870-1950)
Nel 1932, sopra al vicolo del Purgatorio, tra via Rizzoli e l'antico ghetto ebraico - dove un tempo era l'ospedale di San Giobbe per la cura delle malattie veneree - il Credito Romagnolo edificherà una galleria pedonale dedicata al fondatore Acquaderni.

Tennis Club Bologna
- @ Circolo Tennis Bologna
Un gruppo di studenti liceali appassionati di tennis ottenne nel 1902 dal Comune uno spazio all'interno dei Giardini Margherita per praticare questo sport originario dell'Inghilterra.

Stadio Renato Dall'Ara (già Littoriale)
- @ Stadio Renato Dall'Ara
Nel 1926 nell’area del Meloncello, fuori porta Saragozza, venne inaugurato l’impianto polisportivo del Littorale, promosso dal presidente della FIGC Arpinati e costruito, su progetto dell’ ingegnere Umberto Costanzini e dell’architetto Giulio Ulisse Arata, a spese del partito fascista bolognese.

Ondina Valla
Ondina Valla fu una grande protagonista dell'atletica italiana tra le due guerre mondiali.
Il suo vero nome era Trebisonda: il padre aveva a Bologna nel vicolo omonimo la sua officina meccanica.
Nacque nel 1916, prima femmina dopo quattro fratelli maschi, nel rione operaio di Santa Viola.
A undici anni, durante una Coppa Bologna di atletica, fu notata da un tecnico della Virtus e la società, divenuta poi Virtus Bologna Sportiva, l'accolse tra le sue file.
Assieme a Claudia Testoni, amica e rivale per tutta la sua carriera, dominò le gare di velocità e i salti.

Fondazione del Bologna Football Club
Il Bologna Football Club nasce ufficialmente il 3 ottobre 1909, presso la birreria Ronzani in via Spaderie, come sezione “per le esercitazioni di sport in campo aperto” del Circolo Turistico Bolognese, guidato dal Cavalier Carlo Sandoni (Navigazione Generale Italia).
Viene eletto Presidente Louis Rauch (1880-1952), un odontoiatra svizzero. Arrigo Gradi (1887-1969) è nominato capitano. E' lui a introdurre la maglia rossa e blu, mutuandola dal collegio svizzero di Schonberg a Rossbach, dove è stato studente.
L'iniziativa di fondare una squadra di football inglese è stata di Emilio Arnstein (1886-1976), un giovane di origine boema arrivato a Bologna l'anno prima.
L'attività sportiva è avviata subito dopo la fondazione, con l'iscrizione al campionato della FIGC per il 1910-11 e la squadra è fin dall'inizio molto competitiva.
Il Bologna FC gioca dapprima ai Prati di Caprara, la piazza d'armi situata fuori porta San Felice, con il permesso dell'autorità militare. In seguito si trasferirà alla Cesoia, fuori porta San Vitale, nei pressi di un'antica locanda con cucina, dove saranno installate porte permanenti.
Il primo giocatore straniero è il centroavanti spagnolo Antonio Bernabeu (1890-1967), borsista del Collegio di Spagna in via Saragozza, fratello maggiore di quel Santiago Bernabeu Yeste (1895-1978), che sarà giocatore, allenatore e storico presidente del Real Madrid.
La prima formazione ufficiale comprende, oltre a Bernabeu, Della Valle, Orlandi, Gradi, Donati, Bignardi, Pessarelli, Saguatti, Rivas, Chiara, Venzo, Nanni.

Case Seracchioli
- @ Seracchioli
Ambedue le case erano un tempo adibite ad uffici della vicina Gabella. Quella di sinistra, del XIII secolo, conserva la porta e una parte delle finestre dell'ammezzato; il resto della facciata è moderna e s'ispira a tipi bolognesi medioevali. In quella di destra è stato ripristinato il portico ligneo ed è stato inserito il pittoresco balcone nel 1924; la facciata del XIV secolo è, come quella attigua, raro esempio di casa gotica a due piani.

Casa neogotica
- @ Neogotica
L'edificio, costruito attorno agli anni venti del Novecento, rispecchia molto bene il gusto medioevaleggiante che a Bologna prese piede a seguito dei restauri interpretativi di Alfonso Rubbiani. Il fronte della casa è caratterizzato dall'uso del mattone a vista, da finestre e porte cuspidate e da cornici merlate.

Palazzo Orsi
- @ Orsi
Rimodellato su disegno di Antonio Morandi detto il Terribilia (1549-64), conserva nella facciata porticata una loggia della fine del XV secolo. All'interno si trova una scala settecentesca di A. Bonetti nel gusto bibienesco, con una Vergine di D. Piò, autore anche dell'Ercole nel fondale prospettico del cortile (1775). Al piano nobile sale affrescate da A. Bonetti e D. Zanotti con rilievi in stucco sempre del Piò (1776).

Liceo Augusto Righi
- @ Liceo scientifico statale Augusto Righi
L'edificio fu progettato dall'Ufficio Tecnico della Provincia nel 1936-40, venne in seguito modificato sensibilmente con la sopraelevazione di un piano. Interessanti le decorazioni sul fronte posteriore dove si trova l'ingresso alle palestre.

Casa-studio di Giorgio Morandi
- @ via Fondazza, 36
Certo, questo è bene un interno bolognese, pieno di silenzioso riposo estivo, in una di queste logore case della via Fondazza, di San Petronio vecchio, di via del Piombo, nelle quali il poeta Dino Campana ha indugiato a scoprire un poco di oro crepuscolare sulla pietra rossa delle mura, di vagabondaggio in vagabondaggio, un giorno lontano. Essendosi fiutati erano quasi amici, Morandi e Campana.
(G. Raimondi)

Palazzo - Via dei Mille - Giornale del Mattino
- @ via dei Mille, 18
Sembra che trattino la questione di salvarmi dandomi un alloggio nel sottoscala del Mattino come correttore di bozze. Ma la mia salute è troppo cattiva.
(D. Campana)

Portico della Morte - Libreria Nanni
- @ via Musei, 8
“È il più bel ricordo di Bologna. Mi ricorda L’Idiota di Dostoevskij, mi ricorda il Macbeth di Shakespeare ... A quindici anni ho cominciato a comprare lì i miei primi libri, ed è stato bellissimo, perché non si legge mai più, in tutta la vita, con la gioia con cui si leggeva allora”.
(P.P. Pasolini, I Quaderni)

Libreria Palmaverde
- @ Libreria Palmaverde
Roversi era un “diavolo benigno”, un uomo allegro e bizzarro, amato ma anche temuto per la sua intransigenza. I giovani andavano da lui con rispetto reverenziale, e lui aveva un consiglio e un aiuto per tutti. Pur avendo proposte da molti grandi editori, preferiva pubblicare in proprio, in ciclostile o affidandosi a tipografie artigianali. Nella libreria, oltre a volumi pregiati e rari, c’erano centinaia di opuscoli di poeti affermati o debuttanti.
(S. Benni)

Auguri Wolfango!
Questa bibliografia è stata redatta nel 2016 in occasione del novantesimo compleanno dell’artista Wolfango (1926-2017)

I luoghi dello sport a Bologna tra 8 e 900
A Bologna all'inizio dell'Ottocento sport e spettacolo si confondevano.

Francesco Arcangeli
Questa bibliografia intende illustrare, nel nome di Francesco Arcangeli (1915-1974), una vicenda culturale di grande importanza, svoltasi a Bologna tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento: la ricostruzione e il recupero, dal punto di vista storico e critico, della tradizione artistica emiliana.

Scrittori sotto i portici
A Bologna all'inizio del secolo la nuova generazione universitaria si allontana dal classicismo, erudito, carducciano imperante nell'800 e prende a modello D'Annunzio.
Tra i giovani che aderiscono all'estetismo simbolista vi sono Luigi Federzoni e Manara Valgimigli.

Roberto Raviola
Roberto Raviola, in arte Magnus, nasce a Bologna il 31 maggio 1939. Dopo il diploma in scenografia presso la locale Accademia, dal cui motto latino è tratto il suo pseudonimo, nel 1964, insieme allo scrittore e sceneggiatore Luciano Secchi (Max Bunker), da vita a numerosi popolari personaggi: da Kriminal a Satanik, da Dennis Cobb a Gesebel, da Maxmagnus ad Alan Ford.

Massimo Semerano
Nasce a Bari nel 1964, vive e lavora a Bologna. Debutta sulla rivista di fumetti “Tempi Supplementari”, pubblica su “Frigidaire”, crea per il mensile “Dolce Vita” il personaggio del Dr. Cifra.
Insieme a Daniele Brolli e Giuseppe Palumbo progetta la miniserie Mondo Mongo; per il mensile di fantascienza “Cyborg” scrive le serie a fumetti Miracoli.
In coppia con Francesca Ghermandi ha realizzato dei racconti a fumetti pubblicati negli USA. Altri suoi lavori sono editi in Francia e Spagna. Per la Black Velvet ha nel 2000 pubblicato la miniserie Rosa di Strada.
Nei primi anni del 2000 una serie di nuove storie realizzate da Kappa Edizioni con l’approvazione di Monkey Punch, grazie alla collana Lupin III Millenium, tra i cui autori figura insieme a Giuseppe Palumbo, Andrea Accardi e il giapponese Shinichi Hiromoto.
Nel 2018 per Inkiostro edizioni sui testi di Semerano viene pubblicata Miracoli, la serie con i disegni di Giuseppe Palumbo. Il fumetto inizialmente venne pubblicato sulla rivista Cyborg nel 1991 e rappresenta una delle prime opere di Giuseppe Palumbo. Nel 2023 per Bonelli editore pubblica insieme a Marco Nizzoli il volume Fondazione Babele.

Francesco Barbieri
È nato a Bologna il 24 ottobre 1970. Ha frequentato il Liceo Artistico, l'Accademia di Belle Arti di Bologna e la scuola di fumetto "La Nuova Eloisa". È libero professionista dal 1996.Ha collaborato con vari studi pubblicitari, ditte di abbigliamento e case editrici, quali Panini, San Paolo, Mondadori, ecc. Ha disegnato per la Warner Bros personaggi quali Bugs Bunny, Daffy Duck, Scooby Doo, i Flintstones e gli Animaniacs. Oltre alla serie di peresonaggi della Looney Tunes, ricordiamo la sua collaborazione con i personaggi di Hanna & Barbera e DC Comics. Per la Egmont ha lavorato sui personaggi Disney, per la Panini - Disney Italia, disegna storie di Topolino. Realizza come character design varie serie di giochi per la Clementoni e Giochi Preziosi.
Tra i fumetti ricordiamo Godzilla contro Gamera, edito da PuntoZero, Geronimo Stilton per la Piemme, Prezzemolo per la Gaghi. Presente in diverse manifestazioni in giro per l’Italia, ricordiamo che è stato ospite a Umbriacon nel gennaio del 2026 e a Torino Comics nel mese di Aprile 2026.Vive e lavora a Loiano (BO).

Andrea Pazienza
Nato a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956, Andrea Pazienza si iscrive al Dams di Bologna ed esordisce nella primavera del 1977 su “Alter Alter” con la sua prima storia a fumetti: Le straordinarie avventure di Pentothal.
Collabora alle riviste “Cannibale", “Il Male” e “Frigidaire”, disegnando fumetti e vignette. Nel 1980 dà vita a Zanardi e collabora a “Corto Maltese” e a “Comic Art”. Realizza manifesti di cinema e di teatro, scenografie, copertine di dischi e pubblicità.
Muore improvvisamente il 16 giugno 1988.
In sua memoria a Cremona è stato istituito il Centro Fumetto Andrea Pazienza.
Il 2026 in occasione del 70° anniversario della sua nascita, Biblioteca Sala borsa realizza una bibliografia: andrea_pazienza che illustra e racconta le relazioni con altri artisti, il materiale presente nel nostro patrimonio, sottolineandone l’importanza che l’artista ha avuto per il fumetto a Bologna e in Italia.
Andrea Pazienza è un riferimento fondamentale nel panorama culturale italiano di come il linguaggio grafico possa elevarsi ai livelli più alti di espressione artistica.

Renato Zangheri
Renato Zangheri è nato a Rimini il 10 aprile 1925. Ha frequentato il liceo Giulio Cesare di Rimini, poi la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, dove si è laureato con lode con una tesi dal titolo Problemi e aspetti del socialismo italiano.

Giorgio Guazzaloca
Giorgio Guazzaloca è nato a Bazzano, in provincia Bologna, il 6 febbraio 1944. Ha cominciato a lavorare con il padre a 15 anni e a 23 anni ha assunto la gestione dell'azienda di famiglia.

Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980.
Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna.
Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.

Renzo Imbeni
Renzo Imbeni è nato a Modena il 12 ottobre 1944. Dopo il diploma all'Istituto Tecnico Commerciale, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bologna.
Altre risorse
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Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.
