bologna online
Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.
Dalla Cronologia
Accadde oggi, 05 novembre.

Apre a Villa Spada il Museo della Tappezzeria
Nella nuova sede di Villa Spada è inaugurato il Museo storico didattico della Tappezzeria.
La villa, costruita nei primi anni dell'800 dall'ingegnere Giovanni Battista Martinetti ((1764-1830) e ornata di un magnifico giardino all'italiana, è stata a lungo abbandonata e ha perso gran parte delle sue decorazioni.
Si è salvata la stanza "boschereccia", dipinta probabilmente da Filippo Pedrini (1763-1856).
La raccolta di tessuti è nata nel 1946 per iniziativa del tappezziere Vittorio Zironi (1916-1999) e si è in seguito estesa, fino a divenire una collezione di livello internazionale.
Essa testimonia tra l'altro la tradizione bolognese di produzione e tessitura della seta e l'esperienza più recente di Aemilia Ars, anche grazie all'archivio donato dal pittore Guido Fiorini.

I reali d’Italia a Bologna
Umberto I e Margherita di Savoia sono ospiti a Bologna durante il loro viaggio di nozze attraverso le città italiane.
All'arrivo alla stazione, nel pomeriggio del 5 novembre, il Re passa in rivista le Associazioni operaie (42) con i loro stendardi. In città "le Loro Maestà" sono accolte da un’ “imponente massa di popolo” che li accompagna verso piazza Maggiore.
“I balconi sono tutti pavesati, le strade adorne con antenne, stendardi e festoni”. Bande musicali percorrono le vie illuminate da fiaccole, seguite da una folla festante.
Il Comune offre ai sovrani un pranzo assieme a sessanta persone di riguardo. Nel menù non vi sono né piatti né vini regionali: si va dalla trota alla cotoletta ai funghi, dal punch alla romana alla torta alla viennese; vini francesi, tra i quali lo champagne.
Una parte della popolazione mostra una certa indifferenza per la presenza dei Reali, indifferenza che talvolta sfiora l'ostilità. Il cardinale Arcivescovo Parocchi è accusato di essersi intenzionalmente assentato dalla città per non incontrarsi con loro.
La libreria Zanichelli al Pavaglione è una delle poche botteghe ad esporre il tricolore, sfidando eventuali malintenzionati a sfogare, "con tutta facilità", il loro malcontento.
Negli ambienti della sinistra più radicale fa scandalo l'ode dedicata da Carducci Alla Regina d’Italia. Il poeta delle Odi barbare sembra stregato dalla giovane sovrana "spiccante mite in bianco, bionda e gemmata".
Arcangelo Ghisleri (1855-1938) si chiede ironicamente sulle pagine della “Rivista Repubblicana” se il cantore di Satana non si sia per caso fatto frate:
"In fila col Carducci, che c'insegna la Salve Regina, mettiamoci in processione tutti quanti dietro la carrozza reale. È la nuova via del paradiso".
Il poeta risponderà alle accuse scrivendo nel 1882 Eterno feminino regale, in cui identificherà in Margherita l’ideale femminile.

"Le Villi" di Puccini
Al Teatro comunale, sotto la direzione di Luigi Mancinelli, va in scena Le Villi (1883), opera d‘esordio del giovanissimo compositore Giacomo Puccini (1858-1924), su libretto di Ferdinando Fontana (1850-1919).
Da questo momento le opere di Puccini compariranno regolarmente in cartellone al Comunale: Manon Lescaut nel 1893, la Boheme nel 1896, Tosca nel 1900 con Enrico Caruso, Madama Butterfly nel 1903, La Rondine nel 1917. Fino alla Turandot, canto del cigno del maestro lucchese, nel 1927.

Elezioni politiche: successo dei "ministeriali"
Alle elezioni politiche di novembre si affrontano candidati “ministeriali”, che aderiscono al programma politico della sinistra storica, e candidati della destra.
Nel 1° collegio cittadino si affrontano Gualtiero Sacchetti e Giuseppe Ceneri, radicale e massone (membro della loggia romana "Propaganda massonica").
Nel 2° collegio è aperta la sfida tra Francesco Isolani, Gaetano Tacconi (sindaco di Bologna dal 1874 al 1879, candidato capace di far convergere sul suo nome voti di destra e di sinistra) e il leader radicale Oreste Regnoli (1816-1896).
Nel 3° collegio Giovanni Ercolani si contrappone a Cesare Zanolini. Altri esponenti ministeriali sono candidati in Romagna: Filopanti nella "sua" Budrio, Carducci a Lugo, Fortis a Forlì.
Al ballottaggio escono ridimensionati i progressisti moderati (gli Azzurri). Ribaltando il risultato del primo turno, che vede ovunque in vantaggio i moderati, la sinistra conquista nel secondo la metà dei collegi in provincia e vince nel capoluogo: sono eletti Regnoli e Zanolini, mentre Ceneri è sconfitto per pochi voti.

Il Monte di Pietà diventa Banca del Monte
Il Monte di Bologna termina la sua secolare vicenda come istituto di beneficenza. Dal 4 gennaio, con l'emanazione della nuova normativa sui monti di pietà, è ufficialmente annoverato tra gli istituti di credito.
Diviene infatti “Monte di credito su pegno di prima categoria” e prende il nome di Banca del Monte di Bologna. Questa denominazione sarà mantenuta fino al 1965, quando, con l'assorbimento del Monte di Ravenna, sarà cambiata in Banca del Monte di Bologna e Ravenna.
Sorto nel 1473 per soccorrere i cittadini più poveri tramite il prestito su pegno e sottrarli in questo modo agli usurai, con l'arrivo di Napoleone nel giugno 1796 venne completamente spogliato dei suoi fondi.
Seguì una lenta ripresa nell'800 con funzioni ormai solo assistenziali. Solo alla fine del secolo poté attivare anche funzioni bancarie.
La Banca del Monte avrà numerose filiali a Bologna e provincia, esplicherà il servizio di esattoria e tesoreria in vari comuni e il servizio cassa per enti e opere pie. Sarà anche tesoriere dell’Università.
Nel 1958 l’antico edificio del monte di San Pietro, divenuto sede centrale della banca, sarà completamente ristrutturato e rinnovato.

Due cime delle Ande intitolate a Bologna e a Marconi
Una spedizione alpinistica italiana sulle montagne peruviane intitola due delle cime conquistate alla città di Bologna e a Guglielmo Marconi.
I colori della città sono portati sul Nevado Bononia (5110 mt) e sul Nevado Marconi (5340 mt) dal bolognese Mario Fantin (1921-1980).
Scalatore, esploratore, cineoperatore e fotografo della montagna, autore di documentari e libri, Fantin ha preso parte alla spedizione italiana sul K2. A lui verrà intitolata, nel 1981, la sezione bolognese del CAI.

Chiusura di alcune porte cittadine
Per motivi di economia è decretata la chiusura di alcune porte della città. Il progetto prevede il divieto di accesso ai varchi di S. Isaia, Mascarella e Castiglione, che non hanno sbocchi su strade di collegamento. Si calcola un risparmio di 6.000 lire per ogni porta.
La chiusura di porta Castiglione provoca però l'opposizione dei possidenti bolognesi, che sulle colline adiacenti hanno le loro belle residenze di villeggiatura.

Seconde nozze per Gioachino Rossini
Il 16 agosto nella cappella della villa del marchese Annibale Banzi fuori porta Santo Stefano, chiamata la "Rocca d'Amore dei Boccadiferro", Gioachino Rossini, vedovo di Isabella Colbran, sposa in seconde nozze Olympe Pélissier, dilettante di musica e sua fervente ammiratrice, conosciuta durante il suo soggiorno a Parigi.
Dopo aver contratto nel 1829 una malattia venerea, diagnosticata nel 1832 come gonorrea cronica, il maestro è caduto in una grave depressione psicologica, anche per la ferrea dieta impostagli dai medici. Sarà grazie alla sua incrollabile devozione se potrà avere una "vecchiaia sopportabile".
Alcuni critici imputeranno alla Pélissier, austrofila e di idee antiliberali, una pessima influenza sul maestro sul piano politico e giudicheranno il suo disamore per Bologna - ritenuta città troppo provinciale - uno dei motivi della scelta dei coniugi Rossini di abbandonare per sempre la città.

Francesco Cavicchi
Francesco “Checco” Cavicchi nacque nel 1928 a Pieve di Cento. Rimase sempre legato alle sue origini contadine.
Fu allenato sul ring da Leone Blasi, ex pugile e apprezzato allenatore, nella storica palestra di via Maggia della Società Sempre Avanti!.

Gioco del Pallone o Sferisterio
- @ Sferisterio della Montagnola
Su progetto dell'architetto Giuseppe Tubertini venne costruita, sul lato orientale della Montagnola, un'arena per il Gioco del Pallone, inaugurata il 15 marzo 1821.

Mauro Checcoli
Mauro Checcoli iniziò a praticare l’equitazione all’età di 11 anni presso il G.E.S.E. (Gruppo Emiliano Sport Equestri) di via della Battaglia.
Da giovane provò anche altri sport, come la scherma e l’atletica. Giocò anche nella serie A di pallacanestro con la Motomorini.

Stadio Renato Dall'Ara (già Littoriale)
- @ Stadio Renato Dall'Ara
Nel 1926 nell’area del Meloncello, fuori porta Saragozza, venne inaugurato l’impianto polisportivo del Littorale, promosso dal presidente della FIGC Arpinati e costruito, su progetto dell’ ingegnere Umberto Costanzini e dell’architetto Giulio Ulisse Arata, a spese del partito fascista bolognese.

Casa Gozzadini
- @ Gozzadini
La costruzione risale al XV secolo. La facciata, sopraelevata e rifatta nel 1902, conserva capitelli in marmo della metà del XV secolo; il portale è stato eseguito nel 1542. Nel cortile tre lati risalgono al XVI secolo, il quarto al XVIII. Lo scalone, progettato da F. M. Angelini per il cardinale Ulisse Giuseppe Gozzadini intorno al 1730, è decorato da sculture allegoriche e da un bassorilievo di Angelo G. Piò (1730 c.).

Parco del Paleotto
- @ Parco del Paleotto
Si estende sul versante sinistro della valle del Savena e lambisce per un breve tratto le sponde del torrente. Il nome è legato all’antica casata bolognese dei Paleotti, che a lungo gestirono i terreni che risalgono la collina fino alla bella chiesa di Jola. Il Savena ha da sempre condizionato l’economia della zona, in cui spiccava la presenza di un antichissimo mulino, oggi scomparso, che prolungò la sua attività fino all’ultima guerra, ricevendo i prodotti dei fertili terreni di fondovalle. Divenuta di proprietà comunale nel 1973, l’area, che ha una superficie di 21 ettari, mantiene ancora l’impronta del passato: sentieri che ricalcano vecchie cavedagne separano grandi prati e seminativi, spesso attraversati da filari di alberi da frutto e aceri campestri (un tempo usati come sostegno della vite). Soltanto lungo il corso del Savena e sulle pendici più acclivi crescono lembi di bosco naturale in cui, accanto ad alberi e arbusti spontanei della bassa collina, compaiono varie specie estranee legate alla secolare presenza dell’uomo.

Casa già Ghisilieri
- @ già Ghisilieri
Nel cortile si conservano archi del XV secolo; di notevole pregio è la scala settecentesca, opera di Francesco Tadolini.

Casa Gozzadini
- @ Gozzadini
Venne costruita da Giovanni da Brensa e Giovanni Beroaldo nel 1488. Dell'antica facciata si conservato intatti il portico e il cornicione. Nell'interno si trovano tempere settecentesche attribuibili a Vincenzo Martinelli, alcune delle quali provenienti da Villa Tanari.

Teatro Contavalli
- @ via Mentana, 2
L'Accademia de' Filodrammaturgi intenta a beneficiare la classe indigente, ha divisato di non rimanersi oziosa nella sera di Martedì prossimo 3 imminente Febbraio, ultimo giorno di Carnevale, la detta sera il Teatro Contavalli sarà pubblicamente aperto, e l'Accademia suddetta si esporrà colla Rappresntazione intitolata: Gli errori d'un padre e d'un figlio.L'introito di questa Rappresentazione è devoluto alla Casa di Ricovero.
Bologna, 31 gennaio 1818

Gianni Scalia
Nasce a Padova nel 1928. Vive a Bologna in una casa in via Riva Reno, “circondato da scaffali e da pile di libri classici e recentissimi”. Insegna Letteratura italiana all’Università di Siena dal 1975 al 1996. Si occupa di letteratura del Sette-Ottocento e contemporanea: Ariosto, De Sanctis, le riviste letterarie del primo Novecento: cura mirabilmente il volume, edito da Einaudi, su “Lacerba” e “La Voce”.
Partecipa alle prime esperienze di pratica e teoria antipsichiatrica portate avanti da Basaglia a Gorizia negli anni Sessanta. Introduce in Italia l’opera di Edmond Jabès, poeta ebreo di origini italiane espulso dall’Egitto dopo la crisi di Suez e riconosciuto in Francia come uno dei massimi scrittori contemporanei, al pari di Sartre, Camus, Levi-Strauss.
La sua concezione della letteratura si arricchisce dell’apporto delle correnti filosofiche contemporanee - dal marxismo critico alla Scuola di Francoforte - della psicoanalisi, dell’antropologia e anche di teologie non ufficiali, assunte da un pensiero laico.
Oltre che studioso, saggista, poeta, Scalia è soprattutto fondatore e animatore di riviste. È uno dei più giovani redattori di “Officina” e il più vicino a Pasolini nel modo di intendere la critica: “non ossequio ma indignazione, non specialismo ma apertura nei confronti di tutti i linguaggi, non ricomposizione istituzionale, ma insofferenza verso le posture accademiche, i luoghi comuni, le ideologie egemoni” (A. Prete).
Dal 1980 al 2014 dirige la rivista “In forma di parole”, che si occupa di traduzione di letterature europee ed extraeuropee e che vince il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel 1999 e il Premio Vittorini nel 2002. Collabora inoltre a “Per la critica” (1973-1974), “Ragionamenti”, “Passato e presente”, “Che fare”.
Nel giugno 1977, assieme a Pietro Bonfiglioli, Federico Stame e Roberto Roversi, fonda a Bologna la rivista “Il cerchio di gesso”, con l’obiettivo di interpretare e comprendere le ragioni del Movimento - in particolare della sua ala più creativa - dopo l’assassinio di Francesco Lorusso e nel clima di repressione instauratosi in città (i cerchi di gesso sono quelli tracciati dalla Scientifica attorno ai fori dei proiettili conficcati nel muro di via Mascarella, dove lo studente è morto). La rivista è pubblicata fino al 1979. Un numero speciale esce in occasione del convegno internazionale contro la repressione, che si tiene a Bologna nel settembre 1977.
Tra le sue opere più significative vi sono: Critica, letteratura, ideologia (1968); De anarchia. Attorno al ‘68: poesia, follia, rivoluzione (1978); La mania della verità. Dialogo con Pier Paolo Pasolini (1978); A conti fatti. Avanguardie, marxismi, letteratura (1992). Dirige inoltre diverse collane di critica letteraria. Muore a Bologna nel 2016.

Libreria Veronese
- @ via Foscherari, 19/a
La libreria ha centodieci anni, da trenta è di Ruggero Carnevali. Per l'aspetto e lo stile potrebbe essere a Londra o a Parigi. Quando gli chiediamo quale luogo suggerirebbe di visitare per primo a Bologna: "La mia libreria" risponde. E non c'è nessuna presunzione. "È uno dei luoghi storici di questa città ed è posto sotto vincolo", come la vecchia cartoleria Del Palombo "che è a un tiro di schioppo!" aggiunge con casuale ironia.
(C.M. Messina)

Giorgio Celli
Nasce a Verona nel 1935, bolognese d'adozione. E' un singolare scienziato aperto alla cultura umanistica. Nel 1960 incontra il poeta Adriano Spatola e con lui si riconosce "fratello in Breton", frequentandolo, assieme ad altri giovani artisti, in alcune osterie bolognesi. I due, assieme a Corrado Costa, fondano a Reggio Emilia la rivista "Malebolge", espressione dell'ala surrealista del Gruppo 63.
Negli anni seguenti Celli produce, oltre che decine di saggi scientifici e di divulgazione, opere di carattere letterario. L'esordio avviene con un romanzo sperimentale, Il parafossile (1967). La produzione letteraria continua con libri di versi, sull'onda delle polemiche del Gruppo 63.
Inoltre si interessa di teatro. Tra le opere prodotte: Ultima ora (1961), L'esemplare. Storia di Ramiro dell'Orco (1962), L'inconscio cibernetico (1973). Nel 1975 vince il Premio Pirandello con Le tentazioni del professor Faust, parabola sulle responsabilità della scienza e degli scienziati. Con La zattera di Vesalio (1977) mette in scena l'apocalisse prossima dell'Europa, mentre in Darwin delle scimmie (1999) denuncia la visione antropocentrica del mondo e la probabile distruzione del pianeta.
Coltiva anche un grande interesse per il cinema: è sceneggiatore di Pupi Avati e compare come attore, pur con piccole parti, in tre suoi film. Prolegomeni all'uccisione del Minotauro (1972), è probabilmente la sua opera poetica più rilevante (Panella).
Nel 1975 e nel 1977 partecipa al Festival dei due Mondi di Spoleto. E' attore e conduttore televisivo (Nel regno degli animali). Scrive su "La Stampa" e tiene una rubrica su "Quattrozampe".
Ricopre inoltre le cariche di parlamentare europeo e di consigliere comunale a Bologna. Docente all'Istituto di Entomologia "Guido Grandi" dell'Università di Bologna, coordina ricerche sui pesticidi in agricoltura e sulle api come indicatori di inquinamento.
Fa parte del Comitato tecnico scientifico del Parco del Delta del Po, è responsabile del Progetto zanzare della Regione Emilia Romagna ed è socio dell'Accademia Nazionale di Entomologia. Fonda la prima biofabbrica di insetti utili, il Bioplanet di Cesena.
Tra i numerosi libri da lui scritti si ricordano: Il gatto di casa: etologia di un'amicizia (1997) e Vita segreta degli animali (1999). Muore a Bologna nel 2011.

La montagna bolognese nel medioevo
"Case di pietra, ponti di pietra grigia. In uno scenario di bellezza antica, tocca il Reno a Marzabotto i borghi di case murate al sasso, che lo sovrastano e sentono urtare dalle fondamenta ... Al piano si allarga e si sfianca, dove lo raggiungono le ombre dei parchi gentilizi e dei mulini fragorosi".
Rossini a Bologna
In occasione dei 150 anni dalla morte, il legame di Gioachino Rossini con la città

Rinascimento a Bologna
"Non c'è maggior disastro nella storia dell'arte della fiammata d'odio che distrusse il palazzo Bentivoglio"
Così Cecilia M. Ady commentava il "guasto" della Domus Aurea dei signori di Bologna da parte del popolino aizzato da Ercole Marescotti e Camillo Gozzadini.

Aemilia Ars
Una nobile impresa femminile di merletti e ricami a Bologna nel Novecento

Lorenzo Mattotti
Lorenzo Mattotti è nato a Brescia il 24 gennaio 1954. Ha collaborato con la rivista "Linus". Il suo primo lavoro importante è stato Incidenti, pubblicato nel 1979. Negli anni Ottanta, con Carpinteri, Igort, Jori e Brolli ha fondato a Bologna il gruppo Valvoline, la cui prima produzione è stata un inserto su "Alter Alter".
In seguito ha affiancato all'attività di autore di fumetti (Il signor Spartaco e Fuochi sono alcuni titoli che lo fanno conoscere anche all'estero), l'attività di illustratore per "Vanity" e la realizzazione di manifesti pubblicitari.
Suoi sono i disegni per Eros, film di Antonioni, Wong Kar Wai e Soderbergh del 2004. Nel 2011 ha pubblicato The Raven, con testi di Lou Reed. Tra le sue ultime collaborazioni con il cinema vi è l'animazione del Pinocchio di Enzo D'Alò del 2012 e la regia del film d'animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia del 2019, la fiaba di Dino Buzzati pubblicata nel 1945 sul Corriere dei Piccoli .
Tra le sue opere grafiche più recenti, tra moda, arte, illustrazione e fumetto, si annoverano Oltremai (Logos edizioni, 2013), Mattotti Works 2: Fashion (Logos edizioni, 2014), Vietnam (Louis Vuitton Travel Book, 2014), Sconfini (Logos edizioni, 2016), Blind (Logos edizioni, 2017).
Nel 2017 ha pubblicato il graphic novel Ghirlanda (Logos edizioni), con sceneggiatura di Jerry Kramsky. Nel 2018 è uscito il libro Lorenzo Mattotti. Covers for the New Yorker. che raccoglie le 32 copertine da lui disegnate per la prestigiosa rivista americana "The New Yorker", insieme a numerosi schizzi preparatori inediti. Attualmente vive e lavora a Parigi.
È impegnato oltre che nel fumetto, nell'illustrazione e nella grafica, collaborando anche ad iniziative riguardanti il cinema (ha realizzato il manifesto ufficiale del 2020 per la 77° mostra del cinema di Venezia) e la moda. Sul sito c'è una panoramica pressoché completa dei suoi libri e una presentazione di tavole, acquerelli, dipinti.

Luca Bonora
Luca Bonora nato nel 1985 si occupa da sempre di disegno e illustrazione di libri per l'infanzia con tecniche tradizionali, utilizzando la tecnica ad acquerello. Dopo aver frequentato per tre anni un corso di disegno e pittura tenuto da Demetrio Casile (docente presso l’istituto di Belle Arti di Bologna) ed aver frequentato un corso di illustrazione nello studio di Piero Ruggeri, si è dedicato alle immagini per i libri dedicati all’infanzia. Ha curato le illustrazioni di alcuni grandi classici della letteratura tra cui Robin Hood, Le favole di Esopo, il Roman de Renart e il Decameron (pubblicati da I Doni delle Muse).Recentemente ha realizzato le illustrazioni del libro La maschera magica, destinato ai reparti di pediatria di alcune strutture ospedaliere.Collabora con Salaborsa nei laboratori di fumetto e Cinema rivolti alle scuole.

Giovanni Brizzi
Nasce il 23 luglio 1946 a Bologna. Dal 1986 al 2016 è stato professore ordinario di Storia romana all'Università di Bologna. Ha insegnato più volte nel corso della sua carriera accademica, alla Sorbona IV di Parigi dove ha ricevuto due onorificenze di Cavaliere e Ufficiale dell'ordine delle Palme Accademiche di Francia. Inoltre è stato insignito del premio Mario di Nola dall'Accademia Nazionale dei Lincei.
Studioso della storia annibalica e della storia militare antica, autore di centinaia di pubblicazioni e di numerose monografie sui personaggi della Roma repubblicana tradotte in diverse lingue. socio dell'Accademia delle Scienze di Bologna, dirige la Rivista Storica dell'Antichità. Ha realizzato nell'ambito del fumetto storico, tra gli adattamenti più riusciti del genere, sceneggiando i volumi Occhi di lupo e Foreste di morte disegnati dall'artista Sergio Tisselli. I due volumi sono dedicati alla figura del condottiero gallico Ducario e alla sua sete di vendetta nei confronti dell'Impero Romano, avvenuta con la disfatta del suo esercito nella battaglia del Trasimeno. Nel 2026 pubblica il saggio La terra del tramonto. L’occidente, i suoi dèi e i suoi demoni per la Solferino edizioni.

Sferisterio
- @ via Irnerio, 4, Bologna
Nella zona a levante della Montagnola fu costruito nel 1822 il Gioco del Pallone o Sferisterio. L'edificio dell'architetto Giuseppe Tubertini occupava lo spazio dei soppressi cimiteri della Vita e della Morte e dalla chiesa di San Giovanni Decollato e rispondeva all'esigenza di dare sede opportuna a uno sport a quel tempo molto popolare, il gioco del Pallone al bracciale. In tempi successivi fu sede di varie attività, anche non sportive: qui tenne le sue famose lezioni di astronomia Quirico Filopanti e nel secondo dopoguerra vi fu ospitata una parte della Fiera campionaria.
> Athos Vianelli, Le piazze di Bologna, Roma, Newton Compton, 2006, p. 153

Giorgio Guazzaloca
Giorgio Guazzaloca è nato a Bazzano, in provincia Bologna, il 6 febbraio 1944. Ha cominciato a lavorare con il padre a 15 anni e a 23 anni ha assunto la gestione dell'azienda di famiglia.

Flavio Delbono
Flavio Delbono è nato a Sabbioneta (Mantova) nel 1959. Il padre Aldo è vigile urbano e prima fabbro e sindacalista della CISL, la madre Luigia è ricamatrice.Dopo il liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio a Parma, dove si laurea nel 1982.

Walter Vitali
Walter Vitali è nato a Minerbio, in provincia di Bologna, il 30 settembre 1952. È laureato in Filosofia all'Università di Bologna con una tesi sull'organizzazione delle federazioni di Bologna e Imola del PCI dal 1945 al 1986.

Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre 1943. Si è laureata in Scienze Politiche all'Università La Sapienza e dal 1972 è entrata nell'amministrazione del ministero dell'Interno.
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