bologna online

Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.

Dalla Cronologia

Accadde oggi, 03 giugno.

immagine di Lo stadio intitolato a Renato Dall'Ara
3 giugno 1984
Lo stadio intitolato a Renato Dall'Ara
Lo stadio di calcio cittadino viene intitolato a Renato Dall'Ara (1892-1964), il “presidentissimo”, alla guida del Bologna FC dal 1934 al 1964. Per i rossoblu, allenati da Giancarlo Cadè (1930-2013), è l’anno della risalita in serie B.
immagine di La foto più nitida del cosmo scattata dalla terra
3 giugno 2008
La foto più nitida del cosmo scattata dalla terra
Astronomi dell'Università di Bologna e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ottengono la foto del cosmo più nitida mai scattata da terra. L'ammasso stellare NGC 5466 è ripreso in Arizona dal Large Binocular Telescope (Lbt), con un livello di dettaglio simile a quello dei telescopi spaziali, che però hanno il grande vantaggio di osservare l'Universo senza il filtro dell'atmosfera. Le riprese sono state fatte da due macchine fotografiche speciali da 36 megapixel, ideate e realizzate in Italia, accoppiate ai due specchi di 8,4 metri di diametro del telescopio Lbt.
immagine di Primi esperimenti di protezione antiaerea
3 giugno 1938
Primi esperimenti di protezione antiaerea
Il Comitato provinciale di protezione antiaerea distribuisce un opuscolo contenente Norme pratiche di protezione antiaerea per la popolazione. Nelle notti del 3 e 4 giugno vengono organizzati i primi esperimenti: i bolognesi si familiarizzano con il suono delle sirene e con le misure per l'oscuramento totale.
immagine di Carducci commemora Garibaldi al teatro Brunetti
3 giugno 1882
Carducci commemora Garibaldi al teatro Brunetti
Giuseppe Garibaldi muore la mattina del 2 giugno. La sera seguente Giosuè Carducci lo commemora al teatro Brunetti, pieno all’inverosimile. L’oratore frena più volte gli applausi della folla, ma le grida prorompono dopo che ha pronunciato queste parole: “L’ombra del Generale torni cavalcando alla fronte dei nostri eserciti e ci guidi ancora alla vittoria e alla gloria”. Il discorso di Carducci verrà stampato pochi giorni dopo dall'editore Zanichelli.
immagine di La rivista "Il Cerchio di gesso"
giugno 1977
La rivista "Il Cerchio di gesso"
Sull'onda dei fatti di marzo esce la rivista "Il Cerchio di gesso". La anima un gruppo di intellettuali, tra i quali Gianni Scalia, Pietro Bonfiglioli, Federico Stame, Roberto Roversi, che intendono affiancare le lotte del Movimento del '77. Da Roversi è intesa come “un riferimento forte per l'intervento poetico e quindi politico” su quanto succede in Italia e in particolare nella Sinistra. I redattori credono nella gestione e distribuzione diretta di una comunicazione libera. Nel primo numero compare un Documento per radio Alice sottoscritto da molti intellettuali (tra gli altri Cesare Zavattini, Luca Ronconi, Goffredo Fofi, Antonio Faeti). La rivista sarà pubblicata fino al 1979. Usciranno sei numeri, più uno speciale in occasione del convegno contro la repressione del settembre 1977.
immagine di Il Campo Sterlino
30 novembre 1913
Il Campo Sterlino
“Il campo Badini o Sterlino presentava tra un estremo e l’altro un dislivello di varie decine di centimetri, per cui era molto importante la scelta iniziale del campo da gioco, quando vi si giocava. Questa scelta normalmente è determinata dalla posizione del sole o dalla direzione del vento; al Badini invece era più importante decidere se si voleva giocare ‘in discesa’ nel primo o nel secondo tempo”. (F. Prestopino) Con un “vibrante” discorso del poeta e tifoso Giuseppe Lipparini (1877-1951) è inaugurato il campo di football dello Sterlino, voluto dal presidente del Bologna FC Rodolfo Minelli. La partita inaugurale tra Bologna e Brescia termina 1 a 1.  L’impianto è recintato con una stacciolata di legno e ha una tribuna col tetto di lamiera sostenuto da pali. Ha accessi molto più agevoli che alla Cesoia, dove, per assistere alle partite, occorreva scendere una ripida scala a pioli. Il terreno di gioco è ricavato nel parco della villa Hercolani in via Toscana (poi via Murri), fuori porta Santo Stefano. Ridotto dopo la grande guerra in pessime condizioni, verrà ricostruito grazie all’azionariato popolare.  Nell’occasione sarà aggiunta una tribuna in cemento armato con terrazza pensile - la prima di questo tipo in Italia (ing. A. Baulina Paleotti) - in grado di ospitare il bel mondo cittadino. La riapertura avverrà il 19 settembre 1920 con la deposizione di una lapide per i sette giocatori del Bologna FC caduti in guerra. Il campo sarà intitolato ad Angelo Badini, giocatore rossoblu italo-argentino scomparso prematuramente. Anche dopo l'inaugurazione nel 1927 del Littoriale verrà utilizzato fino agli anni Sessanta per le squadre giovanili e i campionati minori. In seguito sarà trasformato dal CONI in un moderno complesso polisportivo.
immagine di Nel quartiere Lame il primo Centro civico
21 dicembre 1974
Nel quartiere Lame il primo Centro civico
  • @ Via Marco Polo, 51, 40131 Bologna BO
In via Marco Polo è inaugurato il Centro civico del Quartiere Lame. Si tratta della prima struttura di questo tipo in Italia. L'edificio è stato progettato dall'arch. Enzo Zacchiroli (1919-2010). Sorge nel contesto del decentramento, inteso come partecipazione dei cittadini al governo della città. Ospita vari uffici, servizi e offre materialmente occasioni di incontro, impegno politico, culturale e associativo. Questo sistema di spazi e attrezzature, in grado di soddisfare una molteplicità di funzioni, si diffonderà a Bologna negli anni successivi, sia nella forma di edifici appositamente progettati, sia in quella del riadattamento e riuso di contenitori storici. Nel 1980 saranno attivi nove centri civici. In essi verrà ripresa “l’idea comunitaria della Casa del cittadino, per affrontare una nuova realtà di forte impatto sociale di governo locale diffuso” (Furlan).
immagine di Restauro dell'Oratorio di San Carlo
2000
Restauro dell'Oratorio di San Carlo
  • @ Via del Porto, 5, 40121 Bologna (BO)
Dopo un accurato restauro è riaperto al pubblico l'antico Oratorio di San Carlo in via del Porto. Costruito nella seconda metà del Seicento, è l'unico edificio della zona rimasto indenne dopo il devastante bombardamento del 29 gennaio 1944, che danneggiò seriamente la chiesa attigua e distrusse il vicino Seminario Arcivescovile. L'insperata salvezza fu attribuita a un miracolo di Sant'Antonio da Padova. Fino all'epoca napoleonica - e per una parte dell'Ottocento - l'oratorio fu utilizzato dalla Confraternita di Santa Maria del Paradiso, che si occupava di assistenza a poveri e infermi. Uno dei confratelli, Giacomo Friani, tra i migliori discepoli di Agostino Mitelli (1609-1660), eseguì la decorazione dell'interno. Di particolare pregio è l'affresco al centro della volta, con San Carlo in estasi al cospetto della Madonna.
immagine di Palazzo Ercolani
Palazzo Ercolani
  • @ Hercolani
Eretto da A. Venturoli nel 1793, ha una scalona e una loggia con statue in stucco di Giacomo de Maria (1800-2). Al pianterreno stanza "alla boschereccia" di R. Fantuzzi (1810). Nella volta dello scalone la Gloria d'Ercole di F. Pedrini e D. Zanotti (1799 c.); al piano nobile, salone di F. Pedrini e di F. Minozzi (1798), sala con l'Apollo e le Ore di F. Pedrini, negli altri ambienti dipinti di L. Busatti e S. Barozzi, A. Basoli, P. Fancelli, G. Frulli, stanza "alla cinese" di V. Armani (1803-4).
immagine di Palazzo Godoli
Palazzo Godoli
  • @ Palazzo Godoli
Il palazzo cinquecentesco conserva nel cortile alcune tracce trecentesche. La scala, di impianto tardo rinascimentale, è abbellita da sculture. In uno dei saloni del piano nobile è presente un camino con lo stemma nobiliare e un soffitto a cassettoni con decorazioni cinquecentesche; un'altra sala, più piccola, ha decorazioni ottocentesche, con al centro del soffitto un dipinto su tela di Clemente Alberi.
immagine di Casa Carducci
Casa Carducci
  • @ Giardino Monumentale di Casa Carducci
L'impianto dell'oratorio e della chiesa di Santa Maria della Pietà, detta del Piombo, risalgono all'inizio del XVI secolo. Nel 1702 il complesso conventuale fu distrutto quasi completamente da un incendio; dalle fiamme si salvarono alcuni affreschi del pittore settecentesco Giuseppe Maria Orsoni. Ciò che rimase dell'edificio fu venduto a privati che ne modificarono l'uso in abitativo chiudendo il portico e costruendo una scala di accesso. L'appartamento al rpimo piano fu abitato dal 1890, fino alla sua morte, da Giosuè Carducci, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1906. Gli arredi originari della casa, insieme alla imponente Biblioteca, sono conservati nel museo dedicato al poeta. Nel giardino attiguo sorge il monumento alla sua memoria ideato nel 1908-1909 e realizzato in marmo bianco di Carrara dallo scultore Leonardo Bistolfi che venne inaugurato nel 1928.
immagine di Giardino  Nicholas Green
Giardino Nicholas Green
  • @ Nicholas Green
Il parco (14 ettari) si sviluppa tra la Certosa e l'asse attrezzato sud-ovest, che negli anni '60 tagliò di netto la trama agricola della zona. Nel progetto dell'area verde varie tracce del passato sono state conservate: cavedagne, canalette, filari, alberi da frutto, ex seminativi, insieme al nucleo colonico privato San Gerolamo, caratterizzano tuttora la fisionomia del parco. Il fossato e la lunetta della parte centrale rimandano al forte Villa Contri, uno dei capisaldi del campo trincerato creato intorno alla città dopo l'Unità d'Italia per difenderla da attacchi austriaci. Il forte, con polveriera, aveva trovato posto in una residenza signorile progettata agli inizi dell'Ottocento da Angelo Venturoli per la famiglia Galli-Canevelli e poi passata all'agronomo Giovanni Francesco Contri; l'edificio fu fatto esplodere nel 1944 durante una celebre azione partigiana. Il parco è intitolato a Nicholas Green (1987-1994), il bimbo statunitense ucciso in Calabria durante una tragica rapina e i cui organi furono poi donati dalla famiglia (un monumento lo ricorda nella zona centrale del parco).
immagine di Caffè degli Stelloni
Caffè degli Stelloni
  • @ via Rizzoli, 4. Bologna
Del resto, amo anch'io molto quella stanzetta degli Stelloni, massime dopo che l'hai consecrata tu. E intendi che la sera calda di Bologna, e la piazza cupa, fra quella luce di gas concentrata, lassù sono qualche cosa di essenzialmente originale. Le gravi e grosse e grasse e un po' buie sale dei ristoratori di Milano non valgono certo quell'aerea saletta degli Stelloni. (G. Carducci)
immagine di Francesco Albergati Capacelli
Francesco Albergati Capacelli
Le sue commedie sono piene di un saporoso mordente, e il costume del tempo è ritratto con fresca e chiara verità: il dialogo si svela attraverso una leggera sfumatura ironica, le persone e le cose appaiono riflesse in uno specchio che non deforma i valori umani. C'è sì, in quelle pagine, l'ombra di Goldoni, ma essa appare con modestia, come se avesse prestato all'Albergati la misura delle scene, il luminoso contorno delle figure secondarie.(A. Meluschi)Di nobile famiglia bolognese, Francesco Albergati è avviato fin da giovane alla carriera politica: nel 1751 è nominato senatore e nel 1753, a soli 25 anni, Confaloniere di Giustizia. Egli è“la tipica figura del gentiluomo del settecento scettico e credente, aristocratico, ma con numerose amicizie fuori dal suo mondo naturale, purché vi portassero originalità di ingegno, prestigio di nome, novità di gusto e di costume”. (Beseghi)Dopo il fallimento del suo matrimonio con Teresa Orsi, annullato per intercessione di papa Benedetto XIV, accentua la sua opposizione all'antico ordine. E' a capo della "Società letteraria", che dal 1781 pubblica le "Memorie Enciclopediche", periodico fautore delle nuove idee dell'Illuminismo.Si dedica con passione al teatro, come autore, attore e mecenate. Costruisce spazi teatrali sia nel palazzo di Bologna, che nelle ville di famiglia a Zola, Manzolino e Medicina, passando dall'uno all'altro con compagnie di comici di mestiere o formate da lui stesso con dilettanti e servitori.Scatena grandi polemiche nell'aristocrazia cittadina la sua decisione di fondare, assieme ai conti Orsi, il teatro accademico dei Ravvivati, nel quale non sono ammessi i nobili, né come attori, né come spettatori.E' intimo di Baretti e Goldoni, corrisponde con Voltaire, partecipa alla traduzione in italiano dell'Encyclopédie. Tramite l'Alfieri è aggiornato sulle vicende rivoluzionarie in Francia.Goldoni rievoca così le sue qualità sulle scene: “aveva, oltre il sapere e il suo genio, le prerogative più felici per l'arter della declamazione teatrale, potendosi dire che non vi fosse in Italia comico o dilettante capace di sostenere al pari di lui le parti eroiche della tragedia e quelle di amoroso nella commedia”.Nel triennio giacobino rimane in disparte, mentre è coinvolto in vari incarichi di tipo culturale e didattico - revisore delle stampe, ispettore degli spettacoli - sotto il successivo governo monarchico. La morte lo coglie poco dopo, ancora impegnato nel teatro, praticamente sulla scena.
immagine di Casa del melograno
Casa del melograno
  • @ via Broccaindosso, 20
L'albero a cui tendevi la pargoletta mano il verde melograno Da' bei vermigli fiori Nel muto orto solingo Rinverdì tutto or ora E giugno lo ristora Di luce e di calor  [...] (G. Carducci, Pianto antico)
immagine di Giovanni Federzoni
Giovanni Federzoni
Cultore profondo degli studi danteschiper cinquant'anni in Bologna e in Romamaestro di dottrina e di italianitàebbe pari la sapienza alla modestiadalla meditazione degli eterni misterisalì puro alla conoscenza di Dio (Lapide alla Certosa di Bologna) Giovanni Federzoni nasce a Bologna nel 1849. Nel 1869 si iscrive alla facoltà di lettere della locale Università e nel 1873 si laurea con Giosue Carducci. Inizia la carriera di insegnamento presso il ginnasio "Guinizelli" di Bologna. Diventa in seguito direttore del liceo "Minghetti", insegna al liceo "Galvani" e alla Scuola superiore femminile. Cura la pubblicazione della Strenna delle Colonie scolastiche bolognesi - raccolta annuale di ricordi e aneddoti bolognesi offerti da famosi artisti e scrittori, quali Carducci, Pascoli, Guerrini - finalizzata al sostegno della benefica istituzione. Studioso di Dante, pubblica numerosi saggi sul grande poeta e raccolte di versi, quali Il paradiso perduto ed altri scritti (1895); Diporti danteschi (1899); Amore serotino. Negli anni gravi. Sonetti (1904); L'angelo nocchiero (1912). E' autore, inoltre di manuali tecnici, quali Del periodo. Primi elementi e regole pratiche (1894); Dei versi e dei metri italiani (1904). Tutti i suoi lavori sono pubblicati a Bologna da Zanichelli. Legato a Giovanni Pascoli da una lunga amicizia, ha tra i suoi allievi Mario Missiroli, pubblicista e direttore del "Resto del Carlino". Muore a Bologna nel 1923. Anche il figlio Luigi (1878-1967) sarà allievo di Carducci e giornalista, autore di romanzi e saggi letterari, con lo pseudonimo di Giulio De Frenzi. Sarà inoltre tra i fondatori del Movimento nazionalista e ministro durante il Fascismo.
immagine di Marina Girardi
Marina Girardi
Marina Girardi è nata tra le montagne bellunesi nel 1979 e si è diplomata al corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha accompagnato lo studio del disegno con l’attività di educatrice ambientale nelle scuole e in una fattoria didattica. Ha vinto nel 2008 il premio Komikazen, Festival internazionale del fumetto di realtà di Ravenna, con il progetto del libro a fumetti Kurden People, edito nel 2009 da Comma 22 Editore. Per la stessa casa editrice ha pubblicato Appennino, 2010, un albo illustrato che racconta un’esperienza di vita comunitaria sull’Appennino bolognese e Tutta discesa. Una cavalcata appenninica su due ruote, 2013, diario disegnato di un viaggio in bicicletta nell'Appennino centrale. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di disegni Dalle Tane per Giuda Edizioni, Ravenna. Suoi lavori sono apparsi su Sostiene Sankara (2014, Becco giallo Edizioni), Liberi Tutti. 10 racconti sui diritti dei bambini, La Costituzione Illustrata, Migrations. A story for history, Tiamottì. 11 canzone italiane a fumetti (2010, Arcana Editore), Piazza Grande, Barricate, Animals, Delebile. Ha partecipato ai progetti La mia valle e Pasubiana, curati da Giulia Mirandola, realizzando la mappa disegnata degli Altipiani Cimbri di Folgaria, Lavarone e Luserna e un libro d’artista sul monte Pasubio. É stata ospite, nel 2013, del Festival di Carnet de voyage di Clermont Ferrand con il libro Kurden people, tradotto in Francia da L’Agrume Edition. Dal 2008 conduce laboratori di fumetto nelle scuole primarie e secondarie e negli istituti superiori. Dipinge in strada a Bologna con la sua bicicletta da pittrice. Gira l’Italia insieme a Rocco Lombardi con un progetto che si chiama Noma disegni: laboratori di fumetto itineranti per grandi e bambini e uno spettacolo di cantastorie per raccontare le storie nascoste dentro al paesaggio. Nel 2017 Marina, in veste di educatrice ambientale, ha accompagnato i suoi lettori, assieme alla guida Novella Volani, ne La trama nascosta del paesaggio. Trekking disegnato lungo la via del torrente da Rovereto al Masetto (TN). Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo Le Canzoni della Donna Albero. Raccolta di canzoni illustrate. Una pubblicazione da leggere, guardare ed ascoltare presentato al Bologna Children’s Book Fair 2018. Nel 2020 per Topipittori editore realizza Ortica: guida all'ascolto della natura selvatica. Ortica è una bambina che vive in questo libro ed è una specie di spirito della natura capace di parlare alle piante agli alberi e a tutti i fenomeni metereologici. L’autrice propone ogni anno un calendario -  Lunario (il Lunario dalle Tane 2024) dedicato agli animali e al profumo dei boschi che vengono rappresentati in bellissime illustrazioni colorate dove la natura si esprime in ogni sua pennellata colma di poesia e di gioia.   Internet: Il blog di Marina Girardi
immagine di INPS regionale
INPS regionale
  • @ via Milazzo, 4/2, Bologna
Il palazzo dell' Inps, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, Direzione regionale per l'Emilia-Romagna, ha sede in via Milazzo, all'angolo con via Galliera. Poco lontano si trova il cinema Capitol, costruito nel 1907 come Teatro Olimpia (poi Verdi) e capace di oltre 1400 posti. Usato come teatro e come cinematografo, fu ristrutturato tra il 1925 e il 1928, divenendo un locale molto elegante. La zona di via Milazzo, vicina alla stazione ferroviaria, fu ripetutamente colpita dai bombardieri alleati durante la seconda guerra mondiale. > Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, p. 146
immagine di Lorenzo Mattotti
Lorenzo Mattotti
Lorenzo Mattotti è nato a Brescia il 24 gennaio 1954. Ha collaborato con la rivista "Linus". Il suo primo lavoro importante è stato Incidenti, pubblicato nel 1979. Negli anni Ottanta, con Carpinteri, Igort, Jori e Brolli ha fondato a Bologna il gruppo Valvoline, la cui prima produzione è stata un inserto su "Alter Alter". In seguito ha affiancato all'attività di autore di fumetti (Il signor Spartaco e Fuochi sono alcuni titoli che lo fanno conoscere anche all'estero), l'attività di illustratore per "Vanity" e la realizzazione di manifesti pubblicitari. Suoi sono i disegni per Eros, film di Antonioni, Wong Kar Wai e Soderbergh del 2004. Nel 2011 ha pubblicato The Raven, con testi di Lou Reed. Tra le sue ultime collaborazioni con il cinema vi è l'animazione del Pinocchio di Enzo D'Alò del 2012 e la regia del film d'animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia del 2019, la fiaba di Dino Buzzati pubblicata nel 1945 sul Corriere dei Piccoli . Tra le sue opere grafiche più recenti, tra moda, arte, illustrazione e fumetto, si annoverano Oltremai (Logos edizioni, 2013), Mattotti Works 2: Fashion (Logos edizioni, 2014), Vietnam (Louis Vuitton Travel Book, 2014), Sconfini (Logos edizioni, 2016), Blind (Logos edizioni, 2017). Nel 2017 ha pubblicato il graphic novel Ghirlanda (Logos edizioni), con sceneggiatura di Jerry Kramsky. Nel 2018 è uscito il libro Lorenzo Mattotti. Covers for the New Yorker. che raccoglie le 32 copertine da lui disegnate per la prestigiosa rivista americana "The New Yorker", insieme a numerosi schizzi preparatori inediti. Attualmente vive e lavora a Parigi. È impegnato oltre che nel fumetto, nell'illustrazione e nella grafica, collaborando anche ad iniziative riguardanti il cinema (ha realizzato il manifesto ufficiale del 2020 per la 77° mostra del cinema di Venezia) e la moda. Sul sito c'è una panoramica pressoché completa dei suoi libri e una presentazione di tavole, acquerelli, dipinti.
immagine di Galleria Acquaderni
Galleria Acquaderni
  • @ via Rizzoli, 34, Bologna
Il palazzo del Credito Romagnolo fu costruito nel 1928 da Edoardo Collamarini. Sotto di esso si apre, sul luogo anticamente occupato dall'Ospedale di San Giobbe per i luetici, l'elegante Galleria Acquaderni (1932), decorata dal Lambertini, che utilizzò anche quattro vecchie stampe policrome (Piazza Maggiore, Processione della Madonna di San Luca, Piazza Malpighi, Piazza San Domenico). Sotto la vecchia cantoria, un cartiglio ricorda che fu S. Guarino, cardinale bolognese, a fondare l'ospedale nel 1141. Durante lavori di restauro del 1973 nella zona furono trovate tracce delle antiche mura di selenite. > Bologna e provincia, a cura di Giancarlo Bernabei, Bologna, Santarini, 1995, p. 49
immagine di Matteo Lepore
Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980. Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna. Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.
immagine di Flavio Delbono
Flavio Delbono
Flavio Delbono è nato a Sabbioneta (Mantova) nel 1959. Il padre Aldo è vigile urbano e prima fabbro e sindacalista della CISL, la madre Luigia è ricamatrice.Dopo il liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio a Parma, dove si laurea nel 1982.
immagine di Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre 1943. Si è laureata in Scienze Politiche all'Università La Sapienza e dal 1972 è entrata nell'amministrazione del ministero dell'Interno.
immagine di Giorgio Guazzaloca
Giorgio Guazzaloca
Giorgio Guazzaloca è nato a Bazzano, in provincia Bologna, il 6 febbraio 1944. Ha cominciato a lavorare con il padre a 15 anni e a 23 anni ha assunto la gestione dell'azienda di famiglia.