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Dalla Cronologia

Accadde oggi, 19 giugno.

immagine di Il Gran Premio Bologna di automobilismo
19 giugno 1927
Il Gran Premio Bologna di automobilismo
Il Gran Premio Bologna di automobilismo (o Circuito di Bologna), organizzato dal locale Automobile Club, si svolge il 19 giugno su un percorso cittadino di 4.800 metri, che include il passaggio attraverso i Giardini Margherita, il rettilineo dei viali Gozzadini e Panzacchi fino a porta D'Azeglio e la salita della via Panoramica. Il traguardo e le tribune sono posti nei pressi dello chalet dei Giardini e il monte premi è di 130.000 lire. Il 1° premio assoluto di 50.000 lire è vinto dal pilota Emilio Materassi (1894-1928) su Bugatti, alla media di 82 kmh. Nella classe 1.500 cc si distinguono due Tipo 26 Maserati guidate da Testi e Ernesto Maserati.
immagine di La "Dichiarazione di Bologna"
19 giugno 1999
La "Dichiarazione di Bologna"
Nell'Aula Magna dell'Università di Bologna 29 ministri dell'istruzione europei sottoscrivono la cosiddetta “Dichiarazione di Bologna”, un accordo che dà il via al processo di armonizzazione dei sistemi di istruzione superiore europei (Processo di Bologna / Bologna Process). Gli obiettivi che i paesi partecipanti si impegnano a raggiungere sono: l'adozione di un sistema di titoli leggibile e comparabile e di un sistema universitario fondato su due cicli di primo e secondo livello. Inoltre: il consolidamento del sistema dei crediti formativi, la promozione della mobilità di studenti e docenti, della cooperazione nella certificazione di qualità, di uno spazio europeo dell'istruzione superiore. Il compimento della riforma del sistema universitario europeo è previsto per il 2010.
immagine di Il progetto “Frontier”
19 giugno 2012
Il progetto “Frontier”
Tra giugno e agosto si svolge la manifestazione d’arte Frontier - la linea dello stile, a cura di Fabiola Naldi e Claudio Musso. Tredici artisti hanno a disposizione alcuni muri di palazzi in periferia per la realizzazione di opere “site specific”, cioè in stretto rapporto e interazione con l’ambiente circostante. Sono coinvolti alcuni protagonisti internazionali della Street Art e del Writing, quali Does, Honet, Daim, Phase II e ormai storici esponenti italiani, quali Cuoghi e Corsello, Rusty, Eron, Joys.
immagine di Primo raduno mondiale dei laureati
19 giugno 2015
Primo raduno mondiale dei laureati
Si tiene dal 19 al 21 giugno a Bologna, sotto il titolo Reunion, il primo raduno mondiale dei laureati: tre giorni di incontri, dibattiti e mostre assieme a protagonisti della cultura e dell'impresa, che raccontano esperienze e saperi diversi. L'Università esce dai luoghi deputati, dagli istituti e dalle aule e incontra la città, anima le vie e le piazze. E' l'occasione per la consegna del Sigillum magnum d’oro dell’Ateneo a Umberto Eco. La giornata inaugurale vede anche un momento di contestazione da parte del collettivo CUA, che occupa l'infopoint di piazza Verdi, accusando Reunion di essere solo una vetrina dell'Alma Mater per attrarre investimenti.
immagine di Leandro Marconi restaura la biblioteca Malatestiana di Cesena
19 agosto 1804
Leandro Marconi restaura la biblioteca Malatestiana di Cesena
Il Comune di Cesena decide di riaprire l'antica libreria Malatestiana, raro esempio superstite di biblioteca umanistica, voluta nel XV secolo da Malatesta Novello e situata all'interno del locale convento di San Francesco. Con l'arrivo dei Francesi l'edificio religioso è stato trasformato in caserma e la sala di lettura utilizzata come dormitorio. Fortunatamente si è provveduto a ricoverare altrove i preziosi codici manoscritti e gli arredi. Dei lavori da compiere per "rimettere nel primiero essere" la struttura è incaricato Leandro Marconi (1763-1837), "versatile" architetto e ornatista di origine mantovana.   Egli propone di ripulire le colonne, imbiancare i muri e dipingere sul fondo tre prospettive. I restauri si concludono nell'estate del 1804 con la ricollocazione dei banchi e dei codici.  Nello stesso anno Marconi progetta, a costo di pesanti manomissioni dell'antica fabbrica, una vasta sala destinata ad ospitare i volumi delle corporazioni religiose soppresse. La nuova biblioteca Comunitativa sarà aperta nel 1807. Autore di vari lavori a Cesena - nella chiesa dell'Osservanza, nella Rocca, in diversi palazzi signorili - Marconi vi ha proposto "un classicismo discreto", caratterizzato da un uso semplificato e parsimonioso degli ordini (Ceccarelli). Dopo la sistemazione della Malatestiana - discutibile e in seguito pesantemente criticata - si trasferirà a Bologna, dove sarà per lunghi anni docente di architettura e prosegretario all'Accademia di Belle Arti. Grazie a lui, "architetto Direttore della fabbrica", si avrà nel 1808 il primo ampliamento della futura Pinacoteca Nazionale.  I quadri acquisiti dall'Accademia dopo la soppressione di chiese e monasteri troveranno una sistemazione adeguata in tre "magnifiche sale a tale uopo costrutte, aventi il lume dall'alto".
immagine di Marjane Satrapi all’inaugurazione dell’anno accademico
20 febbraio 2023
Marjane Satrapi all’inaugurazione dell’anno accademico
Marjane Satrapi è l’ospite d’onore dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università, che si tiene nell’Aula Magna di Santa Lucia. Il suo invito è un segnale della partecipazione dell’Ateneo alle lotte per i diritti civili nel mondo e in particolare in Iran, dove sono in corso dimostrazioni che vedono in prima linea soprattuto le donne e gli studenti. Una delle giovani vittime, Mehdi Zare Ashkzari, è stato allievo all’Alma Mater. Nel corso della cerimonia la Satrapi tiene una lectio magistralis dal titolo The Freedom of Mind. Al termine il Rettore Molari le consegna il Sigillum Magnum, massima onorificenza dell’Università di Bologna.  Alla sera la scrittrice partecipa al cinema Lumière alla proiezione del suo film Persepolis, presentato assieme al direttore della Cineteca comunale Farinelli. Nata in Iran Marjane Satrapi vive dal 1994 in Francia. È autrice di graphic novel quali Persepolis, Taglia e cuci, Pollo alle prugne e di libri per bambini. Dal 2005 ha avviato anche la carriera di regista.
immagine di L'eccidio di Vallucciole
13 aprile 1944
L'eccidio di Vallucciole
  • @ Vallucciole, 52015 Pratovecchio Stia (AR)
Nel corso della vasta operazione di rastrellamento sui monti Fumaiolo e Falterona tesa a sgominare le bande partigiane presenti nella zona, la divisione “Hermann Goring”, al comando del colonnello von Heydebreck, mette a ferro e a fuoco i paesi del Casentino, compiendo massacri di civili. Il 13 aprile a Partina vengono uccisi 29 persone poi date alle fiamme. A Moggiona si hanno 19 vittime. Nella zona tra Stia a Vallucciole i piccoli centri abitati e le fattorie isolate vengono sistematicamente colpiti, gli abitanti tutti sterminati e le case date alle fiamme. Prima di essere fucilati, gli uomini sono costretti a trasportare pesanti casse di munizioni. Le uccisioni sono efferate e brutali e denotano un particolare accanimento contro i civili. Si ha testimonianza di bambini lanciati in aria e usati come bersagli, di donne stuprate in branco e poi uccise. Al termine della giornata si contano 105 vittime. Accanto ai tedeschi della 1° reggimento Flak della Goring, al comando del maggiore von Loeben, operano soldati italiani della RSI, spesso cammuffati con divise della Wehrmacht.    
immagine di L'Albergo Diurno Cobianchi e gli altri "lieux d'aisance"
1911
L'Albergo Diurno Cobianchi e gli altri "lieux d'aisance"
Cleopatro Cobianchi, fratello di Stanislao, titolare dell’Amaro Montenegro, apre a Bologna un “lieu d'aisance” (Albergo Diurno) sotto il caffé di sua proprietà, affacciato su Piazza Maggiore, importando per la prima volta dall’Inghilterra in Italia questo tipo di struttura sotterranea, dedicata alla cura della persona. Allestito in stile liberty sotto il Voltone del Podestà, il Diurno Cobianchi ospita vari servizi: toilettes, docce e bagni in tinozza, deposito bagagli, lavanderia, cabina telefonica, lucidatura di scarpe e altri servizi. L'impianto è stato facilitato dalla concessione, da parte del Comune, di una tariffa agevolata per l'uso di acqua potabile. I diurni avranno a Bologna un rapido successo, rispondendo a una esigenza sentita. Nel 1916 ve ne saranno già tre: oltre al Cobianchi e a un impianto in via dè Musei, un Diurno Centrale sarà aperto in via Pietrafitta, accanto al cinema Fulgor, non lontano dal “bliguel ed Bulagna”, cioè quello che è considerato l'ombelico, il centro geometrico della città. Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 20, il Centrale sarà dotato di "Salone da barbiere, Water Closets, Gabinetti da toilette, Deposito bagagli e Posto pubblico telefonico". Il progetto di un quarto diurno di grande pregio sotto piazza Re Enzo non sarà invece mai realizzato. Uno Stabilimento Bagni per Uomo e Signora è inoltre documentato all'incrocio tra via D'Azeglio e via Asse. Il modello bolognese sarà replicato in numerose città italiane. Il Diurno Cobianchi rimarrà in attività fino al dicembre 1998.
immagine di Ex Chiesa di Santa Maria della Neve
Ex Chiesa di Santa Maria della Neve
  • @ Santa Maria della Neve
Eretta nel 1661 per la confraternita romana del Gonfalone, fu chiusa al culto dopo il 1796. Al piano superiore si conserva un oratorio ricco di stucchi barocchi; l'ornamento dell'altare si deve a Paolo Reggiani e le decorazioni murali ai fratelli Rolli e a G. B. Caccioli.
immagine di Villa Cerri
Villa Cerri
  • @ Cerri
L'edificio venne progettato da Melchiorre Bega nel 1951-52. Il complesso ricicla con felicità espressiva non comune i "cinque punti dell'architettura" secondo il primo Le Corbusier. Di particolare interesse la soluzione della "terrazza giardino", tema tipico dell'architettura europea di quegli anni.
immagine di Giardino della Montagnola
Giardino della Montagnola
  • @ della Montagnola
È il più antico giardino cittadino, da secoli luogo di passeggio e teatro di manifestazioni, giochi, gare sportive. A partire dal 1662 l’area, sopraelevata rispetto a quelle circostanti perché dal medioevo deputata all’accumulo di macerie e rifiuti, venne destinata a uso pubblico: in parte occupata da orti e colture di gelso, per il resto era dotata di ampi viali e di un piazzale centrale a disposizione dei visitatori. Il disegno attuale risale ai primi anni dell’800, quando per espressa volontà di Napoleone venne ripensato da G. B. Martinetti secondo geometrie ispirate ai giardini alla francese. Nel 1896 la Montagnola fu arricchita con la grande scalinata monumentale che guarda verso la vecchia porta e i ruderi dell’antica fortezza di Galliera. Più tardi al centro del giardino venne sistemata la vasca circolare, impreziosita da gruppi scultorei di Diego Sarti, che era stata creata per i Giardini Margherita al tempo dell’Esposizione Emiliana (1888). Fra gli alberi del giardino, che ha una superficie di 6 ettari, risaltano le grandi chiome di alcuni platani monumentali, il cui impianto è di epoca napoleonica.
immagine di Ex Chiesa di San Mattia
Ex Chiesa di San Mattia
  • @ San Mattia
Fondata nel XIII secolo, fu riedificata nel 1580-84 da Pietro Fiorini e rimaneggiata nel 1762-63. All'interno si conservano ricche ancone di marmo e decorazioni di Pietro Scandellari e Nicola Bertuzzi con l'Eterno Padre (1744).
immagine di Teatro comunale
Teatro comunale
  • @ largo Respighi, 1
Il Teatro Comunale verso le otto di sera si riempiva di gente sollecita, seria e grave. Molti avevano sotto il braccio un grosso volume. Perfino le signore entravano man mano nei loro palchetti e si assedevano davanti silenziose, con una certa aria composta ad aspettazione solenne. Platea, scanni, poltrone, palchi, barcacce, tutto affollato, ognuno era al suo posto: gli uomini quasi tutti in falda e cravatta bianca, le signore scollate, elegantissime. In quei dieci minuti di attesa la sala del Bibiena suonava d'un ronzio contenuto e profondo simile ad un gigantesco alveare. Su nell'alto loggione scoppiava ogni tanto un brontolio più rude, una risata, un grido: viva Verdi, viva Rossini! Ma era l'affare di un momento. (E. Panzacchi - La prima del Lohengrin, 1 novembre 1871)  
immagine di Francesco Arcangeli
Francesco Arcangeli
Nasce a Bologna nel 1915. Frequenta il ginnasio-liceo "Galvani", dove si diploma nel 1933 con la votazione più alta di tutta la scuola. Si iscrive alla facoltà di lettere dell'Università. Il 1° dicembre del 1934 è presente, in un'aula gremitissima, alla celebre prolusione di Roberto Longhi, nuovo titolare della cattedra di Storia dell'arte, dal titolo Momenti della pittura bolognese, conclusa con il riconoscimento di Giorgio Morandi come "ultimo incamminato". Quel giorno matura il suo destino. Ricorderà le lezioni di Longhi come una "chiamata irresistibile". È il primo che si laurea con il maestro di Alba: nel 1937 sostiene la tesi di laurea su Jacopo di Paolo, pittore bolognese del Trecento. Votazione: 110 e lode. Inizia in questo periodo a frequentare la bottega di stufe di Giuseppe Raimondi in piazza Santo Stefano. Dal 1941 al 1943 è incaricato di Storia dell'arte al liceo "Minghetti". Scrive brevi saggi e anche articoli sportivi, su Alfredo Binda e Angiolino Schiavio, campioni del mondo, uno nel ciclismo e l'altro nel calcio: del centravanti descrive, sulla "Gazzetta di Parma", il passo di "galoppo trattenuto e ondeggiante". Una raccolta dei sui primi scritti sarà pubblicata dalle edizioni Nuova Alfa nel 1984, con il titolo Incanto della città e una nota introduttiva di Attilio Bertolucci. Nel maggio 1943 è arrestato assieme a Morandi, Raimondi, Gnudi, Ragghianti e altri intellettuali vicini al Partito d'Azione, accusati di antifascismo. Torna in libertà dopo una settimana. La sua casa in via Righi è quasi completamente distrutta durante il devastante bombardamento del 25 settembre. Lui si salva per un pelo. Presso l'editore Vallecchi di Firenze esce la sua raccolta di poesie Polvere del tempo, scritte tra il 1937 e il 1942. Con il fratello Gaetano condivide la passione per Pascoli, la frequentazione dell'opera di Montale, il colloquio con i poeti e gli artisti, da lui considerati il sale "pagato e faticato" dell'ultima generazione "fregata" dalla guerra: Bertolucci, Sereni, Morlotti, Rinaldi, Mandelli. Una "strana équipe" di cui vuole fortemente far parte: "Dio volesse che ci potessi stare anch'io". Nel dicembre 1943 è nominato ispettore presso la Soprintendenza alle Gallerie di Bologna e si adopera a mettere in salvo le opere d'arte delle città romagnole. Assieme ad un funzionario di Brera organizza il trasferimento al nord di alcuni capolavori della Pinacoteca di Bologna, tra i quali la Santa Cecilia di Raffaello, alcune grandi tele del Cossa e l'affresco staccato di Piero della Francesca. Dopo mille peripezie le opere vengono messe al sicuro in una villa sul lago Maggiore. Nel 1948 invia la sua seconda e ultima raccolta poetica, Stella sola, pubblicata per iniziativa di Antonio Boschetto, al premio "Libera Stampa" di Lugano. Avrà una recensione di Emilio Gadda, che collocherà l'autore "tra i lirici d'amore con un eloquio de' più nobili e de' più autorevoli". I versi di Francesco sono molto affini a quelli di un caro compagno dell'Università, Antonio Rinaldi. Il tema dell'ombra e della notte li percorre ... suggestioni che derivano dal suo amore per Rimbaud, poeta dalla parola piena, "nata dalla mescolanza tra suono, colore, immagine". Con il fratello Gaetano, poeta anch'egli, pensa di pubblicare una rivista letteraria, dal titolo "Il Foscolo", e chiede la collaborazione degli amici Luciano Serra e Pier Paolo Pasolini. Ma questo sogno non si realizza. Nel 1952 ottiene l'abilitazione di libero docente in storia dell'arte. Partecipa all'organizzazione di numerose esposizioni. Nel 1954 pubblica su "Paragone" il saggio Gli ultimi naturalisti, dove si impegna come critico militante, seguito nel 1957 da Una situazione non improbabile. Dal 1958 al 1967 è direttore della Galleria comunale d'arte moderna di Bologna, che ordina dal 1961 a Villa delle Rose e incrementa notevolmente. Nel 1960 comincia con entusiasmo a scrivere una importante monografia su Giorgio Morandi, commissionata dalla Galleria del Milione di Milano. Poco dopo però emergono profonde divergenze e contrasti tra critico e artista, fino alla sconfessione definitiva dell'opera, che sarà pubblicata, senza l'apparato iconografico previsto e in una versione corretta, solo dopo la morte di Morandi. Scriverà Arcangeli a Longhi: Il mio libro è uscito, per mia disgrazia, mentro io ero malato, in una stesura che non è più né la prima, né quella che io avevo decisa per la stampa, dopo aver tenuto conto di molte delle obbiezioni di Morandi; e ciò ha aggiunto, essendo la cosa non più riparabile, un'altra grave amarezza alle molte e gravissime che avevo già provate. Nel 1967 è nominato professore straordinario all'Università di Bologna e inizia il suo primo corso di storia dell'arte, intitolato Corpo, azione, sentimento, fantasia: naturalismo ed espressionismo nella tradizione artistica emiliano-bolognese, che continuerà nei due anni successivi. Riceve a Milano il Premio Feltrinelli per la critica d'arte. Nel 1970, anno della morte dell'amato fratello Gaetano, si tiene all'Archiginnasio la mostra, da lui ideata, Natura ed espressione nell'arte bolognese-emiliana. Il saggio-testamento sul catalogo della mostra è considerato il suo capolavoro. Nell'anno accademico 1970-71 inizia il suo quarto corso all'Università, intitolato Dal Romanticismo all'Informale, che prosegue l'anno seguente. Muore d'infarto nel 1974, mentre si trova ricoverato all'ospedale Sant'Orsola.
immagine di Casa-museo Carducci
Casa-museo Carducci
  • @ piazza Carducci, 5, Bologna
Le pareti tutt'intorno coperte di scaffali pieni di libri; nello scaffale a destra i poeti latini e le raccolte di poesie italiane; in quello a sinistra i poeti italiani e opuscoli poetici pure italiani; sopra gli scaffali le miscellanee di opuscoli del Risorgimento. In un lungo bancone, di fronte alle finestre, i manoscritti, in centoventi cartelle ... (Albo carducciano, p. 74)
immagine di Severino Ferrari
Severino Ferrari
Mi par di vederlo e di sentirlo ancora, in piedi fra le due prime file di banchi, col volume sacro in mano, declamar terzine con la voce dolce dalla pronuncia un poco blesa, mentre gli occhi miti e chiari ci cercavano e ci indagavano, come a scrutare nei nostri volti l'effetto di quella bellezza rivelata. (G. Lipparini) "Poeta di gentile arte e umanissimo cuore", Severino Ferrari nasce nel 1856 a San Pietro Capofiume di Molinella, nella frazione di Alberino, figlio di un medico condotto. Tra il 1865 e il 1870 frequenta a Bologna il Collegio Ungarelli. Nel 1873 conosce Giovanni Pascoli per alcune ripetizioni di latino e fra loro nasce un'amicizia fraterna destinata a durare (con qualche ombra) tutta la vita. Il poeta romagnolo lo chiamerà scherzosamente Ridiverde e lui ricambierà assegnandogli il nomignolo di Gianni Schicchi. Dopo gli studi al ginnasio e al liceo di Bologna, nel 1874 Severino si iscrive alla Facoltà di Filosofia dell'Alma Mater. Ha come compagni e amici Ugo Brilli e Giovanni Pascoli. Nell'ambiente universitario conosce e frequenta Andrea Costa e, come Pascoli, aderisce agli ideali socialisti da lui propugnati. L'anno seguente, però, si trasferisce a Firenze, dove si laurea in filosofia nel 1878 e in filologia nel 1882. Nell'estate 1876 conosce Giosuè Carducci, del quale diviene allievo a Bologna. Per il maestro prova grande stima e una devozione filiale. Da lui trae il "culto della poesia, esercitato col rispetto e con lo studio particolare e paziente dell'opera e della tecnica dei grandi" (Serra). Con lui curerà nel 1899 una prestigiosa edizione commentata del Canzoniere di Petrarca. Carducci chiama Severino "caro amico e figlio" e gli scrive: "Tu hai l'anima buona e profonda l'intuizione della poesia". Considera i suoi versi "tutt'insieme una consolazione anche più che una meraviglia". Nel 1881 gli scrive a Macerata, dove insegna: Comincio bene l'anno scrivendo a lei giovane, sul quale, e su due o tre altri, ho raccolto tutto l'amore che mi rimane nell'animo poco consolato; ed è pure molto. Mi voglia bene. La benedico come se fosse mio figlio. Manara Valgimigli ha scritto che Severino fu l'amico di tutte le ore e di tutti gli umori; era capace lui solo, o che con quella sua voce un pò cantante dicesse un verso, o che con quella faccia che sapeva fare meravigliosamente stupita e scimunita dicesse una scipitaggine, perchè il Carducci tornasse allegro. Carducci si incantava a sentire leggere versi "con purezza e schiettezza" e Severino era in questo particolarmente bravo: in certi momenti o torbidi o irosi, così, senza nemmen farsene accorgere, con quella sua voce un poco blesa e incantata, incominciava a dire un verso o una strofa; e il Carducci guardava, ascoltava, seguiva i versi con un lieve moto della mano, e già era ammansito e placato. Nel 1877 a Firenze Ferrari fonda, con alcuni amici studenti, tra i quali Ugo Brilli, la rivista "I nuovi goliardi", di breve durata. Vi fa il suo esordio come critico con un saggio su Parini e cura la pubblicazione di alcuni madrigali di Strozzi. Intanto compone poesie "di evidente intonazione carducciana". Nel 1879 accetta una supplenza al ginnasio "Guinizelli" di Bologna, mentre segue i corsi di perfezionamento del Maestro all'Università. Nel 1881 Carducci gli scrive queste parole: "Ella ha, e la serberà sempre, la religione dell'arte e della verità, che è il sentimento della sublime dignità umana, la religione dell'ideale umano". All'allievo che si lamenta dell'incarico lontano da Bologna, risponde così: Che ella ne pensi o dica, ho caro che stia costì. Non perda il tempo a lamentarsi e a fantasticare. Studiar bene - storicamente e filologicamente - i classici si può anche in Macerata. Nel 1884 pubblica, presso Sommaruga, il poemetto satirico Il Mago, "dalle piccole mordacità", frutto delle polemiche dei goliardi fiorentini contro i nemici di Carducci, mentre l'anno seguente dà alle stampe i Bordatini, raccolta di quattordici componimenti (ballate, madrigali, ecc.), dove sperimenta quella contaminazione tra poesia colta e popolare per cui sarà conosciuto in ambito letterario. Prima di essere licenziati, entrambe i lavori vengono sottoposti alla "lima d'oro" di Schicchi (G. Pascoli), che in questo periodo insegna a Massa. A Giovanni sarà dedicato il primo libro. I Bordatini sono un "indimenticabile libretto" con i ricordi dell'Alberino, il luogo della campagna bolognese da cui il poeta proviene: Il cuor, che in picciol borgo nacque, pur là rimase, ove non è che un argine, cinque olmi, e quattro case. Sono il momento più alto della produzione poetica di Ferrari, che qui si rivela "semplice e delicatissimo ad un tempo, per una naturale squisitezza di sensibilità" e che in seguito sarà soggiogato dall'ingombrante personalità di Carducci: Severino Ferrari ci mostra il caso unico, credo, nella storia della letteratura, d'un poeta che comincia là dove gli altri sperano di finire e finisce là onde gli altri si adattano a cominciare, poiché procede a grado a grado dall'originalità alla servitù intellettuale (Federzoni). A La Spezia, dove da alcuni anni è insegnante di Lettere al Liceo, sposa nel 1886 Ida Gini, la sua musa poetica. Nell'occasione l'amico Pascoli pubblica l'Ultima passeggiata, poemetto di otto madrigali, e la ballata Crepuscolo. Insegna in varie città - Reggio Calabria, Faenza, Palermo, Modena - mantenendo sempre Bologna come sua patria di riferimento. Dedica i suoi studi all'edizione di testi classici e alla letteratura popolare italiana. In questi anni cura una edizione della Gerusalemme liberata nella forma intesa da Tasso e una edizione dei Sepolcri e delle Grazie di Foscolo. Nel 1892 pubblica una Antologia della lirica moderna italiana e l'anno seguente le Prose di Galileo Galilei. Dal 1893 Carducci, spesso a Roma come Senatore, comincia a chiedergli di sostituirlo sulla sua cattedra bolognese: a un certo momento dové farsi aiutare da Severino, che noi consideravamo un fratello maggiore, e da cui ascoltavamo commentare Dante con delizia, tanta era la soavità con la quale egli ci faceva gustare le bellezze del Paradiso. Severino continuerà ad aiutare il Professore anche più avanti, pur con grave disagio, essendo contemporaneamente impegnato come docente di italiano all'Istituto superiore di Magistero femminile di Firenze. Carducci, d'altra parte, sentiva che tutto ciò che di sé aveva potuto rendere trasmissibile, procedimenti e dottrina, intendimenti e voleri, era rivissuto, meglio che in qualsiasi altro, in Severino, ... di Severino meglio che di qualsiasi altro sapeva di potersi fidare: e a Severino aveva pensato di lasciare un giorno la cattedra. (Federzoni) Nel 1900 Severino inaugura i suoi studi danteschi con la lettura del Paradiso, tenuta al circolo filologico di Bologna. Lo stesso anno pubblica I Sonetti, capitolo conclusivo e riassuntivo della sua attività poetica. Nel 1901 dà alle stampe Lectura Dantis. Nel 1904 è costretto per un grave disturbo cerebrale a lasciare l'insegnamento e non può subentrare a Carducci, che l'ha da tempo designato sulla sua cattedra di eloquenza all'Alma Mater. L'anno seguente muore nel manicomio di Collegigliato, vicino a Pistoia. È sepolto alla Certosa di Bologna, nel Campo Carducci. Nel cippo che lo commemora, il suo volto, opera dello scultore Carlo Parmeggiani, è significativamente rivolto alla tomba del maestro, che lo amava "assai assai" e che per la sua immatura morte "ha pianto con molte e cocenti lacrime". Severino Ferrari15 marzo 1856 - 24 dicembre 1905sovra tutti dilettocon verità pianto Ha scritto il Pancrazi: Ogni volta che torna un'occasione a parlare di Severino Ferrari, per una data, una ristampa, un discorso, qualcosa dentro di noi si rallegra. Pochi poeti e scrittori, pur essendo, come lui fu, piccoli poeti e scrittori, ci sembrano tanto suggestivi. E' che ci piace l'uomo e il tempo. Ci fu un ventennio, quando il Carducci in Parnaso era re, che nominar Severino era come dire la poesia.
immagine di Rinascimento a Bologna
Rinascimento a Bologna
"Non c'è maggior disastro nella storia dell'arte della fiammata d'odio che distrusse il palazzo Bentivoglio" Così Cecilia M. Ady commentava il "guasto" della Domus Aurea dei signori di Bologna da parte del popolino aizzato da Ercole Marescotti e Camillo Gozzadini.
immagine di I giorni della Linea Gotica
I giorni della Linea Gotica
La Linea Gotica fu l'ultimo grande sistema difensivo tedesco in Italia. Utilizzando la dorsale degli Appennini, andava da Pesaro sul mare Adriatico a Massa Carrara sul Tirreno. Oltre 50 mila operai italiani e quasi 20 mila genieri tedeschi, alle dipendenze della organizzazione TODT, fortificarono i 270 km della linea con postazioni per cannoni e mitragliatrici, trincee, fossi anticarro, filo spinato e mine. All'assalto della Linea Gotica, cominciato in Romagna e al Passo del Giogo nel settembre del 1944, parteciparono due armate alleate, con gruppi di combattimento italiani e formazioni partigiane. Altissimo fu tributo di sangue da entrambe le parti, testimoniato dai cimiteri di guerra diffusi nella regione.
immagine di L’Ombra nera
L’Ombra nera
Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 i soldati tedeschi compiono, nei pressi di Marzabotto, una grande strage di civili.
immagine di Giorgio Morandi
Giorgio Morandi
Presentando una bibliografia di opere disponibili in Salaborsa su Morandi, non possiamo che ripetere le parole calde e accorate di Francesco Arcangeli: “Le vorrò sempre bene, caro Morandi. Lei resterà sempre un esempio fondamentale per me”.
immagine di Marina Girardi
Marina Girardi
Marina Girardi è nata tra le montagne bellunesi nel 1979 e si è diplomata al corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha accompagnato lo studio del disegno con l’attività di educatrice ambientale nelle scuole e in una fattoria didattica. Ha vinto nel 2008 il premio Komikazen, Festival internazionale del fumetto di realtà di Ravenna, con il progetto del libro a fumetti Kurden People, edito nel 2009 da Comma 22 Editore. Per la stessa casa editrice ha pubblicato Appennino, 2010, un albo illustrato che racconta un’esperienza di vita comunitaria sull’Appennino bolognese e Tutta discesa. Una cavalcata appenninica su due ruote, 2013, diario disegnato di un viaggio in bicicletta nell'Appennino centrale. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di disegni Dalle Tane per Giuda Edizioni, Ravenna. Suoi lavori sono apparsi su Sostiene Sankara (2014, Becco giallo Edizioni), Liberi Tutti. 10 racconti sui diritti dei bambini, La Costituzione Illustrata, Migrations. A story for history, Tiamottì. 11 canzone italiane a fumetti (2010, Arcana Editore), Piazza Grande, Barricate, Animals, Delebile. Ha partecipato ai progetti La mia valle e Pasubiana, curati da Giulia Mirandola, realizzando la mappa disegnata degli Altipiani Cimbri di Folgaria, Lavarone e Luserna e un libro d’artista sul monte Pasubio. É stata ospite, nel 2013, del Festival di Carnet de voyage di Clermont Ferrand con il libro Kurden people, tradotto in Francia da L’Agrume Edition. Dal 2008 conduce laboratori di fumetto nelle scuole primarie e secondarie e negli istituti superiori. Dipinge in strada a Bologna con la sua bicicletta da pittrice. Gira l’Italia insieme a Rocco Lombardi con un progetto che si chiama Noma disegni: laboratori di fumetto itineranti per grandi e bambini e uno spettacolo di cantastorie per raccontare le storie nascoste dentro al paesaggio. Nel 2017 Marina, in veste di educatrice ambientale, ha accompagnato i suoi lettori, assieme alla guida Novella Volani, ne La trama nascosta del paesaggio. Trekking disegnato lungo la via del torrente da Rovereto al Masetto (TN). Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo Le Canzoni della Donna Albero. Raccolta di canzoni illustrate. Una pubblicazione da leggere, guardare ed ascoltare presentato al Bologna Children’s Book Fair 2018. Nel 2020 per Topipittori editore realizza Ortica: guida all'ascolto della natura selvatica. Ortica è una bambina che vive in questo libro ed è una specie di spirito della natura capace di parlare alle piante agli alberi e a tutti i fenomeni metereologici. L’autrice propone ogni anno un calendario -  Lunario (il Lunario dalle Tane 2024) dedicato agli animali e al profumo dei boschi che vengono rappresentati in bellissime illustrazioni colorate dove la natura si esprime in ogni sua pennellata colma di poesia e di gioia.   Internet: Il blog di Marina Girardi
immagine di Tomba di Egidio Foscherari
Tomba di Egidio Foscherari
  • @ via Rolandino, Bologna
Il Monumento ad Egidio Foscherari è del 1289. Per costruirlo furono adoperati mattoni smaltati e un arco decorato di marmo del IX secolo, in precedenza in un ciborio d'altare. > Corrado Ricci e Guido Zucchini, Guida di Bologna, con aggiornamenti di Andrea Emiliani e Marco Poli, nuova ed. illustrata, San Giorgio di Piano, Minerva edizioni, 2002, p. 40
immagine di Piero Ruggeri
Piero Ruggeri
Nasce a Bologna il 14 maggio del 1962, si laurea alla facoltà di Architettura di Firenze. Frequenta corsi di pittura, comics e cinema d'animazione. Nel 1994 tiene un corso di fumetto presso il Centro Arte dei Giardini Margherita, con il quale dal 1998 organizza il "Concorso Baraccano di Fumetto e Illustrazione", che oggi si chiama Arena!. Fa parte del Gruppo Lexlutor insieme a Massimo Semerano, Otto Gabos e Omar Martini. Nel 2004 pubblica insieme a Filippo Neri la storia Steam Park per la casa editrice francese Le Cycliste, distribuito in Italia dall'editore Bandes Desinée. Alla coppia Piero Ruggeri e Filippo Neri si devono anche alcune storie pubblicate nelle opere collettive Chansons de Nino Ferrer en bandes dessinees, Chansons de Charlelie Couture en bandes dessinees del 2007 e nelle opere Il Corsaro Nero. Il pianto delle onde e The Beatles en BD mort de Brian Epstein del 2008. Ricordiamo il graphic novel : Jos. Che siano maledetti con la sceneggiatura di  Olivier Petit, i disegni di Piero Ruggeri e Filippo Neri, edito da NPE nel 2022.  Attualmente lavora anche nel campo della grafica e dell'illustrazione.
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L'età selvaggia
Tornano i protagonisti di Guarda che luna di Vanna Vinci e Giovanni Mattioli. Finita nelle fogne bolognesi per seguire il capo di un gruppo di fanatici adoratori di Iside, Anna incontra Brutus, uno strano personaggio...
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Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980. Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna. Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.
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Virginio Merola
Virginio Merola è nato a Santa Maria Capua Vetere, in Provincia di Caserta, nel 1955. Vive a Bologna dal 1960. E' diplomato al liceo Minghetti e laureato in Filosofia presso l'Università di Bologna. Ha lavorato presso la Società Autostrade, ed è stato delegato e responsabile sindacale Cgil del settore autostrade.
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Renzo Imbeni
Renzo Imbeni è nato a Modena il 12 ottobre 1944. Dopo il diploma all'Istituto Tecnico Commerciale, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bologna.
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Giuseppe Dozza
Giuseppe Dozza è nato a Bologna il 29 novembre 1901, in via Orfeo. Figlio di fornai, a 13 anni è fattorino in una agenzia di trasporti. Si iscrive al Partito Socialista Italiano e nel 1920 è segretario dei giovani socialisti. Dopo il congresso di Livorno del 1921 aderisce al Partito Comunista d'Italia: nel 1923 è segretario nazionale della Federazione giovanile comunista e nel 1928 membro del Comitato centrale.