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Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.

From the Chronology

Happened today, 26 August.

image of L' Istituto Beni culturali della Regione Emilia-Romagna
August 26, 1974
L' Istituto Beni culturali della Regione Emilia-Romagna
Con la legge 46 la Regione Emilia-Romagna istituisce l'IBC, istituto di tutela dei beni culturali e ambientali, con sede a Bologna in via Farini. Deve svolgere attività conoscitive, di consulenza, ricerca e tutela del patrimonio storico-artistico e naturale della regione. Il primo direttore è Giuseppe Guglielmi (1923-1995), poeta, traduttore, bibliotecario, già direttore del Consorzio provinciale per il servizio della pubblica lettura.
image of Arconovaldo Bonaccorsi “governatore” delle Baleari
August 26, 1936
Arconovaldo Bonaccorsi “governatore” delle Baleari
Sotto il nome di “generale conte Rossi” (Conde Rossi) sbarca nell’isola di Maiorca lo squadrista Arconovaldo Bonaccorsi (o Bonacorsi, 1898-1962), già Segretario del Fascio di Bologna tra il 1921 e il 1922, fedele di Arpinati, ben noto in tutta l’Emilia-Romagna per la sua spregiudicatezza e i modi violenti. È uno dei presunti assassini del giovane Anteo Zamboni, linciato a Bologna come attentatore del Duce nel 1926. Con il grado di console della Milizia volontaria fascista (MVSN) è inviato da Mussolini a conquistare le isole Baleari, considerate basi aeree ideali per una ipotetica guerra contro la Francia. È accompagnato, tra gli altri, da Augusto Regazzi, già fondatore e ras del Fascio di Molinella, protagonista di tutte le spedizioni punitive contro i dirigenti delle leghe socialiste, poi caduto in disgrazia presso Arpinati, che mal digeriva la sua “dittatura personale” su Molinella. Per qualche tempo è stato addirittura rinchiuso in manicomio. In poche settimane Bonaccorsi arruolerà 2.500 volontari e inquadrerà i più coraggiosi e violenti come Dragones de la Muerte. La conquista di Maiorca e di Ibiza - e la loro rapida “italianizzazione” - saranno accompagnate da una feroce repressione degli oppositori, con arresti e fucilazioni sommarie. Secondo Georges Bernanos (1888-1948) saranno oltre tremila le persone assassinate dai falangisti comandati da Bonaccorsi. Ma il suo atteggiarsi a Governatore delle Baleari e la sua fama di macellaio lo renderanno inviso sia al generale Franco che a Mussolini. Nel 1937 il bolognese sarà richiamato dalla Spagna e inviato a combattere in Etiopia.
image of Liberi i "delinquenti" della sommossa di Bologna
August 26, 1796
Liberi i "delinquenti" della sommossa di Bologna
Vengono liberati dai luoghi di custodia i “delinquenti” della tentata sommossa di Bologna del 1794, che ha portato alla morte di Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis: i fratelli Succi, Pietro Gavasetti e altri. Sono studenti universitari e giovani laureati accomunati dall'avversione per il governo assolutista dello Stato Pontificio. A loro si erano uniti anche alcuni “individui della peggior specie e già condannati per delitti comuni”, come il Galli e il Tomesani.  Per la sua liberazione dal forte di San Leo, Gavasetti fa pubblicare un sonetto in lode alla Repubblica di Bologna. All’apoteosi del tentativo di Zamboni si arriverà solo nel 1798, quando - anche per motivi politici contingenti - ne sarà rinnovata la memoria presso il popolo.
image of Una brillante operazione di Pietro Loreta
August 26, 1887
Una brillante operazione di Pietro Loreta
Con l'aiuto del dott. Bartolo Nigrisoli (1858-1848), il prof. Pietro Loreta (1831-1889) esegue all'Ospedale Sant'Orsola l'asportazione di una cisti dal fegato, con resezione del lobo sinistro e sutura complessa. E' uno dei suoi più brillanti e innovativi interventi chirurgici. Dal 1868 Loreta è titolare dell'insegnamento di Clinica Chirurgica alla Facoltà Medica dell'Università. Dal 1871 è professore ordinario al posto del prof. Francesco Rizzoli. La sua resezione epatica è considerata emblematica della Scuola bolognese. Figlio di una nobile famiglia di Imola, da giovane studente si è distinto nella battaglia dell'8 agosto 1848 contro gli Austriaci e si è prodigato come assistente del lazzaretto durante l'epidemia di colera del 1855. Dal 1861 è stato chiamato da Luigi Calori nell'Ateneo bolognese come dissettore anatomico. Nel 1866 ha partecipato alle campagne di Garibaldi come ufficiale medico. Strenuo sostenitore del metodo antisettico, nel corso della sua carriera ha dimostrato grande capacità di eseguire interventi in ogni settore della chirurgia, spesso adattando gli strumenti alle proprie tecniche e dichiarandosi fautore di una chirurgia “moderata”, senza mutilazioni e spargimento di sangue. Tra gli interventi effettuati da Loreta - e mai tentati prima - vi sono, oltre a quello sul fegato, la rivulsione del piloro (1882) e la dilatazione strumentale dell'esofago (1883) Presidente della Società medico-chirurgica, nel 1888 il professore sarà eletto Deputato in Parlamento. Purtroppo nell'ultima parte della sua vita sarà affetto da una grave mania di persecuzione, che lo allontanerà dai suoi allievi più cari, quali Bartolo Nigrisoli, Giuseppe Ruggi e Alessandro Codivilla, portandolo infine al suicidio.
image of L'Automobile Club Bologna
May 8, 1906
L'Automobile Club Bologna
Viene fondato l'Automobile Club Bologna. Il primo presidente è Ugo Gregorini Bingham (1869-1924), possidente, amante dei viaggi, della caccia e dello sport. I cittadini bolognesi, in questi anni, cominciano a criticare il traffico eccessivo, benché nel 1906 ci siano in circolazione in città solo 66 automobili e 165 motociclette.
image of Mostra antologica di Sepo
May 18, 1974
Mostra antologica di Sepo
Nelle sale del Museo civico archeologico l'Ente Bolognese Manifestazioni Artistiche dedica a Severo Pozzati (Sepo, 1895-1983) una grande mostra antologica, curata da Francesco Arcangeli. La rassegna comprende 185 opere, tra sculture, dipinti, affiches e bozzetti, realizzate soprattutto prima del 1920 o nell'ultima parte della carriera.
image of La Guardia civica e l'esercito popolare
February 8, 1831
La Guardia civica e l'esercito popolare
Si costituisce il Comitato dei Tre per l'organizzazione dell'esercito, con sede nel palazzo comunale.A capo di questo organismo è posto l'ex ufficiale dell'esercito napoleonico Giuseppe (Josef) Grabinski (1771-1843), di origine polacca, da ventitre anni residente a Bologna, dove è discusso protagonista della vita mondana e grande possidente terriero, con villa e tenuta a Castello d'Argile.Ne fanno parte anche l'ispettore Emidio Gandolfi e Luigi Barbieri, detto Lafayette, ex ufficiale di Murat e capo della guarnigione pontificia. Quest'ultimo è promosso generale di brigata.L'8 febbraio il Comitato emana un proclama, con cui chiama alle armi tutti gli ex soldati "nel nome dell'onor militare, dell'amore per la Patria, della Libertà e della Gloria".Grabinski è incaricato dell'organizzazione delle truppe combattenti ed è previsto come capo supremo in caso di guerra. Barbieri si occupa dell'organizzazione dei reparti della Guardia Civica e Forense, divisi in quattro quartieri.Quello di San Giacomo è agli ordini del marchese Alessandro Guidotti, quello di San Domenico è sotto Cesare Ragani, quello dei Servi è agli ordini del marchese Paolo Borelli. Infine quello in San Francesco, nei locali attigui alla Dogana, è al comando del conte Carlo Pepoli.Emidio Gandolfi organizza le guardie nei paesi della provincia e cura la raccolta delle armi. Sono chiamati all'arruolamento nella Guardia Provinciale i cittadini dai 18 ai 50 anni.La Guardia Civica è organizzata sugli schemi dell'antica Guardia Nazionale del periodo napoleonico e si avvale come istruttori di ex ufficiali del Regno Italico indossanti le vecchie uniformi (Natali).Sono tenuti a presentarsi tutti coloro che posseggono “Fucili, Schioppi o altri oggetti d'armamento”. Devono indossare la coccarda con i colori bianco, rosso e verde.Numerosi volontari si presenteranno, per seguire “il vessillo della libertà e della gloria”, e verranno incorporati nel battaglione di regolari rimasti fedeli al nuovo regime liberale.Questo sarà a sua volta suddiviso in dodici compagnie. Il piccolo esercito delle Provincie Unite conterà presto circa 7.000 uomini.La maggiore difficoltà sarà la raccolta delle armi. Un grande carico di carabine acquistate dal governo provvisorio non sarà lasciato transitare al confine toscano. I fucili portati personalmente dai volontari saranno poco compatibili tra loro per la manutenzione e il munizionamento.La proposta del generale Grabinski di equipaggiare con picche la Guardia e riservare le armi da fuoco alle truppe di linea sarà rifiutata.
image of Murat a Bologna
February 1, 1814
Murat a Bologna
La sera del 1° febbraio Gioacchino Murat (1767-1815), re di Napoli, entra a Bologna da Porta Maggiore alla testa di numerose truppe napoletane, austriache, inglesi e ungheresi e prende alloggio a Palazzo Caprara. La città lo riceve con "suoni di bande militari e acclamazioni e gridi di popolo". La sera è festeggiato al Teatro del Corso, mentre il giorno seguente interviene in maschera alla festa del Casino, dove degna delle sue regali attenzioni una “una cognita Beffana” (Rangone). Tra i suoi primi provvedimenti c'è un abbassamento dei dazi e delle gabelle, con l'evidente intento di ingraziarsi il popolo. L'accoglienza della Romagna e di Bologna è, però, nel complesso piuttosto tiepida: i più stanno con il Regno italiaco e con Napoleone, che ha definito il gesto del cognato "une traison extraordinaire" (Varni). “La sfiducia e la stanchezza provocate dalla crisi economica e dalla perdita di numerosi bolognesi nelle campagne napoleoniche” determinano in molti un atteggiamento di indifferenza a quanto accade (Zabbini, Cesari). Il fronte di guerra, intanto, si sposta verso occidente. Le truppe di Murat, stanziate dapprima nei Prati del Ravone, sono raggiunte dal Re nei pressi di Modena il 17 febbraio. Nei giorni successivi a Bologna arrivano i feriti dei primi scontri con le truppe italiane in Emilia.
image of La Società ginnastica Sempre Avanti!
May 12, 1901
La Società ginnastica Sempre Avanti!
Nasce la Società Ginnastica Educativa Sempre Avanti!, sezione della Società Operaia maschile di Bologna. Il gruppo fondatore ha tenuto le riunioni preparatorie nella sala della Società di ballo Boheme in via Barbaziana (poi via C. Battisti n. 24) e in aprile si sono aperte le iscrizioni alla sezione ginnastica per i soci dell'Operaia. Intanto una squadra di ginnasti ha iniziato ad allenarsi, sotto la guida del prof. Remigio Legat, in vista della partecipazione al Concorso ginnastico federale, previsto a Bologna per il 16-19 maggio. La festa di inaugurazione della Sezione Ginnastica si tiene il 12 maggio, condotta da Gaetano Cuppi per la Società Operaia e dal professor Francesco Pullè per l’Università popolare “Giuseppe Garibaldi”. Primo presidente viene eletto Ugo Gregorini-Bingham, personaggio di spicco nella vita politica cittadina. Remigio Legat assume l'incarico di direttore tecnico. La divisa sociale è composta da una maglia bianca e calzoncini blu, con una larga fascia rossa alla cintura, un berretto floscio e una tracolla bianca e rossa. La società promuove l'attività sportiva, ma negli anni iniziali organizza anche manifestazioni di beneficenza e partecipa a campagne politiche. Sarà una delle prime società sportive in Italia a costituire una sezione femminile (1906). Dalle sue file usciranno atleti vincenti nelle più varie discipline: da Oreste Passuti, primatista italiano nel lancio del giavellotto (1913), a Adolfo Tunesi, medaglia d'oro nel penthatlon alle Olimpiadi di Stoccolma (1912). La palestra sociale è dapprima in via Barbaziana n. 8, poi in via Banzole n. 4. Nel 1904 si trasferirà in un camerone denominato “la Viola”, situato accanto a una stalla nel Prato di San Giuseppe, fuori Porta Saragozza. Nei giorni di mercato il locale verrà occupato da cavalli e biroccini. In seguito sarà la volta di locali, sempre precari, in via Malpertuso, in vicolo Otto Colonne, in via del Pratello, fuori Porta Lame. Gli esercizi all'aria aperta saranno svolti in vari luoghi periferici: ai Prati Garagnani (o dell'Eritrea), fuori Porta Galliera, in Piazza VIII Agosto, ai Giardini Margherita, a San Michele in Bosco, nei Prati di Caprara o di Filopanti, in fondo a via Capo di Lucca. Nel 1911 la Società occuperà finalmente una sala in via Maggia (o via San Gervasio), dietro palazzo Lambertini, sede del Liceo Minghetti. Presto sarà da tutti conosciuta come “la palestra della Sempre Avanti!” Vi si terranno soprattutto incontri di pugilato e di lotta greco-romana. Da qui usciranno campioni quali Aleardo Donati, Federico Malossi, Giuseppe Battistoni e, soprattutto, Francesco Cavicchi, il peso massimo idolo degli sportivi bolognesi, sul trono europeo nel 1955. Rimarranno memorabili gli incontri del campionato a squadre di lotta greco romana contro la Faenza Sportiva.  
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Mauro Checcoli
Mauro Checcoli iniziò a praticare l’equitazione all’età di 11 anni  presso il G.E.S.E. (Gruppo Emiliano Sport Equestri) di via della Battaglia. Da giovane provò anche altri sport, come la scherma e l’atletica. Giocò anche nella serie A di pallacanestro con la Motomorini.
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Tennis Club Bologna
  • @ Circolo Tennis Bologna
Un gruppo di studenti liceali appassionati di tennis ottenne nel 1902 dal Comune uno spazio all'interno dei Giardini Margherita per praticare questo sport originario dell'Inghilterra.
image of Gioco del Pallone o Sferisterio
Gioco del Pallone o Sferisterio
  • @ Sferisterio della Montagnola
Su progetto dell'architetto Giuseppe Tubertini venne costruita, sul lato orientale della Montagnola, un'arena per il Gioco del Pallone, inaugurata il 15 marzo 1821.
image of Parco di Villa Angeletti
Parco di Villa Angeletti
  • @ Parco di Villa Angeletti
Nel ‘700 la pianura che si estendeva tra il canale Naviglio e l’antico corso del Savena era punteggiata di case coloniche e ville disposte lungo gli stradelli che si aprivano a ventaglio fuori porta Galliera. In prossimità di un ampio meandro del Navile, ben visibile ancora oggi, era situato il palazzo della famiglia senatoria Calderini. Dell’edificio, passato agli Angeletti nel secolo successivo, non restano più tracce (venne ridotto in macerie dai bombardamenti dell’ultima guerra), mentre i terreni circostanti sono stati donati dalla Carisbo al Comune per ospitare un parco pubblico. L’area verde, terminata nel 1997, si sviluppa per 8,5 ettari lungo la sponda destra del canale. Il progetto ha puntato ad assecondare la morfologia del luogo e a conservare le alberature preesistenti (alberi da frutto, qualche esemplare ornamentale) e i lembi di vegetazione spontanea che fiancheggiano il corso d’acqua. Nel resto del parco, caratterizzato dal disegno delle piste ciclabili, ampi prati si alternano a zone alberate con latifoglie autoctone. In posizione centrale si trova una attrezzata area giochi per i bambini.
image of Palazzo Malvasia
Palazzo Malvasia
  • @ Malvasia
In origine dei Fantuzzi, passò poi nel 1535 ai Malvasia che costruirono la facciata, nei modi del Formigine, rispettando il portico quattrocentesco. L'elegante scala tortile fu realizzata da Gian Carlo Sicinio Bibiena (1750 c.) e decorata con statue in stucco di Sisifo e Minerva eseguite da Filippo Scandellari.
image of Chiesa di San Giovanni in Monte
Chiesa di San Giovanni in Monte
  • @ San Giovanni in Monte
Antichissimo luogo di culto, l'edificio attuale fu costruito nel 1826. La facciata fu terminata nel 1474; le vetrate sono di F. Cossa (1467); il pronao di N. Donati (1580) conserva l'aquila in terracotta di Nicolò dell'Arca (1481). All'interno dipinti dello Pseudo Jacopino, L. Costa (1497 e 1501), Girolamo da Treviso, B. Cesi, P. Faccini, Guercino, G. F. Gessi e affreschi di Vitale da Bologna. Nel coro stalli di P. Sacca (1518-23). Nella navata Cristo alla colonna di G. A. Del Maino, su colonna romana con iscrizione del VIII secolo.
image of Chiesa della Madonna di Galliera
Chiesa della Madonna di Galliera
  • @ Chiesa della Madonna di Galliera
Fondata nel 1304 divenne poi sede della Compagnia dei Poveri Vergognosi nel 1495 e nel 1622 fu data agli Oratoriani di San Filippo Neri. Fu ricostruita nel 1479 e completata con la facciata in macigno, ricca di statue, nel 1502, su progetto di Zilio Montanari. All'interno affreschi di G. Marchesi (1730-44); dipinti di F. Albani, Guercino, A. M. Colonna, L. Pasinelli, T. Muratori, G. Donnini, M. A. Franceschini e sculture di G. Mazza (1695 c.) A. G. Piò (1740), S. Giannotti (1741).
image of Casa - Via Battisti
Casa - Via Battisti
  • @ via Cesare Battisti, 10
Io frequentavo spesso la bella casa dei Jahier, in via Cesare Battisti, 10. Lo scrittore, che di fronte al fascismo aveva scelto il silenzio e il sorriso, modificava periodicamente la disposizione dei quadri alle pareti delle sue stanze, dove spiccavano i disegni e i dipinti “dedicati” di Ardengo Soffici e di altri noti pittori fiorentini.(R. Renzi)
image of Bottiglieria e pasticceria Rovinazzi
Bottiglieria e pasticceria Rovinazzi
  • @ via D'Azeglio, 34
Dolci di circostanza, Bomboniere di tutte le forme, di tutte le dimensioni, di tutti i prezzi. Vini e liquori che fanno leccar i baffi anche a chi non li ha. E' inutile che parliamo della bontà dei generi; la ditta Rovinazzi va famosa per tutto il mondo dove si mangia e si beve (fino adesso, malgrado le ultime esplorazioni, non si è trovato alcun paese in cui non si abbia questo brutto difetto) e perciò sarebbe una superfluità indecente. Il fare delle raccomandazioni del resto sarebbe un mostrare di dubitare del buon gusto dei nostri lettori, che conoscono già quanto tutto quello che si vende in questo negozio sia eccellente, perciò ci guarderemo bene dal farne. (Réclame della ditta G.M. Rovinazzi)
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Enzo Biagi
Nasce nel 1920 a Pianaccio di Lizzano in Belvedere, sull'Appennino bolognese. Intraprende giovanissimo la carriera di giornalista, lavorando come critico cinematografico per "Il Resto del Carlino" e "L'Assalto". Nel 1944 non risponde alla chiamata di leva della RSI e si aggrega ai partigiani della Brigata Giustizia e Libertà Montagna. Per questa formazione redige il giornale "Patrioti", stampato a Porretta Terme e uscito per soli tre numeri. Rientra a Bologna il 21 aprile 1945 al seguito degli Alleati e ne racconta per radio la liberazione. Nel dopoguerra fonda il settimanale "Cronache" (1945-47), prima di essere assunto al "Resto del Carlino" come inviato e critico cinematografico. Dopo una serie di memorabili reportage sull'alluvione del Polesine, nel 1951 viene allontanato dal giornale per avere aderito al manifesto di Stoccolma contro la bomba atomica. Dal 1952 al 1960 dirige a Milano il settimanale "Epoca". Entrato alla RAI nel 1961, è direttore del Telegiornale ed è tra i promotori della seconda rete pubblica. Inizia inoltre a condurre la trasmissione Dicono di lei, basata su interviste a uomini famosi. Nel 1963 è costretto a dimettersi dalla RAI. Diviene in seguito inviato speciale del quotidiano "La Stampa" e collaboratore del "Corriere della Sera" e del settimanale "L'Europeo". In questi anni è una delle firme più richieste del giornalismo italiano. Tra il 1971 e il 1972 è direttore del "Resto del Carlino". Richiamato in RAI nel 1968 da Ettore Bernabei, da allora firma numerosi programmi di approfondimento. Tra le sue più fortunate trasmissioni si annoverano Dicono di lei (1969), Linea diretta (1983) e soprattutto dal 1995 Il Fatto, breve intervento quotidiano su Rai 1 in prima serata. Il programma ha grande successo, ma è anche causa di un nuovo clamoroso allontanamento dalla televisione, in contrasto con il governo in carica. È anche scrittore prolifico, con oltre ottanta libri pubblicati e numerosi premi, tra cui il "Bancarella" per due volte, nel 1971 con Testimone del tempo e nel 1987 con Il boss è solo. Nel 1993 riceve "L'Archiginnasio d'oro", che premia i bolognesi che si sono distinti nella cultura e nelle arti. Nel 1997 riceve la Laurea ad Honorem in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Muore nel 2007. Nel 2008 gli viene dedicato l'Auditorium di Salaborsa.
image of Casa - Via dell'Osservanza
Casa - Via dell'Osservanza
  • @ via dell'Osservanza, 4
L'abitazione non era molto distante dall'inizio della salita del Colle dell'Osservanza. Era situata al secondo piano (di dietro, a causa della pendenza stradale, c'era un piano in più, il terzo). A sinistra dell'ingresso, si aprivano due studioli, uno dei quali serviva per la poesia e l'altro era destinato a ricevere gli studenti, che sarebbero stati sempre molto numerosi. Su un corridoio piccolo che conduceva su una terrazza, si affacciavano le altre stanze. (G.L. Ruggio)
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Charles Burns
Fumettista e illustratore statunitense, classe 1955 è uno degli autori più interessanti del fumetto d'avanguardia americano. I suoi lavori vengono pubblicati su varie riviste tra le quali la più prestigiosa, Raw, storico magazine fondata e diretta da Art Spiegelman e da Francoise Moully. Nel 1982 realizza la copertina di Raw, pubblicando in seguito due volumi:Big Baby e Hard-Boiled Detective Stories. La sua è una prolifica serie di pubblicazioni che lo consacrano come tra i più importanti autori del fumetto americano contemporaneo, la maggior parte dei racconti di Burns pubblicati nel corso dei vari decenni sono stati raccolti in tre volumi della Charles Burns' Library. Dal 1993 al 2004 ha realizzato una delle sue opere più significative suddivisa in dodici capitoli, il graphic novel Black Hole, considerato un vero capolavoro del fumetto alternativo. L'opera  viene raccolta in un unico volume nel 2005 e pubblicato in Italia da Coconino Press. Negli anni ottanta si crea uno stretto rapporto tra il movimento Valvoline Motorcomics nato da un gruppo di autori italiani bolognesi che portano Burns con la moglie a trasferirsi in Italia per collaborare nel progetto artistico di rifondazione del linguaggio del fumetto. In Italia i suoi racconti sono pubblicati anche nelle riviste italiane Alter Alter, Frigidaire, Fuego e Dolce Vita che si affiancano a Raw e poi sempre alla americana Heavy Metal, rivisitazione della rivista francese Metal Hurlant con cui comincia a collaborare nel 1983. Insieme a Charles Burns si aggiunge anche Massimo Mattioli al gruppo dei Valvoline collaborando ad opere collettive degli Valvonauti, creando una vera rivoluzione nel fumetto e mettendo le basi della nascita del graphic novel contemporaneo.
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Simonetta Scala
Nasce a Bologna nel 1956. Disegna fumetti e illustrazioni dal 1982, ha pubblicato su riviste come “Alter Alter” e “Vanity” e ha collaborato con la casa editrice di fumetti Granata Press fino al 1994. Dal 1985 si occupa anche di grafica e nel 2001 ha creato con altri professionisti del settore uno studio associato con il marchio Lizart comunicazione visiva. Dal 2008 al 2010 ha svolto attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, tenendo il corso di Elementi di grafica editoriale. Dal 2003 a oggi ha realizzato varie autoproduzioni editoriali e libri a tiratura limitata, in gran parte basati sulle sue fotografie. Fra questi la collana Souvenir, e il progetto Cromotour, che racchiudono diverse tipologie di materiali e formati, accomunati dal fatto di essere contenitori di immagini fotografiche di viaggio che danno una rappresentazione non convenzionale dei luoghi visitati. Nel 2015 l’Alliance Française di Bologna ha avuto il piacere di inaugurare il prezioso Fondo Luigi Bernardi presso la propria sede di via De’ Marchi 4, grazie al deposito concesso dall’Associazione Luigi Bernardi. Per l’occasione è stata allestita una mostra di artisti a lui vicini, dal titolo “Pallottole Vaganti. Narrazioni, immagini, editoria nel segno di Luigi Bernardi” alla quale hanno partecipato Otto Gabos, Onofrio Catacchio, Andrea Accardi, Roberto Baldazzini, Grazia Lobaccaro, Giancarlo Caracuzzo, Vittorio Giardino, Sergio Tisselli, Simonetta Scala, Antonio Fara, il direttore dell’Accademia di Belle Arti Enrico Fornaroli e gli studenti del corso di Fumetto e Illustrazioni delle Belle Arti. Nel 2022 viene editato il libro “L’errore”, una sorta di raccconto di formazione in forma di diario. Nel 2024 è uscito invece “Note a margine dell’errore”, che raccoglie la scia di alcune annotazioni e pensieri (dell’autrice e di chi ha letto il libro) e completa, come una postfazione o un’appendicde, il percorso iniziato con “L’errore”, dandogli una forma più compiuta e aggiungendo alcune immagini prese dall’archivio di famiglia. Presso lo Spazio Labo’, dal 2012 al 2020 ha tenuto il modulo di Grafica editoriale e Book making nel Corso Biennale in fotografia, ed è socia professionista Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva.     
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Comma 22
Comma 22 è una casa editrice specializzata in narrativa e fumetti. Si avvale di una fitta rete di collaboratori e ha una redazione di esperti, quali Daniele Brolli, Margherita Galetti, Cinzia Negherbon, Alessandro di Luzio. Traduce opere dalle principali lingue europee, con una impaginazione e un trattamento dell'immagine sofisticate. Pubblica autori professionisti, di provata esperienza, quali Giorgio Carpinteri, Davide Fabbri, Massimo Giacon, Donald Soffritti, Vanna Vinci, Alessandro Vitti, Alberto Pagliaro. Comma 22
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Giovanni Degli Esposti Venturi
È nato a Monzuno nel 1954. Si è trasferito a Bologna, dove ha frequentato il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti. Ha conseguito il diploma di scultore. Ha iniziato a disegnare e a pubblicare fumetti alla fine degli anni Settanta. Sul n. 8 del 1978 di “Alter Alter” è apparso il suo primo lavoro: Una storia senza titolo. In seguito ha lavorato come scultore e artigiano, realizzando marionette, maschere e scenografie per il Laboratorio teatrale Arienti. Ha fatto vari lavori, compreso il camionista, prima di tornare al fumetto, disegnando le storie comiche di Don Tonino e varie illustrazioni per Zanichelli, assieme all’amico Sergio Tisselli. Ha pubblicato varie opere per il mercato spagnolo e per quello francese e nel 2000, anno giubilare, il racconto blasfemo L’hanno santa? Ha collaborato inoltre con il comune di Monzuno e l’Associazione MontagnAmica. Dopo varie peregrinazioni, tra Montorio, Monzuno e Bologna, nel 2010 si è stabilito definitivamente a Castel del Rio, in un territorio fortemente segnato dalla presenza carismatica, in anni precedenti, del “maestro” Magnus. Qui ha realizzato alcuni disegni straordinari per committenti privati, in particolare soggetti militari della Seconda Guerra Mondiale e varie storie, con testi di Gabriele Bernabei, pubblicate sul Lunario del Santerno. Una parte di esse sono state raccolte nel volume Una valle, rimasto incompiuto per la morte, sopravvenuta nel 2016. Integrato dall’apporto di altri autori, è stato pubblicato nel 2018, con presentazione di Vittorio Giardino e introduzione di Gabriele Bernabei. Si tratta di un toccante omaggio a Magnus, protagonista del racconto sotto le spoglie del pittore Remo Liverani, ma anche al mondo “quasi mitico” dei borghi montanari del Santerno.