La narrazione nella divulgazione scientifica nei libri per ragazzi
di Lorenzo Soverchia
Ricercando tra i libri del fondo GiM è emersa una forte presenza di volumi dedicati alla divulgazione scientifica. Gli argomenti più ricorrenti riguardano il mondo animale, la biologia e la fisica. La particolare attenzione alla divulgazione era stata messa in risalto anche negli articoli inerenti l’inaugurazione della biblioteca.
L’analisi dei volumi identificati ha evidenziato l’importanza delle immagini e degli espedienti narrativi nella divulgazione scientifica per ragazzi. La maggior parte dei libri presenta infatti illustrazioni o fotografie. Ne è un esempio il volume del 1970, Pianeta terra di Josef Sadil & Ludek Pesek, in cui, grazie alla presenza di alette interne alle pagine, si dilata lo spazio dedicato alle immagini.
L’analisi delle tecniche narrative utilizzate nei testi ha fatto emergere l'uso ricorrente di aneddoti e storie reali per spiegare concetti complessi, la frequente presenza di un narratore il cui sguardo non coincide con nessuno di quello dei personaggi, tecnica narrativa chiamata “racconto non focalizzato”, e l’impiego sporadico della prima persona, scelta che riduce la distanza tra autore e lettore. Un esempio di quest’ultimo aspetto è il volumetto Io sono roccia di José Louis Garcia Sánchez del 1974, in cui la roccia protagonista parla appunto in prima persona.
La narrativa fantascientifica ha svolto un ruolo importante nel plasmare
l’immaginario di molti ragazzi. Sono presenti diversi esempi di giovani che, affascinati dai racconti di fantascienza, sono diventati rilevanti scienziati o astronauti. Robert H. Goddard, pioniere nella realizzazione di razzi a propellente liquido, ha dichiarato di essersi interessato allo spazio dopo aver letto La guerra dei mondi di H.G. Wells. L’astronauta Georgi Grechko, in occasione del 150° anniversario della nascita di Jules Verne, ha affermato che fra i cosmonauti quasi tutti hanno letto i libri dell’autore. Tra le personalità che hanno trovato ispirazione dai racconti fantascientifici di Verne si possono citare anche Guglielmo Marconi, Yuri Gagarin ed Edwin Hubble, dal quale prende il nome la celebre costante astrofisica (la costante di Hubble, da cui è possibile ricavare approssimativamente l’età dell’universo).