Sperimentazioni con il metano

1 gennaio 1929, 00:00

Nei pressi di Pietramala (FI), piccolo borgo dell'Appennino a ridosso del passo della Raticosa, la Società Idrocarburi nazionali compie alcune sperimentazioni artigianali sull'uso del metano per l'autotrazione.

La zona era famosa un tempo ai viaggiatori della Futa per i “fuochi fatui”, dovuti proprio alla presenza di giacimenti di gas naturale.

Ricerche sui "terreni ardenti" di Pietramala furono già effettuate nel 1780 da Alessandro Volta (1745-1827), impegnato nella messa a punto dell'eudiometro, un apparecchio di sua invenzione, che misurava la quantità di gas presente in una miscela aeriforme.

Nel giro di pochi anni la Weber di Bologna produrrà speciali riduttori, che consentiranno l'impiego del metano nei motori a scoppio al posto della benzina.

Dal 1936 il gas sarà trasportato in bombole a Modena e a Bologna dalla sorgente di Barigazzo, una frazione di Lama Mocogno famosa fin dall'antichità per i "fuochi del diavolo". Nel 1939 sarà realizzata la prima conduttura fissa di gas metano tra Pietramala e Firenze.

Approfondimenti
  • Claudio Evangelisti, Misteri, fuochi e briganti: tutti gli enigmi di Pietramala, in: "Nelle Valli Bolognesi", 14 (2012), pp. 32-33
  • Giorgio Pedrocco, Un'innovazione energetica: il metano, in Distretti imprese classe operaia, l'industrializzazione dell'Emilia Romagna, a cura di Pier Paolo D'Attorre e Vera Zamagni, Milano, F. Angeli, 1992, pp. 93-94