Ricetta e misura della tagliatella bolognese

16 aprile 1972, 00:00

“Questa minestra che onora Bologna detta ‘la grassa’ non inutilmente, carezza l’uomo dove gli bisogna, dà molta forza ai muscoli e alla mente fa prender tutto con filosofia, piace, nutre, consola, e così via”. (O. Guerrini)

Francesco Majani e Alcino Cesari, in nome dell'Accademia Italiana della Cucina, depositano presso la Camera di Commercio la ricetta e la misura delle vere tagliatelle di Bologna, inventate, secondo la tradizione, nel 1487 dal cuoco bolognese mastro Zefirano (o Zafirano) per le nozze di Annibale II Bentivoglio e Lucrezia d’Este.

Sulla base del campione in oro, contenuto in apposito scrigno, la tagliatella deve essere larga 8 mm da cotta e circa 7 mm da cruda. La misura corrisponderebbe alla 12.270 millesima parte dell'altezza della torre Asinelli.

Il 12 ottobre 2006 sarà depositata anche la ricetta di una variante: le tagliatelle di castagne, da condire con pancetta e pecorino. La farina di castagna era un tempo una delle principali fonti alimentari dei montanari bolognesi. 

“Le classiche tagliatelle bolognesi debbono rispondere a precise misure di larghezza e spessore”. Per la lunghezza è meglio seguire l’autorevole consiglio dell’Artusi:

"Conti corti e tagliatelle lunghe, dicono i Bolognesi, e dicono bene, perché i conti lunghi spaventano i poveri mariti e le tagliatelle corte attestano l'imperizia di chi le fece e, servite in tal modo, sembrano un avanzo di cucina".

Approfondimenti
  • Accademia Italiana di Cucina. Delegazione di Bologna, Cinquantesimo di Fondazione (1956-2006), Bologna, Delegazione A.I.C., 2006, p. 58
  • Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, introduzione e note di Piero Camporesi, Torino, Einaudi, 2018, ricetta n. 71: Tagliatelle all’uso di Romagna
  • Serena Bersani, Forse non tutti sanno che a Bologna... Curiosità, storie inedite, misteri, aneddoti storici e luoghi sconusciuti della città delle due torri, Roma, Newton Compton, 2016, pp. 263-264
  • Alessandro Cervellati, Bologna futurista, illustrazioni dell'autore, Bologna, A cura dell'A., 1973, p. 96
  • Alessandro Cervellati, Bologna grassa, Bologna, Tamari, 1963, pp. 166-172
  • Gabriele Cremonini, Cibò. Un viaggio nella gastronomia, nella storia e nella cultura del cibo a Bologna e dintorni, condito di aneddoti, personaggi famosi, leggende, curiosità e ricette, Bologna, Pendragon, 2007, p. 18
  • Monica Cesari Sartoni, Alessandro Molinari Pradelli, La cucina bolognese. I piatti tipici e le ricette tradizionali di una gastronomia tra le più apprezzate e gustose d'Italia, divenuta famosa nel mondo, Roma, Newton & Compton, 2003
  • La cultura del cibo. Piatti e menu per Bologna 2000. Bologna 2000, città europea della cultura, Bologna, Cantelli, 2000
  • Davide Daghia, Bologna insolita e segreta, Versailles, Jonglez, 2017, pp. 72-73

  • Carlo Donati, Strada Nove. La via Emilia e le sue curve, Ancona, Affinità elettive, 2020, vol. 1., p. 268

  • La Mercanzia. Storie di tortellini e tagliatelle, Bologna, a cura della Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Bologna, 2000, pp. 12-14
  • Napoleone Neri, A tavola con il dottor Balanzone. Storia, tradizioni e ricette della cucina bolognese, prefazione di Andrea Segrè, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 116-118, 120-121
  • Giancarlo Roversi, Bologna la grassa, in I tesori della tavola in Emilia Romagna, a cura di Giancarlo Roversi e Donatella Luccarini, Zola Predosa, L'inchiostroblu, 1998, pp. 149-158
  • Giovanni Maria Sperandini, Tavole dei poveri, osterie e mense principesche. Tortellini e tagliatelle, lasagne e mortadelle, zamponi, cotechini ed aceto balsamico nella storia della gastronomia emiliana, Nonantola, Centro studi nonantolani, 2004