Chiusa l'Università

dal 1 al 31 ottobre 1849

In ottobre viene chiusa l'Università. Molti dei migliori professori vengono licenziati. Tra essi Quirico Filopanti, fervente garibaldino e Silvestro Gherardi (1802-1879), deputato della Costituente.

Vengono allontanati anche luminari come Antonio Alessandrini (1786-1861), professore di Anatomia comparata e Veterinaria, e docenti che non hanno giurato alla Repubblica, come i professori Martinelli e Pizzoli. Altri, come il titolare di Storia Antonio Montanari, vedranno censurati i loro testi.

“La reazione sacerdotale – annota un cronista – prosegue senza freno e senza pudore nella via intrapresa”.

Le Università di Bologna e Roma restano, come nel 1831, solo come sedi di esame e i corsi sono organizzati nelle singole città. Questa situazione, che durerà fino al 1853, porterà a un notevole calo del livello degli studi.

Approfondimenti
  • Aldo Berselli, La situazione politica a Bologna e nelle Legazioni dal 1849 al 1856, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, p. 64
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., p. 193
  • François Gasnault, La cattedra, l'altare, la nazione. Carriere universitarie nell'Ateneo di Bologna, 1803-1859, Bologna, CLUEB, 2001, pp. 79-80
  • Innocenzo Lipparini, Degli uomini illustri cui sono intitolate le piazze e le vie della città di Bologna. Notizie storiche e cenni biografici, Bologna, Società tipografica dei compositori, 1875, pp. 9-10 (A. Alessandrini)
  • Storia della Università di Bologna, vol. 2., Luigi Simeoni, L'età moderna (1500-1888), Bologna, Zanichelli, 1947, p. 206