Atto vandalico contro un’opera di Henry Moore in piazza Nettuno
Una delle statue dello scultore inglese Henry Moore (1898-1986), esposta in piazza Nettuno, viene decapitata durante la notte tra l’11 e il 12 novembre.
Il “folle gesto” è giustificato dal collettivo politico-letterario che utilizza la sigla Luther Blissett come azione di protesta contro i poteri forti cittadini, pronti a compiere “colossali colate di cemento” e ardite speculazioni urbanistiche, dalla nuova pista dell’aeroporto Marconi alla stazione dell’Alta Velocità:
“è stato un tributo a Moore molto più sincero di quello organizzato dai becchini d’assessorato: l’anonimo/a che ha “deturpato” l’opera d’arte ha in realtà interagito con essa, l’ha riplasmata e modificata, l’ha rimessa in gioco e al centro dell’attenzione”.
Secondo una ricostruzione più fantasiosa, l’azione è opera dello stesso Nettuno del Giambologna, che non ha accettato la vicinanza di una scultura moderna.
La mostra di Moore, a cura della Galleria d’Arte Moderna e della Henry Moore Foundation, è aperta a Palazzo Re Enzo (e in parte anche in piazza del Nettuno) dal 12 novembre 1995 al 14 gennaio 1996.
Fonte: Bar Romano - via Pignattari (BO)
- Palazzo Re Enzo e Piazza del Nettuno - Bologna - 1995-96
- Giovanna Bonani, Marco Poli, Da 75 anni per Bologna. La Fameja bulgneisa, 1928-2003, Bologna, Costa - Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2003, p. 65
- Henry Moore. Gli ultimi 10 anni, Milano, Skira, 1995
- Mostra di Henry Moore, catalogo a cura di Giovanni Carandente, Firenze, Il bisonte, Nuovedizioni E. Vallecchi, 1972