Ricordi di guerra di un inglese in Appennino
“Lo vedo ancora, nella vecchia soffitta, fra rottami e ragnatele, seduto su uno sgangherato seggiolone, timoroso, spaventato, conscio del pericolo cui andava incontro lui e chi lo curava e nutriva. Aveva vent'anni, era tenente, non conosceva una parola d'italiano”. (M. Mecagni)
Viene pubblicata, nella collana “Il Cammeo” di Longanesi, l’edizione italiana del romanzo L’eroe di Derek Monsey (1921-1979), scrittore, sceneggiatore e giornalista britannico.
Il libro è uscito per la prima volta nel 1960 presso l'editore londinese Gollancz con il titolo The Hero Observed. La critica lo ha acclamato come uno dei migliori romanzi ispirati all’ultima guerra.
“The Hero is a devastating assault against the romanticizing of war - an attack that utilizes the literary weapons of pitiless realism and massive irony”. (”Books Abroad”, 36, 1962)
E’ anche un’opera in parte autobiografica, che rimanda alle esperienze dell’autore, narrando di un giovane ufficiale fuggito da un campo di prigionia tedesco e costretto a vagare e a nascondersi in Appennino nella stagione invernale, affidandosi all’ospitalità di poveri contadini.
Secondo la testimonianza di Maria Mecagni, un giorno dell’ottobre 1943 a San Martino, località del comune di Montese (MO), giunsero tre militari alleati, fuggiti dal campo di Fossoli. Due di essi rimasero per la notte in un casolare abbandonato e poi proseguirono la fuga verso sud.
Il tenente Monsey, “febbricitante e con i piedi pieni di piaghe e di vesciche”, fu costretto a fermarsi e fu nascosto presso una famiglia contadina, che abitava il mulino di Mamino e di cui faceva parte la giovane Maria.
"When my companions left me the next day to go on south, they did so because Maria has adopted me. She took me in to the house".
Una volta guarito, l’ex POW inglese potè dirigersi verso la salvezza aldilà delle linee nemiche. Pochi giorni dopo la sua partenza, il capofamiglia di San Martino subì un violento interrogatorio da parte dei militi delle Brigate nere.
Il romanzo L’eroe è stato dedicato da Monsey “A Maria e alla sua famiglia. S. Martino di Montese”. Da esso è stato anche tratto un film diretto da Peter Finch (1916-1977).
- D. Monsey - Longanesi 1965
- Herbert Mitgang, When the worst is more than the best; The Hero, by Derek Monsey, in: "The New York Times", 19 marzo 1961, Sec. BR, p. 6
- Derek Monsey, L'eroe, traduzione di Marisa Sughi, Milano, Longanesi & C., 1965
- Montese 1943-1945, a cura di Matilde Fili, Bologna, Grafica Salesiana, 1975