Il Coro Stelutis
Su impulso del maestro Giorgio Vacchi (1932-2008) nasce il Coro Stelutis. Per i primi decenni di attività il suo repertorio sarà limitato ai canti di montagna, eseguiti “a cappella”, cioè senza l’accompagnamento di strumenti musicali, seguendo l’esempio del Coro della SAT di Trento.
Negli anni Sessanta maturerà l’interesse per i canti tradizionali emiliani, in un’epoca in cui la tradizione orale va scemando e la loro conservazione diventa di vitale importanza.
Vacchi inizierà, assieme ad altri maestri di coro, la raccolta del prezioso materiale e centinaia di canti popolari saranno fedelmente trascritti e da lui in buona parte armonizzati.
Molti di essi provengono dai paesi della provincia bolognese: Monghidoro, Gaggio Montano, Medicina, Pieve di Cento, Castiglione dei Pepoli.
Dal 1990 il Coro Stelutis amplierà il suo organico: diventerà un ensemble misto di cinquanta elementi. Il repertorio comprenderà canti di lavoro, canti religiosi, ninne nanne, ballate, canti di resistenza.
Nei primi anni Duemila si aggiungerà anche il coro di bambini “Voci Bianche Stelutis” e dal 2020 l’Orchestra Stabile Stelutis. Dopo la morte di Sergio Vacchi nel 2008, il Coro Stelutis sarà diretto dalla figlia Silvia, da tempo sua coadiutrice.
NB: il contenuto della scheda è tratto dall’articolo di Silvia Vacchi cit. in bibliografia
Fonte: Biopresto, Public domain, via Wikimedia Commons - Foto orig. ritagliata
- Coro Stelutis, Bologna, 1954-1984: questi trent'anni. Storia per immagini del coro Stelutis di Bologna, testo di Claudio Cornacchia, Bologna, Stamperia artistica Il globo, 1984
- Silvia Vacchi, Le radici di un canto, in: “Nelle Valli Bolognesi”, 60 (2024), pp. 46-47
- Giorgio Vacchi, Canti emiliani (e non) armonizzati per coro. Dal repertorio del Coro Stelutis di Bologna, Bologna, Calderini, 1997, partitura