Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

gennaio 1945

Pronto Soccorso e base partigiana a Castel San Pietro

Dopo l'arresto del fronte sulle colline di Castel San Pietro, i Tedeschi approfittano del periodo di relativa inattività militare per rinforzare le proprie postazioni nella parte del paese, che si affaccia sulla valle del Sillaro.

La sponda sud del fiume è trasformata in un campo minato, le case e gli alberi abbattuti per un chilometro, pronto per essere distrutto il ponte verso Imola. Dalle Terme alla ferrovia è costituita una linea continua di camminamenti e appostamenti, lungo l'argine sinistro e sotto l'abitato.

Vengono usate a questo scopo tutte le case e gli edifici pubblici della zona, comprese le scuole Albertazzi, gli istituti delle suore e l'Ospedale Civile, del quale viene intimato lo sgombero entro poche ore, con l'intenzione di sottrarre il materiale sanitario.

I rappresentanti del Cnl locale convincono il Podestà e il Direttore dell'Ospedale a richiedere una proroga del trasferimento.

Viene deciso di trasportare a Bologna gli ammalati e l'80 per cento delle attrezzature e di riservare le restanti per un punto di Pronto Soccorso, che viene allestito in palazzo Pantaleoni, nel centro del paese.

L'operazione è effettuata più in fretta possibile con mezzi di fortuna e con l'aiuto dei partigiani della zona, del Fronte della Gioventù e dei Gruppi di Difesa della Donna.

Nel Pronto Soccorso si stabilirà una base partigiana, che manterrà i collegamenti con le varie zone operative della Resistenza tramite staffette.

Poche settimane prima dell'arrivo degli Alleati un giovane tenterà di introdursi nella base per uccidere Eros Poggi (Polino) e Aldo Bacchilega (Tommaso), il comandante e il commissario della 66a Brigata Garibaldi.

Il primo sarà presente anche come assistente sanitario, in quanto studente del 5° anno di medicina. L'attentato sarà sventato e la spia catturata e soppressa. Nelle sue tasche sarà trovato un elenco degli antifascisti della zona.

Nei giorni successivi i Tedeschi scateneranno una feroce caccia all'uomo, che costringerà la maggior parte dei resistenti di Castel San Pietro a fuggire o a nascondersi.

Anche dopo il rilascio dei primi ostaggi - una cinquantina di persone più volte interrogate, picchiate e alcune anche torturate - le SS continueranno le ricerche dei partigiani casa per casa, con numerosi arresti fino alla vigilia della liberazione.

Approfondimenti

Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 81


Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Giuliana Ricci Garotti, L'unione dei mille strumenti. Storia della cooperazione bolognese dal 1943 al 1956, Bologna, Emilia Romagna, 1991, p. 42


Sara Prati, La Resistenza a Castel San Pietro, a cura del Comitato per il Trentennale della Resistenza, Imola, Grafiche Galeati, 1975, pp. 47-48, 67-68, 76-78, 82, 107, 137

 

Contenuto inserito il 15 lug 2020 — Ultimo aggiornamento il 24 mag 2022
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