Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

20 aprile 1945

Arrivano gli Alleati. L'esercito tedesco lascia Bologna

Nel pomeriggio del 20 aprile le truppe americane della 85a, 86a e 87a divisione fanteria giungono alla via Emilia presso Anzola.

Verso ovest, tra Crespellano e Bazzano, incontrano la tenace resistenza della 90a divisione Panzergrenadier, ultima riserva tedesca nella battaglia degli Appennini.

La località di Gessi nella valle del Lavino è raggiunta dal 337° rgt della 85a divisione fanteria, che dopo un cruento scontro a fuoco si spinge ad est verso Riale, completando l'aggiramento del caposaldo tedesco di Monte Capra e spianadosi la strada verso Casalecchio di Reno.

Anche unità corazzate della 6a divisione sudafricana e della 91a divisione di fanteria americana raggiungono Casalecchio proveniendo da sud, lungo la strada Porrettana.

Tra il 20 e il 21 aprile il 2° Corpo d'Armata americano attraversa velocemente la cittadina alla periferia ovest di Bologna, pesantemente bombardata fino al giorno precedente, e prosegue l'inseguimento dei tedeschi verso nord-ovest.

Sul fianco destro del 2° Corpo il Gruppo "Legnano" attacca sulle colline della valle del Savena, tra Monte Armato e Riosto, e si congiunge con i reparti della 34a e 91a divisione americana, che occupano la zona a sud della città.

Nonostante l'ordine personale di Hitler “di difendere fino all'ultimo tutte le città importanti”, il generale von Senger und Etterlin rinuncia ad asserragliarsi a Bologna, soprattutto per evitare l'accerchiamento delle armate alleate.

Nella notte tra il 20 e il 21 aprile l'esercito tedesco abbandona le linee difensive alla periferia della città e inizia una rapida ritirata verso il Po.

Viene fatto saltare il ponte sul Savena e minata la centrale telefonica di via Goito. Solo poche unità di disturbo, formate soprattutto da russi bianchi e cosacchi, rimangono in retroguardia.

Le truppe e gli automezzi tedeschi dislocati a est della città transitano da porta Mazzini, ma evitano di entrare nel centro storico, minacciato dalle bande partigiane. Assieme ai resti della Wehrmacht fuggono molti dei collaboratori fascisti della RSI.

Una testimone nascosta a Porta Saragozza ricorderà: “Vedemmo i tedeschi lungo i viali che andavano via. Andarono avanti tutto il giorno e tutta la notte a passare”.

Un altro in viale Aldini racconterà che “per tutto il pomeriggio del 20 aprile passò una fila di tedeschi a piedi, una fila interminabile con dei carri e cavalli, dei carretti. Andavano verso porta Saffi per poi uscire dalla città”.

All'una e 45 minuti del 21 aprile le prime unità polacche attraversano l'Idice ed entrano a San Lazzaro, con l'aiuto di alcuni partigiani in fuinzione di guide.

Alle 4 e 15 minuti oltrepassano il Savena e raggiungono il confine orientale del comune di Bologna, scontrandosi alle Due Madonne con le retrovie tedesche.

Un cipresso di Pieve del Pino intaccato dai genieri tedeschi con l'intenzione di abbatterlo per proteggere la ritirata
Un cipresso di Pieve del Pino intaccato dai genieri tedeschi con l'intenzione di abbatterlo per proteggere la ritirata
I cipressi di Pieve del Pino furono preparati per essere abbattuti dai tedeschi in ritirata
I cipressi di Pieve del Pino furono preparati per essere abbattuti dai tedeschi in ritirata
Cipresso di Pieve del Pino preparato per essere abbattuto dai tedeschi a copertura della ritirata da Bologna
Cipresso di Pieve del Pino preparato per essere abbattuto dai tedeschi a copertura della ritirata da Bologna
Approfondimenti
  • Paolo Bedeschi, Baricella 1943-1945. Un piccolo paese nella grande tragedia, Bologna, Minerva, 2010, pp. 83-88
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943-aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 324-325
  • Carlo Degli Esposti, Dal ricordo alla storia. Vite da telefonici bolognesi, Bologna, a cura dell'Autore, 1996, p. 16, ultima parte, pubbl. in: "La Torre della Magione", 2 (2014)
  • Deputazione Emilia Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione, L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione, vol. 1: Luciano Bergonzini, La lotta armata, Bari, De Donato, 1975, pp. 377-378

  • Werther Romani, Mauro Maggiorani, Guerra e Resistenza a San Lazzaro di Savena, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2000, pp. 211-212

  • Giacomo e Giuseppe Savini, Cinni di guerra. Memorie e fantasie dei bimbi che videro passare il fronte, Argelato, Minerva, 2020, pp. 83, 111-112

Contenuto inserito il 27 set 2021
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