Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

8 maggio 1945

Uccisioni ad opera di ex partigiani nella Bassa bolognese

Tra l'8 e l'11 maggio, nelle campagne tra Argelato, Pieve di Cento e San Giorgio di Piano, 29 persone vengono sequestrate e uccise da un nucleo di polizia partigiana della 2a Brigata Garibaldi "Paolo", già operante in quella zona durante il conflitto.

Il gruppo, che ospita anche alcuni componenti della 7a GAP, riceve ordini da Vittorio Caffeo "Drago" (1923-2007) ex commissario politico e vice comandante, in rapporto con il comando della brigata di stanza a San Pietro in Casale.

I sequestrati sono considerati fascisti o collusi con il fascismo della RSI. L'eccidio si svolge in due tempi: l'8 maggio sono catturate dodici persone, tra le quali la professoressa Laura Emiliani, l'ex podestà di San Pietro in Casale Sisto Costa, rapito assieme alla moglie e al figlio, e nove cittadini di Pieve di Cento, quasi tutti appartenenti alle Brigate Nere. Giudicati sommariamente da un tribunale partigiano, sono tutti condannati a morte.

Nella seconda strage, avvenuta l'11 maggio, rimangono vittime sette fratelli, Dino, Emo, Augusto, Ida, Marino, Giuseppe e Primo Govoni, dei quali solo due avevano aderito alla RSI. Alcuni di essi sono sequestrati a Pieve di Cento durante una festa da ballo.

Altre dieci persone sono prelevate dai partigiani a San Giorgio di Piano. I prigionieri subiscono torture, sono derubati e giustiziati. I loro corpi sono sepolti in fosse comuni, che verranno rinvenute nel febbraio 1951, grazie ad alcune testimonianze e alle indagini del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Masala.

Il processo per le due stragi sarà celebrato a Bologna nel 1953 e vedrà la condanna all'ergastolo di quattro ex partigiani (Vittorio Caffeo, Vitaliano Bertuzzi, Adelmo Benini, Luigi Borghi), poi amnistiati.

Tutti quanti, nel frattempo, saranno da tempo riparati nella Cecoslovacchia comunista. Lo Stato italiano deciderà di risarcire la madre dei Govoni per l'uccisione dei figli.

Approfondimenti
  • "Almanacco di Bologna" (2003), p. 78
  • Adelmo Caselli, Prelevati. La politica, il lavoro, la vita, l'odio, la violenza, i prelevamenti, le uccisioni e i processi nella lunga liberazione di Pieve di Cento, 1945-1951, 2. ed., Pieve di Cento, Bagnoli1920 edizioni, 2011, p. 93 sgg.
  • Gianluca Costantini, Saturno Carnoli, Andrea Colombari, Ultimo. Storia ordinaria di guerra civile, Jesolo Lido (Ve), Edizioni del Vento, 2007, p. 101 sgg.
  • Guido Crainz, Padania. Il mondo dei braccianti dall'Ottocento alla fuga dalle campagne, Roma, Donzelli, 1994, p. 226
  • Miguel Gotor, L'Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon, Torino, Einaudi, 2019, p. 146
  • Nazario Sauro Onofri, Il triangolo rosso, 1943-1947. La verità sul dopoguerra in Emilia-Romagna attraverso i documenti d'archivio, Roma, Sapere 2000, 1994, p. 99
  • Giorgio Pisanò, Sangue chiama sangue, Milano, Edizioni FPE, 1962, pp. 265-284
  • Giorgio Pisanò, Paolo Pisanò, Il triangolo della morte. La politica della strage in Emilia durante e dopo la guerra civile, Milano, Mursia, 2003, p. 391 sgg.
  • Angela Maria Politi, Luca Alessandrini, I partigiani emiliani dalla liberazione ai processi del dopoguerra, in: Istituto Storico Provinciale della Resistenza, Bologna, Guerra, resistenza e dopoguerra. Storiografia e polemiche recenti, Bologna, Istituto Storico Provinciale della Resistenza, 1991
  • Gianfranco Stella, I lunghi mesi del '45 in Emilia Romagna, Ravenna, Tipografia moderna, 2005

Contenuto inserito il 15 feb 2021
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