Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

30 settembre 1944

Licurgo Fava muore, ma non parla

“I partigiani avevano abbandonato le basi consuete, di cui Licurgo era a conoscenza, ma tale precauzione fu superata dal suo comportamento poiché, nonostante le torture, alternate a lusinghe e promesse di avere salva la vita, non disse nulla che potesse compromettere altri contadini” (G. Parini)

Il 30 settembre a Medicina viene fucilato Angelo Licurgo Fava (1906-1944), comandante del locale distaccamento della 5a Brigata partigiana “Bonvicini”.

Colono di idee socialiste, fu espulso con la famiglia da Portonovo all’avvento del fascismo. A Medicina e a Castel Guelfo diresse le lotte per l’applicazione dei patti colonici.

Dopo l’8 settembre ospitò nella sua casa di Ganzanigo una base partigiana, dove, il 25 settembre, la Feldgendarmerie tedesca trovò un carico di armi.

Trascinato nella “villa triste” di Medicina, fu barbaramente torturato per quattro giorni e quindi consegnato alle Brigate Nere. 

La mattina del 30 settembre fu condotto presso la chiesa di San Mamante e fucilato. Un gruppo di contadini, convocato davanti al partenotrofio, fu costretto ad assistere all’esecuzione.

“Licurgo Fava venne accompagnato a 7-8 passi dal muro della cappella del Rosario e lasciato lì di spalle. Tartarotti gridava che si facesse in fretta e mentre veniva predisposto il plotone d'esecuzione, un giovane brigatista chiese di farne parte per vendicare suo padre ucciso dai partigiani a Bologna: fu accontentato”. (G. Parini).

All’eroico Fava verrà conferita la Medaglia d’Oro al V.M. alla memoria con questa motivazione:

“Sempre primo fra i partigiani nei numerosi combattimenti contro le forze nemiche, catturato con l'inganno veniva sottoposto alle più crudeli torture. Essendogli stato promesso che gli sarebbe stata fatta grazia della vita se avesse dato alcune importanti notizie sulla propria formazione, opponeva il più sereno diniego a fare qualsiasi rivelazione. Condannato alla pena capitale affrontava la morte da eroe”.

 

Approfondimenti
  • Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La pietra, vol. 2: D-G, 1971, p. 299
  • Giovanni Parini, Storia di Medicina. Fascismo, antifascismo e guerra di liberazione, 1919-1945, Imola, Bacchilega, 2009, pp. 115-116
  • Dario Taraborrelli, Licurgo Fava partigiano, 1944-2014, Imola, Bacchilega, 2014
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