I partigiani di Armando e il Gruppo Brigate Est Giardini sul Monte Belvedere
Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre tre brigate di partigiani della Divisione "Modena Armando" (due attaccanti e una di riserva di circa 60 uomini ciascuna) muovono dalla località Querciola alla conquista del Monte Belvedere, uno dei principali capisaldi tedeschi sulla Linea Gotica, nei pressi del Corno alle Scale.
L'azione, effettuata sotto la pioggia e con visibilità molto scarsa a causa della nebbia, è stata concordata con gli Alleati, che devono fornire appoggio di artiglieria e subentrare subito dopo l'assalto.
I "ribelli" conquistano la vetta abbastanza facilmente approfittando del maltempo. Uccidono diversi tedeschi e ne catturano undici.
Intanto a destra dei Pianotti i partigiani della brigata Matteotti Montagna si incontrano con quelli della brigata Giustizia e Libertà provenienti da Gaggio Montano.
L'attesa dei rinforzi sul Belvedere è però vana e di fronte a un forte contrattacco nemico, a colpi di mortai e artiglieria pesante, gli uomini della 7a brigata Garibaldi devono abbandonare la posizione raggiunta.
I tedeschi si trincerano nuovamente sul caposaldo, che terranno fino al 20 febbraio 1945 a controllo dell’Alta Valle del Reno..
La Divisione partigiana "Armando" si è costituita il 16 ottobre nella “terra di nessuno” tra Porretta e Lizzano, dall'unione delle brigate Garibaldi modenesi di Ricci con le brigate GL e “Mattetotti Montagna”.
In questo periodo conta circa 600 effettivi. Altri 900 partigiani ad essa aggregati sono stati disarmati e smobilitati dal comando del IV Corpo statunitense.
In un primo tempo la formazione modenese era destinata alla liberazione di Bologna, ma con il cambio dei piani alleati, il comandante Ricci (Armando), d'accordo col capo della missione dell'ORI-OSS Victory 1, ha deciso di trasferirsi verso Lizzano in Belvedere e Porretta, insediandosi tra le linee tedesca e americana.
Il 10 novembre un'altra formazione reduce da Montefiorino, il Gruppo brigate Est-Giardini della Divisione Modena - guidato da Renato Giorgi e forte di 650 unità - si congiunge con gli uomini di Armando sul Belvedere, dopo un sanguinoso combattimento con i tedeschi nella zona di Benedello (Pavullo), in cui restano uccisi 32 partigiani.
Ennio Tassinari, a capo della missione alleata Victory 2, ha raggiunto anche questa compagine, per impedirle “di andare ad un inutile massacro” nella marcia verso Bologna.
- Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, pp. 108-109, 116
- Battaglie sul crinale, a cura di Walter Bellisi, 2. ed. riveduta e ampliata, Montese, Il trebbo, 2012, p. 34
- Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 187, 189, 195-196, 199
- Deputazione Emilia Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione, L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione, vol. 1: Luciano Bergonzini, La lotta armata, Bari, De Donato, 1975, p. 305
- Montese: fascismo, guerra, ricostruzione, Formigine, Golinelli, 1990, p. 103 (data cit.: 29/10)
- Parco Corno alle Scale. Itinerari. Winter Line - Linea Verde. A nord della Gotica, 1944-1945, Bologna, Provincia di Bologna, ecc., s.d.
-
La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 139-140
- Claudio Silingardi, Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino. Guida storica, Modena, Artestampa, 2005, p. 74