Esecuzioni sommarie a Castelluccio di Moscheda
“Napoleone ... fu portato a Castelluccio. Siccome possedeva documenti tedeschi, disse di essere stato fatto prigioniero dai partigiani. In un primo tempo fu creduto e lasciato libero. Ma ecco che, in piazza a Castelluccio, incontra quel tedesco della Sassonia che era stato fatto prigioniero a Maserno e che, sfuggito ai partigiani, si era ricollegato ai suoi. Napoleone, riconoscendolo, gli andò incontro per tendergli la mano, ma quello gli sputò in faccia e lo smascherò dicendo che non solo era un partigiano, ma era un capo”. (C. Manni e altri)
Il 30 settembre a Castelluccio di Moscheda (Montese) tre giovani sono giustiziati dai tedeschi.
Jacques Lepeyrie (Napoleon), un aviatore francese arruolato a forza nella Wehrmacht, divenuto partigiano della Brigata Giustizia e Libertà, viene impiccato.
Luigi Gentilini e Mario Tamarri (19 e 18 anni) di Pianaccio, fuggiti dopo la cattura e ripresi alcuni giorni dopo scalzi e laceri, vengono fucilati.
Fin dalla primavera del 1944 i boschi della Selva e della Moscheda, attorno a Montese, sono rifugio di partigiani e renitenti ai bandi della RSI.
Ad agosto c'è già stato un grosso rastrellamento e l'uccisione di alcuni resistenti dopo un aviolancio degli Alleati.
Dopo l’arrivo dei soldati brasiliani, al Casone dell’Elta, sotto un mucchio di patate, verranno trovati i cadaveri di altre dieci persone trucidate dai nazifascisti.
- Lizzano in Belvedere (BO) - Sono presenti i nomi di Luigi Gentilini e Mario Tamarri
- Pier Giorgio Ardeni, Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e Libertà Montagna e la Resistenza sui monti dell'alto Reno tra storia e memoria, con la collaborazione di Francesco Berti Arnoaldi Veli, Bologna, Pendragon, 2014
- Enzo Biagi, I quattordici mesi. La mia Resistenza, a cura di Loris Mazzetti, Milano, Rizzoli, 2009
- Gabriele Ronchetti, La linea gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia, Fidenza, Mattioli 1885, 2009, p. 153 (Data della fucilazione di Lapeyrie: 1 ottobre)
- Storie di montagna. Una montagna di storia, a cura del Museo diffuso della Linea Gotica Montese. Luoghi e sentieri della memoria, s.n.t.