Spari e bastonate a capodanno
"La porta cedette, sfondata, e gli assalitori entrarono seguiti da una pattuglia di quardie regie che era arrivata in bicicletta. Bastonate agli uomini, schiaffi alle mogli, spintoni alle ragazze, il manganello che colpiva la testa, le braccia, le spalle, con i bambini che urlavano e i militari che perquisivano i soci della Lega proletaria a mani alzate contro il muro". (E. Mauro)
Durante una festa pro orfani di guerra indetta dalla Lega proletaria mutilati, invalidi, reduci, orfani e vedove di guerra, che si tiene in forma privata nella “palestra ginnastica” del liceo Minghetti in via San Gervasio, alcuni squadristi - secondo il vicequestore “assai violenti” - che hanno sentito il canto dell’Internazionale, intervengono per farlo cessare.
Poco dopo accorre un’altra ventina di fascisti, che entra nell’edificio, dopo aver sfondato la porta nel frattempo sbarrata dall’interno. Si accende una rissa furibonda a base di randellate e colpi di pistola.
Al termine si contano quindici feriti, alcuni dei quali saranno ricoverati all'Ospedale Maggiore. Le guardie, arrivate in bicicletta, arrestano una ventina tra fascisti e “sovversivi”. Il locale appare devastato e sono spariti i premi della lotteria.
La prima notte del 1922 - l’anno della Marcia su Roma e il più violento a Bologna e in Emilia - finisce con diverse armi sequestrate - rivoltelle, pugnali, bastoni - oltre 150 bossoli per terra e un acre odore di polvere da sparo.
- Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 467
- Ezio Mauro, L'anno del fascismo. 1922: cronache della marcia su Roma, Milano, Feltrinelli, 2022
- Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 271-272