Una punizione esemplare. L'uccisione dei fratelli Bernardi a Castel d'Aiano
Nella notte tra il 16 e il 17 agosto due fascisti travestiti da carabinieri - con l'appoggio di altri che non intervengono direttamente - si presentano davanti alla cascina dei mezzadri Bernardi a Sabbionetola, borgata del comune di Castel d'Aiano.
Si fanno aprire e fingono una perlustrazione in cerca di disertori. Una volta in casa estraggono le pistole e sparano contro Pellegrino e Francesco Bernardi.
Benché colpiti gravemente, i due fratelli tentano comunque la fuga, ma vengono raggiunti e ancora bersagliati di colpi. Pellegrino muore subito. Francesco, prima di morire a sua volta, riesce a dire il nome di uno degli aggressori.
Le indagini dei carabinieri sono in questa occasione tempestive e precise e in poche ore gli autori del duplice delitto - quattro squadristi di Vergato - vengono assicurati alla giustizia.
Si scoprirà che il movente dell'aggressione è in una precedente azione squadristica compiuta il 18 giugno a Labante. Allora la bastonatura di Francesco Bernardi aveva provocato la reazione degli abitanti del paese, che avevano messo in fuga i fascisti vergatesi.
L'omicidio dei due agricoltori è quindi una punizione esemplare per una comunità "che ha osato ribellarsi e opporsi al controllo territoriale esercitato dallo squadrismo" (Senta).
- Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 630
- Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La pietra, vol. 2: D-G, 1971, p. 185
- Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003
- Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 329-332