Una nuova Casa del Soldato
“S.E. Mussolini, nella sua visita dell'ottobre 1923, rispondendo al Generale Sani ed al Comm. Calzoni che gli ricordavano come la Casa fosse stata ideata e voluta quando il nome della Patria poteva a Bologna, a mala pena, essere pronunciato liberamente nell'interno della Caserma, così si esprimeva: ‘Questa Casa è degna di ospitare i soldati di Vittorio Veneto! É bella ed è grandiosa: si sente in essa una volontà, una passione’. (M. Garagnani)
Il 24 aprile, "con largo concorso delle maggiori Autorità, militari, civili e religiose, di soci e di cittadini" viene posta la prima pietra della nuova Casa del Soldato.
Dopo la chiusura, nel giugno 1920, della precedente Casa del Soldato, il generale Ugo Sani, comandante di Corpo d'Armata, e alcuni cittadini autorevoli hanno deciso di mantenere in vita una istituzione che tanto bene aveva fatto in tempo di guerra, trasformandola in una sorta di Dopolavoro dei militari.
Hanno cercato quindi una sede e lanciato una campagna per il suo finanziamento. Il Ministero della Guerra ha concesso un fabbricato già in uso di "cavallerizza" e un ampio cortile pertinenti alla caserma di artiglieria di via Castelfidardo (ex convento di Sant'Agnese).
Su questo cortile, liberato da alcune vecchie costruzioni, sorgerà la Casa propriamente detta, che sarà inaugurata il 19 dicembre con l'intervento del principe ereditario Umberto di Savoia.
Dalla "cavallerizza" sarà ricavato, su progetto dell'ing. Tagliavacca, un Teatro da 1.500 posti, decorato da Arnaldo Gentili "con motivi allegorici delle varie armi e delle cento Città".
Vi reciteranno "artisti sommi ed egregi" e "volonterose compagnie filodrammatiche", mentre valenti oratori illustreranno ai soldati le "bellezze della Patria" e i "fasti della sua storia". Ma saranno soprattutto le proiezioni cinematografiche a destare il massimo interesse negli ospiti.
Nella Casa del Soldato ci sarà una sala di ritrovo con "giuochi di varia specie", dal grammofono a un impianto "per ricevimento di comunicazioni radiofoniche".
Ci saranno inoltre una sala di lettura e scrittura, con una piccola biblioteca offerta dall'Opera Nazionale Combattenti, una sala da pranzo e uno spaccio cooperativo con annessa "buvette".
Accanto al servizio di bagni a doccia, con distribuzione gratuita del sapone, funzionerà una Sala da barbiere. L'ampio cortile servirà per i giochi all'aperto e per le esercitazioni atletiche durante la buona stagione.
Nei primi cinque anni di vita, la nuova Casa del Soldato ospiterà in media 400 soldati al giorno. Verranno proiettati 160 spettacoli cinematografici e si svolgeranno spettacoli di varietà e oltre 150 giochi e gare con premi.
Grazie all'impegno disinteressato di alcuni insegnanti, verrà attivata anche un'aula scolastica, in cui molti soldati si ritroveranno, rinunciando alla libera uscita, "per rinfrescare le cose imparate da fanciulli e per apprendere addirittura le prime cognizioni del leggere e dello scrivere" (Garagnani).
- Fonte: Storia e memoria di Bologna (www.storiaememoriadibologna.it) - Imm. orig. ritagliata e ridotta
- Francesco Bagnoli, Guida illustrata di Bologna, con 105 fotoincisioni nel testo, 2. ed., Bologna, G. e E. Zeboli, stampa 1933, pp. 86-87
- Mario Garagnani, Cinque anni di vita della Casa del soldato di Bologna, 19 dicembre 1921 19 dicembre 1926, Bologna, Tip. Mareggiani, 1927
- Statuto della casa del soldato di Bologna, Bologna, s.e., 1921